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Il Comune rassicura, ma i genitori non ci stanno: il pasticcio del doposcuola

Alcuni genitori firmano una lettera indirizzata al sindaco e all'assessore all'istruzione: chiedono spiegazioni sulla qualità del servizio riservato ad alcune scuole di Udine

Il Comune rassicura, ma ai genitori non basta. Dopo il pasticcio degli appalti per il doposcuola è arrivata una parziale rassicurazione da parte dell'assessore all'istruzione Elisa Asia Battaglia, che ha garantito la prosecuzione del servizio fino alla fine dell'anno, nonostante l'offerta di appalto che riguarda il primo lotto sia ancora in fase di valutazione.

La posizione dei genitori

E così un gruppo di genitori delle scuole Pascoli, di Toppo Wassermann e Alberti hanno redatto e sottoscritto, rispetto alla ancora non risolta problematica del servizio di doposcuola, una lettera che pretende spiegazioni dal Comune.
«L'assessora all'Istruzione ha fatto sapere che il servizio di dopo scuola per questi plessi verrà garantito fino a giugno prossimo ma le famiglie vogliono sapere quale sarà la qualità del servizio offerto, chi lo gestirà e come, chi saranno gli educatori», fa sapere una mamma che si fa portavoce delle istanze dei genitori.

Il servizio scadente

Ai genitori, oltre al pasticcio dell'appalto, non va giù soprattutto la qualità del  servizio finora offerto. «Si contesta inoltre il livello scadente del servizio fino ad oggi attivato in attesa dell'aggiudicazione della gara e soprattutto la diversità di trattamento che si è venuta a creare rispetto ad altre scuole meglio gestite, ricadenti nei Lotti 2 e 3 e gestite dalla Aracon».

La lettera

Al centro della lettera ci sono tre questioni: la mancanza di continuità nella qualità del servizio, le prospettive future e la disparità di trattamento delle scuole che ricadono nel Lotto 1 rispetto a tutte le altre. 

La qualità

Per i genitori non è paragonalbile a quella offerta negli anni precedenti. "Abbiamo rilevato problemi nella gestione delle uscite, perdita dei moduli consegnati, mancanza di punti di riferimento tra le educatrici il cui turn over in alcune classi è anomalo e dannoso per il rapporto con i bambini e con le famiglie".

Per i genitori si tratta anche di mancanza di continuità educativa. "Le educatrici - si legge nella lettera -  spesso sono molto giovani e prive di esperienza, sono in numero insufficiente ai bisogni della compagine alunni. Troppo frequentemente i bambini tornano a casa con compiti non svolti e/o coretti male, con conseguente aggravio di lavoro per le famiglie".

Dubbi riguardano anche la crescita personale dei bambini. "Rileviamo la totale assenza di un lavoro che riguardi le esperienze di socializzazione il rispetto delle regole, l'arricchimento formativo anche attraverso i laboratori, aspetti molto valorizzati in passato".

Il futuro

"Le cooperative e le associazioni attualmente coinvolte in via temporanea hanno dichiarato che la loro attività terminerà con le vacanze di Natale. Cosa ci aspetterà dopo?" Permarrà il servizio fino a giugno, come ci era stato garantito? E nel caso, come pensa il Comune di garantire uniformità del servizio tra tutte le scuole, dato che comunque esso sarà appaltato a soggetti diversi?". I genitori, su questo passaggio sottolineano l'importanza del servizio educativo pubblico che deve essere "potenziato e non penalizzato dalle scelte degli amministratori pubblici".

La disparità di trattamento

Nel plessi che ricadono nel Lotto 1 della gara d'appalto al centro della questione emerge "una evidente disparità di trattamento rispetto alle scuole che invece godono di un servizio di qualità analoga a quello degli scorsi anni". A questo proposito i genitori avanzano una rischiesta in merito alla retta che non può "essere uguale a quella prevista per gli altri plessi, bensì deve essere sensibilmente ridotta e non solo a fronte dei giorni di ritardo con cui il Comune ha attivato il doposcuola".

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