Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Lo strano caso del certificato CasaClima a Udine: battaglia per l'obbligo nel regolamento edilizio

La maggioranza ha votato la permanenza dell'obbligo di inserimento della certificazione CasaClima nel nuovo regolamento edilizio. L'opposizione è totalmente contro, così come gli ordini professionali

Lo strano caso delle certificazioni energetiche in Friuli Venezia Giulia e nel Comune di Udine continua. Oggi in consiglio comunale sarà presentato un emendamento firmato da Federico Pirone (Progetto Innovare), Alessandro Venanzi (Pd) e Lorenzo Patti (SiAmo Udine) contro l'obbligo della certificazione CasaClima che vige dal 2009 ma che, per loro, è diventata superflua. Ma, andiamo per ordine. 

Le posizioni del sindaco

«Voi siete mai entrati in una casa certificata CasaClima? Io sì. E ho potuto verificare di persona i benefici ambientali, economici e di confort». Così esordisce in un suo post su Facebook il primo cittadino di Udine Pietro Fontanini. Il post non è casuale: in seno al consiglio comunale c'è un nuovo casus belli, che riguarda la conferma della certificazione CasaClima nel regolamento edilizio della città. Casa Clima «è una certificazione che sancisce che una casa è passiva per quanto riguarda il consumo energetico. Consuma cioè l’80% in meno rispetto a una casa non certificata. Il che si traduce in meno emissioni di anidride carbonica in atmosfera e in risparmi nelle bollette di energia elettrica e gas», spiega ancora il sindaco prima di affondare il colpo.  «Cosa vogliono fare i consiglieri di sinistra a Udine? Vogliono togliere questa certificazione dal regolamento edilizio comunale che lo prevede solo per le nuove costruzioni ovviamente. Dimostrano ancora una volta di essere lontani dalle scelte ecologiche e in confusione rispetto alle richieste dell’Europa previste anche dal Recovery Plan».

Cos'è CasaClima

CasaClima è un'agenzia pubblica nata in provincia di Bolzano. Adesso non si chiama più solo CasaClima ma Agenzia CasaClima: agli inizi degli anni 2000 ha inventato un protocollo per certificare le abitazioni dal punto di vista energetico, parallelo a quello nazionale, l'Ape (Attestazioni di Prestazione Energetica). Esiste dunque un protocollo nazionale che viene sempre dalle direttive europee e poi esiste quello di Bolzano. Alcuni Comuni italiani hanno deciso di acquisirlo e quindi nel regolamento edilizio ci sarà scritto che è obbligatorio che le nuove costruzioni rispettino i requisiti CasaClima. Questo comporta che il progettista sia abilitato e che ci sia un certificatore che fa le sue analisi: ovviamente tutto questo ha un costo, anche perchè spesso i materiali per rispettare i requisiti hanno costi più alti e solo alcune ditte li producono.

In regione

A Udine è stata poi fondata l'Ape (stesso nome, diverso senso): l’Agenzia Per l’Energia del Friuli Venezia Giulia, nata per volere dell'allora Provincia di Udine, è impegnata nel settore civile per favorire la riduzione dei consumi tramite misure volte all’aumento dell’efficienza energetica nel settore dell’edilizia. Questo approccio trova la sua più compiuta espressione proprio nel progetto CasaClima FVG: l’Agenzia mette a disposizione del territorio regionale un servizio di certificazione energetica degli edifici secondo lo standard CasaClima, nato nella Provincia di Bolzano dal 2004. Per chi vuole costruire nel Comune di Udine, dunque, il punto di riferimento è questa Agenzia Per l’Energia del Friuli Venezia Giulia (che è una organizzazione no profit e non pubblica) unica deputata a rilasciare le certificazioni CasaClima in Friuli Venezia Giulia e alla cui direzione c'è un ex fedelissimo di Pietro Fontanini all'epoca della sua presidenza in Provincia di Udine, ovvero l'ex assessore provinciale Loreto Mestroni.  L’Assemblea dei soci di Ape ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione in data 29 luglio 2019. Il nuovo CdA rimarrà in carica sino ad aprile 2022 ed è così composto: presidente Loreto Mestroni (Confagricoltura Udine), consiglieri Lucio Riva (Comune di Pasian di Prato), Markus Maurmair (Comune di Valvasone Arzene), Cristina Amirante (Comune di Pordenone), Andrea Piovesana (Comune di Pasiano di Pordenone), Marco Bernardis (Comune di Mereto di Tomba), Roberto Revelant (ANCI FVG).

