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La spiaggia di Lignano sotto la pioggia

La spiaggia di Lignano sotto la pioggia

"Il maltempo ci ha messo in ginocchio. Costretti ai debiti per pagare tasse e stipendi"

Bruno Della Maria, presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio, lancia l'allarme da Lignano, dove si registra un calo d'affluenza consistente a stagione appena iniziata

«Tantissime aziende sono oggi a rischio. Il maltempo ci sta dando un’altra pesante mazzata». L’allarme arriva da Lignano, dal presidente provinciale di Federalberghi Confcommercio Bruno Della Maria. Questi giorni di pioggia tengono inevitabilmente lontani i primi turisti dalle spiagge. E’ ancora presto ovviamente per qualsiasi bilancio ma il maltempo, insiste Della Maria, «ci ha messo in ginocchio». Attualmente, spiega, «gli alberghi sono semivuoti o addirittura chiusi». A venir meno sono in particolare le attese presenze austriache e tedesche in occasione delle festività di Pentecoste.

«E’ una situazione molto grave – prosegue il presidente degli albergatori – che costringe molte realtà a tenere chiuso in questi giorni. Ma preoccupa anche l’immediato futuro a fronte di un’imposizione fiscale sempre altissima e del venir meno di consolidate certezze. Mi riferisco ai numeri che ha fatto in questo anni Ge.Tur, dalle 400 alle 500mila presenze, e che invece sembrano destinati ora a scendere. Il settore sociale, con la tante famiglie al seguito degli ospiti di quella struttura, rappresenta un serbatoio importante per la ricettività lignanese. Si tratta di un altro segnale negativo».

Con tutte queste premesse, Della Maria auspica che a livello nazionale si riesca a ottenere la sospensione dell’Imu anche per gli alberghi: «Siamo attività produttive nella stessa misura di chi verrà beneficiato da qualche provvedimento favorevole in tempi di crisi. Nella drammatica situazione in cui ci troviamo, quella tassa va assolutamente congelata. Altrimenti saremo costretti a rivolgerci agli istituti di credito per poter pagare imposte e stipendi. E sappiamo bene, purtroppo, quanto sia difficile oggi ottenere liquidità dagli istituti di credito. Se costretti a chiudere, non potremo che registrare un aumento della disoccupazione. Non c’è dunque altra soluzione che il sostegno alle imprese con crediti a lungo termine».

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