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Un momento della serata

Un momento della serata

Festa in libreria per il picolit "Slow" dell'azienda Aquila del Torre

L'azienda vinicola ha celebrato il prestigioso riconoscimento con una cena alla 'Tarantola' di via Vittorio Veneto

Il picolit Docg 2012 di Aquila del Torre è l’unico vino dolce friulano premiato dalla guida Slow Wine 2015 con l’importante riconoscimento “Vino Slow”. Il riconoscimento è stato annunciato in anteprima mercoledì sera direttamente da Francesca e Michele Ciani di Aquila del Torre durante la prima Cena in Libreria che l’azienda vinicola ha organizzato a Udine all’interno della libreria Tarantola. 

Aquila del Torre, 18 ettari a vite e altri 66 lasciati a bosco sulle colline di Savorgnano del Torre (Povoletto), utilizza esclusivamente metodi di agricoltura biologica e il picolit è la punta di diamante della produzione, tanto che l’azienda è l’unica a produrre la variante secca del celebre vino bianco dolce ed è fondatrice del progetto Oasi Picolit che coinvolge il Comune di Povoletto e l'Università degli Studi di Udine per valorizzare e preservare il territorio e il luogo d’origine del vitigno. 

Durante la serata si è parlato proprio di biodiversità con il presidente di Slowfood Fvg Max Plett e con l’ospite della serata Mauro Pasquali, presidente di Slowfood Veneto che ha sottolineato come la biodiversità non riguardi solo natura selvaggia e spontanea, ma anche le coltivazioni umane sul territorio. La monocultura contribuisce ad impoverire la ricchezza della terra: preservare il bosco, proprio come fa Aquila del Torre, significa salvaguardare non solo la vegetazione spontanea ma anche la fauna, in particolare tutti quegli insetti che aiutano a combattere quelli nocivi e infestanti per le coltivazioni di vite.

I vigneti di Aquila del Torre

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Come ha ricordati Pasquali, con il 20 agosto scorso è finito il margine di autonomia del sistema produttivo mondiale secondo i calcoli del Global Footprint Network, il centro di ricerca che studia l’andamento dell’impronta ecologica dell’umanità: significa che in poco più di 8 mesi l’uomo ha già consumato ciò che aveva a disposizione fino a dicembre, acqua, aria pulita, suolo fertile. Un segnale critico che deve insegnarci a consumare in modo diverso e più consapevole.

La serata è stata sicuramente “diversa”, a partire dalla location: la cena è stata servita a enologi, scrittori, blogger, imprenditori del mondo bio e della cultura udinese e giornalisti all’interno della storica libreria Tarantola in un’ideale condivisione tra città e campagna, sostenibilità e cultura, imprenditoria e senso di appartenenza. 

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