Convegno del Pd all'Università, via Gemona chiusa per ore: la protesta su due lati

Da una parte i friulanisti, dall'altra gli studenti. A dividerli le transenne e una dose massiccia di forze dell'ordine. Uno scenario insolito per Udine, che ormai non si vede più da tempo nemmeno allo stadio

I due lati di via Gemona transennati

Doppia contestazione per il convegno del Pd “'Più valore al capitale umano” alla sede dell’Università in via Gemona - a palazzo Garzolini -. Dal lato di piazzale Osoppo attiva la componente friulanista, da quello dell’incrocio con via Deciani toccava invece agli studenti ostili alla riforma scolastica del governo Renzi. 

STRADA CHIUSA. Non c’è stata la possibilità di raggiungere l’esterno della sede del convegno per i manifestanti, visto che la strada cittadina è stata chiusa al traffico per ore. Presente uno spiegamento di forze sproporzionato rispetto all’entità della protesta: polizia in tenuta antisommossa, carabinieri e municipale messi assieme superavano  di diverse unità il numero dei manifestanti. Corse deviate per le linee dell'autobus che abitualmente transitano in zona, con più di qualcuno - specialmente in via Mercatovecchio - ignaro del provvedimento.

LE VOCI DEI POLITICI. Presenti esponenti di diversi schieramenti, tutti posizionati sul dalla parte del piazzale, tra cui l’Onorevole Walter Rizzetto, il Consigliere regionale Cristian Sergo, il sindaco di Rivignano Teor Mario Anzil e Mario Pittoni, responsabile federale scuola della Lega Nord.

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Mario Anzil (sindaco di Rivignano Teor, esponente friulanista): «Spiace ci abbiano tenuti lontani dal luogo dove avremmo voluto manifestare, ma rispettiamo la decisione. Si tratta di un’altra ferita inferta al Friuli e alla sua università, voluta con una mobilitazione popolare. È come fare un comizio in chiesa occupare militarmente l’università da parte di un partito per la sua festa. Di fronte alle ingiustizie è giusto che il popolo friulano, di solito mite, rialzi la testa». 

Walter Rizzetto (Alternativa Libera): «È giusto protestare perché l’università e la scuola restino apartitici e apolitici. Ho presentato un’interrogazione parlamentare rispetto a quanto accaduto qui a Udine in questi giorni».

Simone Mestroni (Forza Nuova): «È solo un atteggiamento che c’è sempre stato e che oggi emerge allo scoperto. Da 70 anni l’istruzione pubblica indirizza gli studenti verso un pensiero ieri comunista e oggi liberal progressista di sinistra».

Mario Pittoni (Lega Nord): «Un’operazione di partito, contraria al disciplinare e a ogni regola. Aspetto due giorni per valutare bene tutto, ed è possibile che formuli una richiesta di dimissioni del Rettore De Toni come responsabile federale istruzione della Lega Nord».

Ernesto Pezzetta (La Destra): «Oltraggioso il fatto che diano ospitalità a un partito. Fanno sfilare i baroni pro Renzi e Giannini».

Cristian Sergo (Movimento 5 Stelle): «Avanzeremo un’interrogazione in Consiglio regionale. Il disciplinare dice che non si possono concedere spazi per iniziative politiche e mi sembra chiaro che questa lo sia».

Stefano Cecotti (Forza Italia giovani): «Le giustificazioni che ha dato il Rettore non stanno né in cielo né in terra. De Toni fa questo per crearsi un probabile futuro politico. Il centro sinistra monopolizza il mondo della cultura, della scuola e dell’università». 

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