Reclusa in casa e presa a cinghiate, dopo vent'anni trova il coraggio di denunciare il marito

I maltrattamenti del marito ai danni della moglie duravano da circa venti anni e finalmente lei si è rivolta ai carabinieri permettendo l'arresto dell'uomo

I maltrattamenti duravano da vent'anni, e lei per tutto questo tempo non ha avuto il coraggio di denunciare il marito alle forze dell'ordine le cinghiate e le umiliazioni subite. Ma finalmente la situazione è stata scoperta, l'uomo arrestato e la donna portata in una struttura protetta.

I fatti

I carabinieri della stazione di Tarcento hanno arrestato un 59enne marocchino operaio residente a Nimis dopo un'indagine iniziata nei primi mesi nel 2018, quando la moglie ha presentato un esposto presso i carabinieri di Padova, città dove la donna si era rifugiata per nascondersi dal marito violento. Cinghiate, bastonate e umiliazioni erano all'ordine del giorno e dal giorno in cui la donna ha trovato il coraggio di parlare con i militari dell'Arma, questi hanno scoperchiato una situazione ultradecennale.

I maltrattamenti

Oltre alle percosse fisiche e ai colpi inferti con cinghie e bastoni, l'uomo impediva alla donna di uscire di casa autonomamente, anche solo nelle pertinenze dell'abitazione. Di tutto ciò sono stati testimoni, ma anche vittime indirette, i due figli della coppia oggi maggiorenni.

L'arresto

Gli accertamenti dei carabinieri hanno evidenziato la situazione di gravi e protratti maltrattamenti, mettendo in luce il comportamento dell'uomo aggravato da una precedente condanna per fatti analoghi, risalente a circa vent'anni fa. A seguito dell'arresto, l'uomo è stato condotto presso la casa Circondariale di Udine e ora si trova agli arresti domiciliari con l'apposizione del braccialetto eletronico. La condanna, per lui, è arrivata con rito abbreviato e ammonta a 3 anni e 8 mesi di reclusione.

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