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Consumo del suolo, Legambiente Fvg: "Il disegno di legge è inefficace"

L'associazione ambientalista evidenzia "diverse criticità che ne vanificano la reale efficacia, a partire dalla definizione usata"

Il disegno di legge regionale sul consumo del suolo non soddisfa Legambiente che ha analizzato la proposta tramite i propri professionisti.

"Pur trattandosi di un primo approccio che parte con le migliori intenzioni - sottolinea l'associazione ambientalista -, presenta diverse criticità che ne vanificano la reale efficacia, a partire dalla definizione usata. Il consumo di suolo è definito dalla Commissione Europea come l’incremento delle superfici artificiali (industriali, commerciali, residenziali) a discapito di aree agricole o naturali. Sempre la UE indica come obiettivo il consumo di suolo 'zero” entro il 2050'.

LA DISCORDIA

"Diversamente la norma regionale - si legge nella nota - propone solo che sia più difficoltoso individuare nuove aree d’espansione di aree produttive e commerciali (zone D e H) rispetto a quelle esistenti. Ma attenzione che oggi le aree già esistenti sono utilizzate solo per il 58%, secondo uno studio condotto dalla Regione stessa. Questo significa di conseguenza che c’è un 42% di territorio - pari a 6400 ettari! - assegnati alle aree industriali e commerciali, ma ancora di fatto occupate in prevalenza da coltivazioni, che secondo la norma proposta però si possono edificare senza problemi.
Non solo, ma il disegno di legge dà comunque la possibilità di ampliare le superfici di vendita e industriali in alcune condizioni; quindi le zone D e H potrebbero tecnicamente addirittura crescere invece che rimanere stabili. La norma non prende poi in considerazione le zone residenziali, e quelle turistiche".

LE ZONE TURISTICHE

Su queste ultime in particolare la candidata Presidente della Regione Debora Serracchiani si era impegnata chiaramente ad abrogare la parte relativa al riconoscimento dei comuni turistici nella LR 18/2011 (voluta dalla giunta Tondo). La norma permette l'attribuzione della qualifica di “turistico” ai comuni ove insistano iniziative di “impianti turistico-ricettivi rispondenti agli standard nazionali, europei o internazionali” consentendo l'individuazione di zone turistiche (zone G). La norma risulta ancora vigente e con diversi progetti in cerca di casa, che preoccupano Legambiente, alcuni dei quali pare stiano procedendo, fra cui il centro golfistico internazionale di Castions di Strada-Bicinicco (110 ettari) un autodromo a Mortegliano (20-40 ettari).
Per questi motivi il dispositivo di legge proposto difficilmente potra? realmente contrastare il consumo di suolo cosi? come dichiarato nelle finalita?.

Legambiente avanza una richiesta: quella di rivedere tutta la materia urbanistica per affrontare il problema in maniera organica, anche in vista dell'entrata in funzione delle Unioni Territoriali Intercomunali dove ci sara? una suddivisione di competenze in ambito pianificatorio fra Comuni e UTI stesse che al momento non e? ancora stato definito dalla legislazione. "Inoltre - conclude l'associazione - si dovra? necessariamente pensare prima o poi a un piano territoriale regionale che affronti in maniera complessiva l'assetto del territorio regionale e di cui il consumo di suolo e? un tema fondamentale".

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