Errori, lacune e tabelle sbagliate: le gaffe dell'ufficio scolastico provinciale

A oltre una settimana dall'avvio delle lezioni, i docenti precari non hanno idea di quando potranno tornare a svolgere il proprio lavoro e scrivono all'ufficio scolastico

Immagine d'archivio

Che questo sarebbe stato un anno particolarmente difficile per la scuola, lo si sapeva da tempo. Ma che le difficoltà venissero anche dall'interno, non era prevedibile: sono tanti, troppi, i posti vacanti che costringono molti docenti a fare supplenze nonostante il tempo per fare le graduatorie ci sia stato. 

In provincia di Udine a mobilitarsi per questa situazione sono stati alcuni docenti precari che hanno creato un gruppo: è loro una lettera aperta che denuncia questa difficile situazione della scuola, che porta la data di ieri, mercoledì 23 settembre 2020.

La lettera

Oggi è il 23 settembre e la scuola, nella provincia di Udine, è ricominciata da più di una settimana.
Ma per chi è ricominciata? È ricominciata per gli studenti che aspettavano questo momento come mai prima – sette mesi senza andare fisicamente a scuola sono tanti, anche per gli allievi meno affezionati. Ed è ricominciata per i docenti di ruolo che, però, si ritrovano a dover fare il loro lavoro sommato a quello di tutti i colleghi precari che no, in classe non solo non possono entrare, ma non hanno la benché minima idea di quando potranno coprire le tante cattedre vuote della provincia.

Il ritardo 

Il motivo di cotanto ritardo nell’assegnazione delle cattedre vacanti risiede in parte nella volontà politica di modificare il sistema di reclutamento dei docenti con contratto a tempo determinato. In un momento storico difficilissimo per tutto il Paese, il Ministero dell’Istruzione ha deciso di elaborare una nuova modalità di selezione dei docenti precari, cambiando tempi, sistema informatico e punteggi dall’oggi al domani. Si ricordi che proprio la Ministra Lucia Azzolina, durante la conferenza stampa del 6 aprile u.s., aveva dichiarato che l'aggiornamento delle graduatorie dei precari non sarebbe stato possibile durante una pandemia, salvo poi smentire tale affermazione nel giro di poche settimane. Di conseguenza, nelle due settimane tra il 22 luglio e il 6 agosto, centinaia di migliaia di docenti precari in tutta Italia hanno dovuto inserire ex novo le loro domande di insegnamento attraverso una piattaforma informatica che ha manifestato più volte problemi nell’accesso e nella successiva elaborazione dei dati da parte degli uffici scolastici regionali. 
Tuttavia, non è solo questo il motivo per cui le scuole di Udine e provincia sono ancora deserte di insegnanti, dal momento che le altre province del Friuli Venezia Giulia hanno portato a termine le procedure di assegnazione degli incarichi.

