Fuochi d'artificio, striscioni e proteste: i liberi professionisti di Udine dopo il Dpcm

Una ludoteca, un ristoratore e un musicista che lavora nelle scuole: sono solo alcune delle persone che ci hanno segnalato i loro disagi dovuti alle restrizioni dell'ultimo decreto

Gli striscioni appesi fuori dalla ludoteca Bianconiglio di viale Tricesimo

Il malcontento, dopo l'ultimo Dpcm, ha diverse facce: non solo ristoratori ed esercenti, ma anche liberi professionisti in altri settori, che si ritrovano nuovamente se non fermi ma fortemementi limitati nelle attività lavorative

La sala giochi per bambini

Olimpia Budica, titolare del parco giochi indoor/ludoteca Bianconiglio Playland & caffè di viale Tricesimo a Udine, ha investito sei anni fa tutto ciò che aveva in quella attività, ma da marzo non sta praticamente più lavorando e oggi protesterà davanti al suo locale affiggendo degli striscioni alla vetrina con scritte di protesta e richiesta di aiuto, "motivate dal fatto che da febbraio oramai non ho più uno stipendio, subendo una perdita media di almeno il 80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e questo significa per me fine certa se non potrò contare su qualche aiuto immediato". 

Come tante altre realtà ha subito da febbraiole restrizioni protratte fino a giugno, "ho resistito speranzosa in una ripresa in coincidenza della riapertura della scuola a settembre, della cui dinamica siamo molto legati, che ci consentisse di evitare il peggio...ora questa ennesima MAZZATA, per noi significa la chiusura definitiva!!"-

Gli interrogativi

Avessimo sbagliato qualcosa a livello imprenditoriale farebbe meno male, ma questa scure che ci arriva dall'alto ci fa particolarmente soffrire, è con noi soffrono i nostri dipendenti che vivono nell'insicurezza e con l'incubo della perdita del posto di lavoro.
Ed i nostri bambini clienti? Ai quali viene impedito di frequentare le attività come la mia, di gioco, di aggregazione e di svago, anche loro sono parte penalizzata è indirettamente punita da questi provvedimenti insensati! Pensate ai più problematici, che sono anche i più vulnerabili! Nessuno ha mai considerato l'aiuto che strutture come la mia danno a questi genitori?
Abbiamo adottato gli stessi protocolli di sicurezza sanitaria adottate dalle scuole, riuscendo, piano piano, a vincere la resistenza, per paura, dei genitori a portarci i loro bambini. Perché quindi ora siamo considerate attività a rischio? È ancora peggio, siamo stati dimenticati da tutti!!
Abbiamo affitti, utenze,  assicurazioni, tasse, contributi da pagare!! Necessitiamo di contributi urgenti perché siamo fra le attività che più hanno patito quest'anno!!

I fuochi d'artificio all'incontrario

Il  dipendente di un ristorante di Udine ha postato ieri, lunedì 26 ottobre, un video su Facebook nel quale lo si vede accendere un fuoco d'artificio per "celebrare" la chiusura anticipata del locale alle 18. Questo il testo, con toni piuttosto forti, che accompagna il post:

Oggi, lunedì 26/10/2020 , ALLE ORE 18:00, con tanto amaro in bocca e disagio sociale, ’’festeggiamo’’ la chiusura serale a cui siamo COSTRETTI  noi ristoratori, baristi, esercenti, CHIEDENDO SOLO UN DIRITTO, QUELLO AL LAVORO !  NO AL NUOVO DCPM ! 
ACCENDO LA MICCIA DI QUESTI FUOCHI D’ARTIFICIO , dandone un significato contrario a ciò che rappresentano ovvero : il successo, la gioia, la baldoria, il festeggiamento di eventi speciali e rari.
ATTRIBUENDONE LO SCOPPIO ad un avvertimento, questo giro il primo colpo è stato incassato, la  rabbia è troppa riguardo leggi improvvise e incoerenti, al mancato sostegno dello Stato , il governo sta seppellendo l’intera economia italiana  !    “Tu ci chiudi, tu ci paghi” 
Sosteniamoci : 
Contro questa dittatura
Contro un possibile Lockdown
Contro il coprifuoco 
Contro leggi improvvise e incoerenti
Contro la possibilità del lavoro!!!

fuochi d'artificio-2-2

Il dramma dei liberi professionisti

A segnalarci la sua sitauzione è anche un ibero professionista con partita Iva nel settore dell'educazione musicale: Stefano, come tanti altri musicisti, lavora con Onlus nei settori dell'infanzia, della disabilità e della scuola, proponendo progetti ad hoc. "Il problema è che a febbraio avevo 7 progetti con contratto e da allora ho perso almeno 10mila euro perché i progetti sono stati tutti bloccati".

Il problema principale riguarda l'attività all'interno delle scuole. "Inizialmente mi hanno detto che rinviavano tutto a settembre, ma ora non hanno attivato nessuna attivtà eztrascolastica. Rimango in piedi perché ho lezioni individuali, ma pago le conseguenze perché non avendo avuta l'entrata dei laboratori ho comunque le stesse spese da sostenere e le tasse da pagare". Che soluzione? "Per i laboratori avrei fatto anche tamponi a pagamento e avrei preso tutte le precauzioni pur di poter lavorare, ma nessun progetto è stato più attivato. I miei contratti decadono nel 2020... nel 2021 cosa sarà di me? Io sono una Partita Iva forfettaria, è tutto visibile, lo Stato potrebbe dare un contributo proporzionale a quanto guadagnavo prima oppure mi devono dare la possibilità di entrare di nuovo nelle scuole per lavorare".

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