rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Friûl Revolution, una rivoluzione che parte dal linguaggio

Dialogo con il regista della serie a puntate, il friulano Marco D'Agostini. Domani la nuova serie tv verrà presentata in anteprima al Giovanni da Udine. Previsto il sold out

“Quando mi è stato chiesto di fare la regia per la serie-Tv sinceramente avevo molti dubbi e paure”. Inizia a rispondere così Marco D’Agostini, codroipese trapiantato a Udine da diversi anni, classe '78, contattato per presentare la proiezione della nuova mini serie tv scritta da I Cjastrons e per spiegarci il dietro le quinte di quest'opera, costata più di un anno di lavoro.

LA SCENEGGIATURA: Uno degli elementi decisivi che ha spinto D’Agostini ad accettare la proposta è stato la volontà di voler conoscere, attuandolo, il formato “serie-tv”. “Leggendo la sceneggiatura visionaria, a tratti distopica, non sapevo se sarebbe stato possibile proporre una trasposizione all'altezza, né se avevamo i mezzi necessari per farlo. C'era poi da gestire una troupe allargata (rispetto al solito) e circa 180 persone tra attori e comparse”. Provenendo dal mondo del documentario avevo davanti a me uno spazio nuovo nel quale avventurarmi. L’atmosfera surreale e grottesca della serie, figlia di una scrittura originale e ricca di spunti da parte dei Cjastrons, ha consentito di introdurre diversi generi all’interno degli episodi: cinematografico, televisivo, documentaristico, musical, in un unico flusso audiovisivo. In questi passaggi di registro, Claudio Cescutti (direttore della fotografia) è riuscito a disegnare con luci e ombre le diverse situazioni ponendo particolare attenzione alla “situazione carcere” che vedrete. Le musiche di Leo Virgili e Walter Sguazzin e le grafiche originali di Mirko Monti sono stati ulteriori ingredienti con cui ho cercato di tenere un ritmo di montaggio sostenuto, neutralizzando i pericoli di situazioni con poca azione. La sceneggiatura scritta dai Cjastrons mi è parsa fin dalla prima lettura ricca di situazioni e spunti di riflessione. Al di là dell’umorismo di superficie che si coglie in battute fulminee e spiazzanti, le puntate si strutturano su una linea narrativa che rivela una critica feroce a paure, manie, idiosincrasie delle persone che vivono in Friuli.  Marco d'Agostini sul set di Friûl Revolution-3La rivoluzione annunciata, di cui si colgono i semi in stanze segrete e raduni sotterranei, è una delle tante promesse non mantenute a cui anche i tre protagonisti andranno incontro seguendo un leader rivoluzionario a dir poco discutibile: Abele Pelvio. Oltre a spingere volutamente su un umorismo che doveva farsi critica aperta, durante la lavorazione ho apportato alcuni accorgimenti alla sceneggiatura: qualche taglio per monologhi che mi parevano troppo lunghi e teatrali, e due suggerimenti, in accordo con gli autori, a integrazione. Il primo di questi è stata l’introduzione di un “secondo livello” (la situazione carcere) che si ripresenta di tanto in tanto come collante dei diversi blocchi narrativi. In questa situazione i tre Cjastrons, all’interno di una piccola cella (vera stanza di reclusione dell’ex manicomio di Sant’Osvaldo), testimoniano da un futuro non collocabile il nascere ed evolversi della vicenda avvenuta anni prima. Il secondo elemento introdotto è stato il viaggio in furgone dei tre inviati (Cjastrons) alla ricerca delle diverse istanze rivoluzionarie. L’idea di creare un “on the road” per scoprire i germogli della ribellione mi affascinava perché consentiva di unire ad una maggior dinamicità visiva la possibilità di mostrare scorci inconsueti del Friuli.

LA PRODUZIONE: La possibilità di lavorare con attori professionisti di provenienza teatrale e attori non professionisti ha presentato un ventaglio di problematiche da affrontare durante le riprese. “Grazie all’ottima preparazione dei set e ad un’organizzazione con tempistiche e spostamenti calcolati perfettamente, ho avuto modo di provare con gli attori e lavorare a lungo sulla loro interpretazione. In alcuni casi non è stato facile perché dovevo riuscire a togliere la loro impostazione teatrale per renderli “veri”, umani. Per le scene più elaborate ci sono stati anche più di 30 “ciak”. Abbiamo mantenuto una buona alternanza tra interni ed esterni ed in entrambi i casi il controllo del set era buono. Abbiamo sempre ottenuto massima disponibilità collaborativa in tutti i luoghi in cui abbiamo girato. In particolare la cittadinanza di Tualis in due giornate riprese intense ha partecipato con entusiasmo ai lavori, ha fornito presenza (comparse) e aiuto concreto”.

IL MONTAGGIO: Il montaggio ha richiesto diversi mesi di lavorazione. Nella prima fase il regista ha selezionato i migliori take a disposizione e costruito le puntate seguendo la sceneggiatura. “Da subito ho capito che rispetto allo script alcune cose sarebbero state ridotte ed altre tagliate ma l’impianto era comunque buono. Sulla timeline di montaggio ho lasciato lo spazio per i blocchi delle “scene carcere” che avremmo girato in un secondo tempo e ho cominciato a discutere con Leo Virgili sulla colonna sonora. Nel frattempo Mirko Monti ha iniziato a elaborare tutte le grafiche ad integrazione. Il tutto con la supervisione attenta e sempre presente di David Benvenuto (direttore di produzione oltre che autore e attore). Dopo un circa tre mesi avevamo un buon pre-montato e potevamo iniziare a pensare alle “scene carcere”. Sapevamo dove dovevamo collocare i blocchi e cosa dovevamo far dire ai personaggi. Non senza alcuni imprevisti siamo riusciti a girare nell’ex-manicomio casa di cura Sant’Osvaldo (Udine) e ad avere delle buone sequenze da inserire come grimaldello tra le varie situazioni presenti nelle diverse puntate. Una volta inserite, Leo Virgili ha potuto completare la musica mentre io con l’aiuto di Mirko Monti ho lavorato principalmente sulla color correction, grafica e ancora su tagli e limature. L’ultima fase è stata quella del mix audio. Eric Guerrino ha mixato tutti i livelli e creato gli ambienti  sonori nelle scene che necessitavano si un completamento”.

Il backstage della serie tv "Friûl Revolution"

Friûl Revolution è una serie tv che si sviluppa in 5 puntate da 20 minuti ciascuna. Le lingue utilizzate sono l’italiano e il friulano “senza forzature né verso una né verso l’altra lingua", garantisce D'Agostini. Attori, comparse e maestranze coinvolte superano nel complesso le 180 unità, mentre i paesi utilizzati per i vari set sono circa 30 (da Palmanova a Flaibano, da Mortegliano a Tualis, e diversi altri ancora). Grazie a questi numeri Friûl Revolution, realizzato grazie al supporto del Fondo per l’audiovisivo, Arlef, Giovani FVG, Fondazione CRUP, Provincia di Udine, Turismo FVG. rappresenta la produzione di serie-tv friulana più importante fin qui realizzata.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Friûl Revolution, una rivoluzione che parte dal linguaggio

UdineToday è in caricamento