In provincia di Udine

Cosa succede presso l’ufficio scolastico provinciale di viale Diaz a Udine? 
È importante tracciare un resoconto di quello che la scuola udinese sta vivendo in questa delicatissima fase di riapertura.
1. Le graduatorie aggiornate sono uscite con quattro giorni di ritardo: i candidati hanno preso coscienza della loro posizione in graduatoria non il 1° settembre, come la Ministra aveva più volte auspicato, bensì il 4 settembre.
2. I calendari delle convocazioni sono stati pubblicati in data 18 settembre e quindi dopo l'inizio dell'anno scolastico, mentre numerosi proclami da parte del Ministero sostenevano che tutti gli studenti d’Italia avrebbero avuto tutti i docenti in classe fin dal primo giorno di scuola. 
3. Quando sul sito dell'ufficio scolastico provinciale di Udine sono comparse le cattedre disponibili per i supplenti nella scuola secondaria di primo grado della provincia (le cattedre della scuola secondaria di secondo grado non sono pervenute!) centinaia di persone in trepidante attesa si sono ritrovate a leggere un documento evidentemente sbagliato, vecchio di tre anni (come evidenziato da numerosi refusi e un riferimento all’a.s. 2017/2018) e lacunoso (come testimoniato dalla mancata presenza di molte cattedre notoriamente libere su tutto il territorio provinciale). Ci venga poi perdonata la pignoleria, ma proprio non riusciamo a non sottolineare la dicitura con cui questo documento è stato presentato sulla bacheca del sito dell'ufficio scolastico provinciale: Disponibilità per posti a tempo determinato – scuola media di primo grado. In Italia non si parla più di scuola media da almeno dieci anni. Come lavoratori della pubblica amministrazione sappiamo che le parole, nei contesti ufficiali, sono indice di competenza e sintomo di rispetto verso le istituzioni e ci meravigliamo che i termini non siano utilizzati in modo corretto proprio da un’istituzione scolastica.
4. Quello che è accaduto dopo la pubblicazione di questo errato documento è molto grave: la tabella sbagliata è rimasta online per molte ore, generando disorientamento, creando molta confusione fra i vari istituti scolastici e, com'è ovvio, fra gli aspiranti supplenti. 
5.  Nel frattempo, con comunicazione uscita in prima istanza non sul sito dell’ufficio scolastico provinciale (unico canale ufficiale che l’aspirante supplente è tenuto a controllare con regolarità) bensì sui siti di alcune scuole udinesi delegate al conferimento dei contratti a tempo determinato, si è venuto a sapere a poche ore dall’inizio delle convocazioni – previste per oggi – che queste sono sospese a data da destinarsi. 
6. Questa mattina apprendiamo dal Messaggero Veneto (e non dal sito dell’ufficio scolastico, come sarebbe invece auspicabile) che responsabile di tutti questi disguidi sarebbe una pen drive che si è guastata (…un po’ come il cane che mangia i compiti per casa!), consegnando all’oblio la lista dei posti disponibili per la scuola secondaria di secondo grado e causando così lo slittamento delle convocazioni. Nell’epoca dell’informatizzazione ci sembra davvero anacronistico basare il futuro della scuola, dei docenti precari, degli studenti, delle famiglie, su una chiavetta USB e non pensare a soluzioni particolarmente agevoli e semplici come il salvataggio su cloud. Ci sembra anche scorretto far uscire queste notizie sui giornali e non sui canali ufficiali. 

Le critiche

Cosa deduciamo da questa situazione:
1. L’ufficio scolastico provinciale di Udine non sembra rendersi conto che la convocazione del personale supplente è la priorità assoluta per una effettiva ed efficace ripartenza dell'anno scolastico. 
2. L’ufficio scolastico provinciale non sembra essere affidabile nella gestione di questa procedura, visti i numerosi e vistosi errori commessi finora. 
3. I precari della scuola sono trattati come persone e professionisti non degni di rispetto

Le scuole in provincia di Udine

1. Le scuole di Udine e provincia sono ripartite per finta, con un orario ridotto, con docenti di ruolo sovraccarichi, con alunni che non ricevono la didattica cui hanno diritto dopo sette mesi lontani dai banchi. Questo ha ripercussioni gravissime sullo sviluppo dei minori, sul lavoro dei docenti, sulle famiglie e sulla cittadinanza tutta. 
2. Gli aspiranti docenti precari non hanno idea di quando potranno tornare a svolgere il proprio lavoro e nel mentre, com'è legittimo, ricevono il sussidio di disoccupazione erogato dall'INPS, che a tutto dovrebbe servire tranne che a supplire i ritardi di altri settori dell’amministrazione pubblica. 

Le richieste

Come gruppo di docenti precari che da anni lavorano nelle scuole di Udine e provincia con dedizione e impegno, chiediamo con urgenza all’ufficio scolastico provinciale di: 
1. Pubblicare l’elenco aggiornato, completo e dettagliato delle disponibilità di cattedre per la scuola secondaria di primo e di secondo grado del territorio provinciale.  
2. Elaborare il calendario delle convocazioni e procedere con i lavori in tempi celeri. 

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Un gruppo di docenti precari della provincia di Udine

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