Pre e post accoglienza e doposcuola: genitori e insegnanti incalzano il Comune

A Udine è nato il gruppo “appello per bambini e ragazzi” che ritiene che la ripresa dei servizi dedicati ai minori sia fondamentale per salvaguardare il percorso di crescita dei più giovani

La scuola è cominciata ufficialmente per tutti, anche a Udine. Ma c'è ancora chi solleva molti dubbi circa le possibilità di azione del Comune, per un gruppo di genitori, educatori e insegnanti rimaste parzialmente inespresse.

Il gruppo

A Udine è nato un gruppo “appello per bambini e ragazzi” che ritiene che la ripresa dei servizi dedicati ai minori (la scuola ma anche tutti i momenti di aggregazione) sia fondamentale per salvaguardare il percorso di crescita dei più giovani, si è costituito attorno ai temi sulla scuola e sui servizi educativi rivolti alla cittadinanza che il Comune fornisce, o dovrebbe fornire, rileva come le famiglie si trovino in una situazione di totale incertezza sull’avvio dei servizi di pre e post accoglienza ed altresì di doposcuola che costituiscono per molti una imprescindibile necessità in assenza di una rete familiare di supporto a genitori e figli.

L'incontro

Lo scorso luglio una rappresentanza del gruppo ha avuto un confronto con la assessore comunale all'istruzione Elisa Asia Battaglia e il sindaco Pietro Fontanini evidenziando il bisogno stringente di molte famiglie di poter contare sul sostegno dei servizi educativi comunali con l’avvio del nuovo anno scolastico.

In particolare, in quell’occasione, il gruppo "appello per bambini e ragazzi" ha suggerito alcune azioni al Comune di Udine: 

- rafforzare i contatti con i Dirigenti scolastici ed i Consigli di Istituto per individuare tempestivamente eventuali decurtazioni del tempo-scuola previsti a settembre;

- riprogettare il servizio di pre - accoglienza e doposcuola in modo da colmare le eventuali lacune create dalla decurtazione o dalla modifica del tempo-scuola.

- riprogettare nella stessa ottica il servizio mensa, che purtroppo in molte scuole si è deciso di sospendere;

- riaprire le iscrizioni alla mensa ed ai servizi educativi per permettere la fruizione di tali servizi alle famiglie che in giugno (quando si sono attivate le preiscrizioni) non ne ravvisavano la necessità;

- individuare spazi supplementari da destinare allo svolgimento della didattica in presenza;

- fornire servizi di trasporto integrativi per bambini/e e ragazzi/e costretti ad un cambio di sede scolastica.

«Constatiamo che a distanza di due mesi, nulla di tutto questo sembra essere stato ancora messo in pratica, almeno dalle dichiarazioni rese pubbliche dalla amministrazione comunale, la quale giustifica il proprio stallo con la mancanza di indicazioni pervenute dagli Istituti Compresivi sugli orari delle lezioni, sugli ingressi scaglionati, sulla disponibilità delle aule. Molti si sarebbero aspettati, essendo le variazioni orarie del tempo-scuola di settembre piuttosto prevedibili, che venisse progettato un servizio, anche temporaneo, di accoglienza di bambini/e e ragazzi/e per facilitare l’organizzazione delle famiglie già da molti mesi in difficoltà», si legge in una lettera diramata dal gruppo.

I dubbi

Nella nota si legge anche la perplessità rispetto all'operato del Comune. «Ci si chiede anche cosa sia stato fatto nel tempo in cui tutto doveva essere ripensato e riorganizzato in sinergia tra i vari soggetti coinvolti, e se i servizi sono già stati predisposti, come garantito dalla assessora Battaglia, per quale motivo non possano essere attivati con tempestività in questi giorni in cui gli Istituti stanno inviando i dettagli sugli orari e spazi».

«Come è possibile che un Ente che deve – o dovrebbe – garantire un servizio alla cittadinanza e che per questo ha delle responsabilità anche sulle tempistiche, non si sia ancora attrezzato e lasci le famiglie sole e nell'incertezza? Le pre iscrizioni a tali servizi, aperte solo dal 15 giugno al 15 luglio e, a detta degli uffici comunali, raccolte col solo scopo di indagine, si scopre ora che sono state trasformate in iscrizioni vere e proprie: chi non era riuscito a iscriversi allora  o scopre ora di averne necessità, rimane escluso?»

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«Attendiamo delle risposte e ci faremo sentire insieme a chi ha cuore una scuola accessibile che garantisca una qualità alta per tutti i cittadini e le cittadine», conclude la lettera. 

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