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L’eredità politica e culturale di Marzio Strassoldo

La Provincia di Udine ha ricordato l’ex presidente e rettore dell’Ateneo friulano. Numerosa partecipazione all’incontro a palazzo Belgrado

Un grande autonomista e uomo di cultura che ha dedicato il suo impegno di studioso, politico e amministratore per la difesa e la crescita del Friuli.  La figura di Marzio Strassoldo, come rettore, presidente della Provincia di Udine e come politico, è stata al centro del convegno odierno che la Provincia di Udine ha organizzato per ricordare l’ex presidente dell’Ente nonché guida dell’ateneo friulano, scomparso nel mese di gennaio. Numerosa la partecipazione all’incontro con una massiccia presenza, nel Salone del Consiglio provinciale, di amministratori provinciali che lavorarono fianco a fianco con Strassoldo, ma anche rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni culturali.

“In questa mattinata vogliamo ricordare un grande uomo di cultura del nostro Friuli – ha esordito il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini -, un autonomista che è stato presidente di questa Provincia per due mandati. Provincia che ha difeso fino agli ultimi giorni così come ha fatto per la lingua friulana. Nel suo ultimo saggio presentato nel mese di ottobre in questa sede, ha voluto, infatti, ribadire il valore delle minoranze non solo come elemento identitario, ma anche come occasione di crescita economica con significativi riflessi nel Pil. Dobbiamo farci interpreti di questo messaggio e avere più coraggio nell’usare e nel valorizzare questa lingua perché, appunto, come sosteneva Strassoldo, rappresenta un’importante risorsa per la nostra economia”.  “Un grande figlio di questa terra” lo ha definito Agostino Maio (intervenuto in rappresentanza della Giunta regionale) che, di Strassoldo, ha ricordato il fondamentale ruolo per la crescita dell’Università di Udine di cui fu rettore dal 1992 al 2001. Una realtà accademica che, in termini di iscritti, passò dai 9.282 studenti all’inizio del suo rettorato, ai 15 mila 296 al termine del secondo mandato, “quando – ha evidenziato Maio – Strassoldo si trovò difronte due strade: adeguarsi al finanziamento ministeriale tarato su parametri storici e quindi rimanere succursale, oppure sfidare un ingiusto parametro di finanziamento e far crescere l’ateneo, per far crescere il territorio”.

Un ateneo, grazie a Strassoldo, fortemente orientato all’innovazione in cui si anticiparono, rispetto al contesto nazionale, concetti e proposte quali crediti didattici, corsi di perfezionamento, master, le valutazioni delle attività d’insegnamento. Con una articolata relazione, il professor Andrea Zannini (Direttore del dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine) si è soffermato sul ruolo di Marzio Strassoldo per l’Università del Friuli che si consolidò proprio grazie all’economista e statistico friulano. “Le linee dell’attività seguirono queste direttrici: il consolidamento della macchina universitaria e delle sue strutture, la crescita dell’offerta didattica per restare al passo di una domanda costantemente al rialzo, l’affermazione dell’Ateneo come realtà primaria regionale e del Friuli storico, tanto sul piano culturale e scientifico, quanto su quello economico produttivo”. Intervenuto sulle vicende del movimento autonomista friulano e in particolare sul ruolo di Tessitori, lo storico dell’autonomismo Gianfranco Ellero ha sottolineato di Strassoldo il grande contributo culturale per la valorizzazione dell’identità friulana che il presidente ha declinato in varie iniziative, tra cui la mostra e il catalogo “Friuli. Una patria” realizzato dallo stesso Ellero insieme al professor Bergamini.

Al ricordo di Strassoldo si sono uniti anche il presidente della Società Filologia Friulana Federico Vicario che, margine del convegno, ha proposto un parallelismo tra Tiziano Tessitori e l’ex presidente della Provincia (“Entrambi erano animati da una visione che si richiamava a forti valori e idealità, con una prospettiva inclusiva per quanto riguarda la comunità friulana. Tutte le componenti della comunità, quindi le associazioni, la politica, dovevano concorrere al bene della piccola patria); il fratello Raimondo che si è soffermato sull’impegno politico; il professor Guglielmo Cevolin (Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Udine) , invece, ha evidenziato in particolare le ultime battaglie a difesa del Friuli. Tra le testimonianze di riconoscenza per il grande insegnamento ricevuto quelle di Piero Mauro Zanin che ha ricordato in particolare la battaglia di Strassoldo contro l’istituzione della quinta provincia quella della Carnia, di Riccardo Riccardi e di Paride Cargnelutti che condivisero con Strassoldo alcuni anni d’attività politica e amministrativa in Provincia.

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