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Il volo di Martin, grifone curato alla Riserva naturale del lago Cornino

 

In occasione della giornata internazionale di sensibilizzazione al rispetto degli avvoltoi, nel primo pomeriggio di oggi, alla Riserva Naturale Regionale di Cornino, è stato liberato Martin, un giovane grifone trovato in Baviera. Il nome, omaggio alla persona che ha recuperato il rapace, poi trasportato all’Alpenzoo di Innsbruck, è stato scelto dai cittadini sui social network. Martin, alla presenza di un numeroso pubblico, è stato trasportato dai responsabili della riserva sui gradoni del centro visite. Dopo aver fatto solo pochi passi, ha preso il volo, agevolato dal tempo favorevole. Martin ha volato sopra il pubblico, ha preso quota e ha raggiunto, dopo una breve sosta sopra un albero, i monti più alti della riserva. «Un bellissimo volo, che solo pochi grifoni sono in grado di fare dopo la liberazione – il commento di Fulvio Genero, responsabile del “Progetto Grifone”, e di Ylenia Cristofoli, responsabile della riserva -. Per circa un mese, Martin è stato ospitato in diverse voliere. E’ un inizio senz’altro favorevole per il nuovo grifone. Vedremo se si fermerà nella colonia friulana o se riprenderà il viaggio verso qualche meta lontana. Gli anelli di riconoscimento consentiranno di risalire ai suoi spostamenti». “Vivi e Liberi di Volare”, iniziativa realizzata dalla Riserva di Cornino in collaborazione con il Parco Natura Viva di Bussolengo (Verona), ha preso il via, questa mattina, con un dibattito sullo status degli avvoltoi in Europa.

«Gli avvoltoi, negli ultimi anni ha spiegato Fulvio Genero - hanno subìto, quasi ovunque, un drammatico declino, legato a diverse problematiche causate dalle attività umane. Molte specie, in vari Paesi, sono diminuite o si sono estinte e numerose sono le iniziative per cercare di salvare questi grandi planatori». Cesare Avesani, direttore del Parco Natura Viva e presidente della Fondazione Arca, è intervenuto per parlare della ricerca e della conservazione nei giardini zoologici. «L’allevamento in ambienti controllati, nella fattispecie in specifiche voliere – ha chiarito Avesani - si è rivelata per i grandi volatori come gli avvoltoi l’unica strategia capace di salvarli da un’estinzione certa. Il ruolo che i giardini zoologici possono rivestire nel concorrere alla sopravvivenza del grifone si articola in almeno tre aree di competenza: la riproduzione di esemplari anche attraverso la tecnica che prevede la stimolazione della seconda deposizione, la divulgazione del progetto a una larga fascia di popolazione e ultimo, ma non meno importante, il supporto ai progetti di reintroduzione, mettendo anche a disposizione le competenze medico-veterinarie specialistiche oltre a poter utilizzare le voliere come aree di isolamento in caso di malattie o ferimenti per curare esemplari debilitati.

La rete degli zoo europei – aggiunge Avesani - ha una popolazione di circa 300 esemplari e, considerando il declino della popolazione orientale selvatica europea, questo contingente può rivelarsi di grande importanza per il futuro di questa specie. La dismissione dei cadaveri selvatici da parte degli avvoltoi, in competizione con altre specie necrofaghe, rappresenta una funzione cruciale nell’ecosistema che limita la trasmissione di malattie. Le tecniche di utilizzo delle nuove tecnologie, come le app in grado di seguire gli esemplari dotati di sistemi gps (radiotracking), possono a loro volta contribuire all’affiliazione tra il pubblico e questi animali, che immeritatamente hanno nell’immaginario collettivo ancora una fama sinistra». La giornata si è chiusa con le visite guidate alla riserva.

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