CasaClima ha iniziato la sua attività nel 2000: le prime nozioni di certificazioni sono partite da lì. Solo che CasaClima è come detto un protocollo della Provincia di Bolzano: la regione Fvg aveva introdotto il protocollo Vea (valutazione energetico ambientale) recependo la legge regionale 23/2005: fatto che testimonia come ai tempi la Regione Fvg era trainante dal punto di vista energetico. Il Comune di Udine ha poi voluto dare una qualità agli edifici e nel 2009 ha scelto CasaClima: nel frattempo è stata recepita in due step la normativa statale, con l’applicazione complessiva nel 2009 e nel 2015. Nonostante questo il comune di Udine ha proseguito con CasaClima, che rimane una buona procedura, ma non di legge.  In buona sostanza, chi deve fare la certificazione, può andare solo in un posto, cioè all’Ape. È praticamente un monopolio e, inoltre, come evidenziato è costituita da molti Comuni e fa attività per i Comuni stessi. Altro aspetto da tenere in considerazione è che è per fare la pratica CasaClima, il tecnico certificatore deve formarsi e lo può fare solo con Ape. Chiedersi perché continuare obbligatoriamente con una pratica nata per un vuoto normativo con una sola realtà e non ampliare la concorrenza è del tutto lecito.

L'opposizione

Prima Udine nel suo programma elettorale ha dichiarato la propria ferma contrarietà all’obbligatorietà della certificazione CasaClima prevista dall’ attuale regolamento edilizio, «obbligatorietà che purtroppo viene confermata dalla nuova proposta della giunta», dichiarano Enrico Bertossi e Giovanni Marsico, consiglieri comunali Prima Udine. «In commissione territorio e ambiente tre consiglieri di maggioranza hanno espresso anch’essi la loro contrarietà ma purtroppo, come spesso accade, dopo le parole, al momento del voto, il testo è stato votato da tutta la maggioranza, loro compresi. Questo è indice di scarso interesse per le difficoltà di persone e professionisti più volte segnalate e non basta intervenire per  ingraziarsi qualcuno», dichiara Enrico Bertossi. «Questa cose qui è stata inserita nel 2009 con Honsell e Santoro, perché c'era un vuoto normativo e aveva senso dal punto di vista del risparmio energetico. Adesso l'obbligo della certificazione CasaClima è solamente un aggravio di costi a carico dei progettisti e dei cittadini», tuona il consigliere e capogruppo di Prima Udine Enrico Bertossi. «C'è un circolo chiuso: quando finisci sotto Ape ci sono i professionisti che impongono i loro materiali e le loro strutture, costringendo i cittadini a dei costi in più che si possono evitare. Parlando con qualche professionista si capisce che c'è dietro un sistema allucinante e arbitrario. Persino la Regione Fvg sta alleggerendo il carico: in un momento così difficile si va solo a caricare i cittadini di oneri e incombenze del tutto arbitrarie. Non siamo contro l'ambiente – conclude Bertossi – siamo però contro a un sistema clientelare sulle spalle dei cittadini»

Oggi in consiglio comunale viene presentato un emendamento diviso in due parti, firmato da Pirone, Patti e Venanzi. Nella prima parte si chiede una semplificazione amministrativa, ovvero che venga eliminata la copia di cortesia per chi invia la domanda digitale. «Si prevede che insieme all'inizio del procedimento che avviene a livello digitale ci sia anche l'invio della copia di cortesia: ma la pratica o è digitale o non lo è. Chiediamo di semplificare e rendere più veloce la burocrazia», conferma Pirone. 

Nella seconda parte dell'emendamento si chiede, invece, di togliere l'obbligatorietà di CasaClima: «Non chiediamo che questa certificazione venga eliminata, ma che non sia più obbligatoria. Se qualcuno la vuole, poi, sono confermati gli incentivi». La richiesta arriva, per bocca di minoranza, da tutti gli ordini professionali del settore: «L'ordine degli architetti, dei geometri, dei periti e degli ingegneri hanno chiesto che sia tolta l'obbligatorietà. La normativa dal 2009 ad oggi, sulle certificazioni energetiche, è molto migliorata e la legge nel frattempo è stata superata. Nel 2009 eravamo agli albori e il legislatore, nel frattempo, ha fatto passi da gigante», dichiara Pirone. «Dall'altro lato CasaClima è comunque un costo in più che non tutti riescono a sostenere. È come se chi deve comprare un vestito sia obbligato a comprare solo Gucci, che è il top, ma non tutti riescono a permetterselo. Non si tratterebbe di un'eliminazione, anche perché rimarrebbe l'incentivo. E, infine, cii si chiede come mai è solo la Lega che vuole che questa certificazione rimanga», conclude.

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