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Mercoledì, 27 Settembre 2023
Cronaca

I giovani in piazza: vogliamo luoghi di aggregazione e dialogo

Più di 150 ragazzi sono scesi in strada per chiedere, con senso civico, di poter uscire la sera nel rispetto delle regole. Un'altro appuntamento di "proposta" è previsto nei prossimi giorni

Avevano annunciato una manifestazione pacifica e così è stato. Il passaparola su Facebook ha funzionato, e più di 150 ragazzi si sono ritrovati tra via Valvason e via Paolo Sarpi. L'idea era quella di incontrarsi per strada, “senza difendere nessuno” e senza stare dalla parte di nessun bar e nessun credo politico. L'obiettivo era quello di chiedere a gran voce di poter continuare ad uscire, di vivere  spazi di aggregazione che non diano fastidio a nessuno, come per esempio potrebbe essere il piazzale Castello; più controlli contro chi non rispetta le regole, più servizi, come bidoni, bicchieri di plastici e servizi aperti anche di notte e un programma di dialogo per stilare regole di “convivenza civile”.

Mentre alcuni ragazzi distribuivano volantini dal titolo “Chi l'ha vista? La movida a Udine?”, altri erano impegnati a regalare tappi per le orecchie affinché i residenti possano dormire tranquilli. Altri ancora hanno dato vita ad una raccolte firme per “continuare a vivere il centro storico”. Il tutto si è svolto in maniera ironica e tranquilla, con qualche bicchiere di birra, con le forze dell'ordine che sono passate a controllare, foto e risate. D'altronde per molti era anche un momento di incontro, oltre che un ritrovo spontaneo per rispondere ai fatti degli ultimi giorni sul tema serate udinesi.

Molte le proposte e tanti gli scambi di idee, perché su Facebook, in questi giorni, spontaneamente si sono formati più gruppi che chiedevano la stessa cosa: spazi pubblici dove aggregarsi e regole affinché “non paghino tutti per colpa di pochi”. I tanti giovani avevano bisogno di un momento per coordinare le tante iniziative spontanee che stanno nascendo. Nei prossimi giorni, infatti, è atteso un altro appuntamento. Continua anche la raccolta firme.
 

E questa la chiami movida?

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