Ogm, Legambiente: "Grazie Europa, ora stop alle coltivazioni transgeniche"

Legambiente soddisfatta per la direttiva approvata pochi giorni fa dall'Unione Europea inerente la libertà di scelta a livello nazionale sulle coltivazioni ogm

Soddisfazione di Legambiente per il via libera finale dell’Europarlamento alla direttiva che consentirà ai paesi membri dell’Ue di limitare o proibire la coltivazione di ogm sul territorio nazionale anche se questa sia autorizzata a livello europeo.

E’ un importante passo avanti rispetto alla situazione attuale e alla posizione del Consiglio europeo adottata lo scorso giugno – sostiene Legambiente FVG – Intanto, però, per salvaguardare l’agricoltura italiana va subito prorogato il decreto di divieto di coltivazione degli ogm attualmente in vigore nel nostro paese e appena la nuova direttiva entrerà in vigore bisognerà attivare subito la procedura di recepimento nazionale”.

L’entrata in vigore della nuova direttiva è prevista per marzo-aprile 2015. Con la sua applicazione, il divieto di coltivazione di ogm autorizzati può avvenire per ragioni socioeconomiche, di uso dei suoli, di pianificazione territoriale, di contaminazione transgenica di altre coltivazioni, di politica agricola e di politica ambientale. In quest’ultimo caso, purtroppo, solo per valutazioni “distinte e complementari” rispetto alla valutazione di rischio ambientale che compete esclusivamente all’EFSA. Si tratta della conseguenza del non aver modificato la base giuridica della direttiva passando - come chiedeva il Parlamento - dall’attuale articolo 114 (mercato interno) al 192 (ambiente) del Trattato. Tuttavia, si introduce finalmente la clausola di revisione - entro due anni dall’entrata in vigore della nuova direttiva - della procedura di valutazione del rischio ambientale, in modo da colmare le lacune dell’attuale sistema di autorizzazione comunitaria degli ogm.

“Contrariamente a quanto previsto inizialmente dal Consiglio con la nuova direttiva il paese che deciderà di vietare la coltivazione transgenica potrà farlo sempre, anche in caso di opposizione dell’impresa biotech. Inoltre, il divieto di coltivazione è possibile anche per un ogm autorizzato e in qualsiasi momento del periodo di autorizzazione, mentre nella posizione iniziale del Consiglio il divieto era possibile solo nei primi due anni di autorizzazione”.

Gli Stati membri non hanno più l’obbligo di chiedere direttamente alle imprese biotech di modificare l’area di coltivazione dell’ogm già autorizzato per ottenere il divieto di coltivazione sul loro territorio nazionale. La Commissione continuerà a svolgere un ruolo centrale anche per questo particolare aspetto della procedura di autorizzazione, facendo da tramite con l’impresa biotech richiedente l’autorizzazione, che non ha alcun potere di rifiuto della richiesta di divieto. Un insieme di decisioni ed un orientamento comunitario che confermano come l’ampio fronte di opposizione creatosi in Friuli, e culminato nella nuova legge regionale in materia, alle semine illegali di mais ogm non fosse affatto un fronte oscurantista e fanatico, e che invece stava nelle posizioni pro ogm una visione ideologica, economicista e miope del futuro dell’agricoltura, dipendente solo dalle tecnologie delle imprese agrochimicoindustriali.

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