Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca San Leonardo

Niente ristori e bollette da capogiro: la beffa del ristorante aperto poco prima del lockdown

Sono in tanti a vivere la situazione denunciata su Facebook da Fabio Codromaz, della Locanda Al Trivio di San Leonardo: aperto nel 2020 e con pochi aiuti per sopravvivere

Oggi vi raccontiamo la storia di Fabio Codromaz, che a marzo 2020 ha deciso di cominciare l'attività alla Locanda Al Trivio, nel Comune di San Leonardo, vicino al santuario di Castelmonte. Ma potrebbe essere la storida di molti altri, che hanno vissuto e stanno vivendo la sua stessa situazione: ovvero aver aperto la propria attività a ridosso del lockdown dovuto all'emergenza sanitaria e, per questo, non aver acquisito "crediti temporali" sufficienti per ottenere tutti i bonus regionali e nazionali a sostegno della sua attività. Il tira e molla di aperture e chiusure, le bollette che continuano ad arrivare e gli aiuti insufficienti, rischiano ora di costringerlo a rinunciare

«Sono stato dipendente per 10 anni alla Locanda, poi, il 6 marzo sono finalmente partito dopo aver rilevato attività». Un tempismo che strappa quasi una risata, visto che appena tre giorni dopo è partito il lockdown che ha fermato l'Italia. 

Il post

Nei giorni scorsi Codromaz aveva commentato l'arrivo di una bolletta con un post su Facebook.

Cari signori che ci governate ....questa scadeva il 4 gennaio ma causa festività è arrivata tardi, pensavo se ne fossero dimenticati!5 giorni dopo è arrivato il tanto atteso ristoro per dicembre,la matematica non è un opinione,ben 1000 euro!!!Udite udite ,perché io sono uno dei fortunati ad avere aperto la partita iva nel 2020,avanzo 320 euro e spiccioli ma ricordatevi che non paghiamo solo la luce! Il resto lo pagherò con #andratuttobene..

bolletta al trivio-2

La vicenda

«I primi mesi non ho pagato l'affitto, d'accordo con la proprietà: ero chiuso come il resto d'Italia e abbiamo trovato un accordo. Poi l'estate è andata abbastanza bene ma, da quando sono cominciate le chiusure alle 18 e la zona arancione, ho cominciato a soffrire. I primi mesi non sono arrivati ristori, perché avevo appena aperto e ora che arrivano ma non riesco a coprire le spese, che rimangono alte». Quel che Codromaz recrimina è che non sia stato fatto, per la distribuzione dei ristori, un ragionamento sulle spese fisse né sulle attività.

«Essendo la mia ditta partita a marzo, non ho avuto diritto a diversi bonus, perché non c'è un anno di riferimento precedente all'apertura. Ma non solo: non si tiene conto che i locali sono tutti diversi gli uni dagli altri. La mia locanda non può essere paragonata a un bar in centro città o in centro commerciale, sia per il distanziamento sia per la questione dell'asporto. Noi controlliamo, verifichiamo, sanifichiamo, distanziamo.. se non rispettiamo le regole è giusto chiudere, ma così è troppo».

Per Codromaz, che ha la sua attività nel cuore delle Valli del Natisone, è anche difficile organizzare la sua attività per l'asporto. «Sono in un luogo piuttosto isolato, che fa di questa sua caratteristica un punto di forza. Qui è bello venire per godere del panorama e della lontananza dai centri urbani... fare l'asporto è praticamente impossibile».

Un'unica cosa, per il gestore della Locanda Al Trivio, è da salvare di questo periodo: la solidarietà. «Ho riscoperto tanta umanità, in un momento così difficile. Ora devo solo tener duro».

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