La chiusura anticipata non serve, ci vogliono più controlli

Parlano alcuni dei gestori dei 12 locali interessati dall'ordinanza restrittiva: "Meglio punire chi non rispetta le regole, che causare un danno economico a chi lavora"

I titolari dei locali sono i primi ad essere infastiditi dal caso via Manin e sono i primi a chiedere più controlli nella via. Sono stanchi di raccogliere le bottiglie di chi si porta l'alcol da casa, di pulire il marciapiede e di trovare veri e propri bagni a cielo aperto davanti al bar. Come se non bastasse, ci sono le scritte sui muri che aumentano di notte in notte e gli schiamazzi di chi non sa comportarsi. “Punire chi non rispetta le regole”, è la richiesta di alcuni dei 12 locali coinvolti dall'ordinanza.

“Andiamo tutti a cena dal sindaco Furio Honsell”. E' la provocazione della titolare della trattoria San Marco Maja Vida, che ironia della sorte è titolare di un'altra attività in via Stringher che sia chiama Movida. “Io non chiudo a mezzanotte, piuttosto mi faccio multare”. La socia dell'Osteria numero 8 Tamara Patriarca, invece, è preoccupata per l'arrivo della Notte Bianca. “Non possiamo lavorare nemmeno durante gli eventi – dice – per colpa di persone che non sono nostri clienti, che si portano l'alcol da casa e che creano solo confusione”. Oltre che danneggiare tutto quello che trovano in via Manin. “Abbiamo subito talmente tanti danni – aggiunge il responsabile di Mille e una notte Ahmad Akkad – che adesso ogni sera portiamo gli arredi esterni all'interno del ristorante. Qualcuno ha usato le nostre fioriere come bagno”.

Ogni sabato e domenica mattina i titolari del Punto Caffè Gianni Martinelli e Maddalena Favero sono costretti a pulire il marciapiede. “In realtà non ci dà fastidio – dicono – sono i giovani che si divertono”. Anche davanti alla pizzeria Manin durante il fine settimana la situazione è sempre la stessa. “Ora tutti pensano che si tratti di una via malfamata – spiega Diego Guarino – ci vogliono solo più controlli, io non posso mandare via i clienti, quando hanno appena finito di mangiare”. Alla fine, secondo la titolare dei “Provinciali” Virginia Zanin, “far chiudere prima i locali in via Manin, porterà solo ad un trasloco dei giovani in un'altra via della città”.
 

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