"Aggredito e minacciato dalla polizia", protesta in piazzale XXVI luglio

Il coordinamento contro il carcere e la repressione ha organizzato un sit-in "per dire no alla violenza da parte della polizia". Tutto nasce dall'arresto di un ragazzo e dalla denuncia di alcuni suoi amici nella notte tra il 13 e il 14 novembre

Protesta in piazzale XXVI luglio contro "gli abusi da parte delle forze dell'ordine". Il coordinamento contro il carcere e la repressione ha organizzato una manifestazione per dire "no alla violenza della polizia". Tutto nasce da un fatto avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 novembre, "quando un ragazzo di Udine è stato arrestato dopo essere stato aggredito e minacciato da 5 agenti della polizia in una via molto frequentata del centro. La violenza ha raggiunto livelli tali da obbligare la polizia a denunciare anche gli amici che stavano assistendo alla scena e più severamente contro un ragazzo americano, la cui unica colpa è stata quella di filmare con il telefonino".

A lui è stato dato un foglio di via dallo stato italiano, secondo il racconto del coordinamento  e "gli altri due sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, per essere andati di fronte alla Questura ad assicurarsi delle sorti dell'amico sequestrato dalla polizia". Dopo due giorni il ragazzo è stato liberato e ora il coordinamento manifesta contro la violenza della polizia. "Quello che è successo a Udine è un caso comunissimo - dicono - quanti fermi effettuati in tarda notte si trasformano in pestaggi se non in assassini. Inutile ricordare che casi come Cucchi o Frapporti sono nati da normali controlli per strada".

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