Udine e Pordenone fra le città con le migliori prestazioni ambientali d'Italia

Su 104 città analizzate da Legambiente e dall'Istituto di ricerca Ambiente Italia su aria, acqua, rifiuti, mobilità e energia, i 4 capoluoghi di provincia della regione si piazzano nella parte alta della classifica generale. Il capoluogo della Destra Tagliamento raggiunge un'ottima 5^ posizione. Poco più in giù la "capitale" del Friuli che raggiunge il 12° posto. Chiudono Gorizia al 25° e Trieste al 39°

Legambiente con l’Istituto di ricerca Ambiente Italia ha redatto la 24^ edizione del rapporto Ecosistema Urbano che traccia la fotografia delle prestazioni ambientali del Paese attraverso un'analisi dei numeri dei capoluoghi di provincia (in totale sono 104). L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria copre come sempre cinque principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, mobilità, energia. Qualitativamente nel suo complesso, i capoluoghi di provincia regionali hanno visto - anche se con tempi diversi e con parziali regressioni - un progressivo miglioramento nelle loro prestazioni ambientali del 2016 (Pordenone al 5° posto, Udine al 12°, Gorizia al 25° e Trieste al 39°). Ciò li pone piuttosto in alto nelle classifiche nazionali recenti, ad eccezione di Trieste che per la sua complessità di problemi di grande centro portuale e produttivo, pur essendosi rialzata negli ultimi anni, mantiene punteggi che la pongono tendenzialmente a metà delle graduatorie. Sono criticità generalizzate la qualità dell’aria, e la raccolta differenziata (tranne che PN). 

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Ecosistema Urbano FVG dati 2016

Presentazione 24° Rapporto Ecosistema Urbano in FVG

Alberi

I primi dati raccolti evidenziano una sostanziale omogeneità a livello regionale: Pordenone registra una disponibilità di 28,84 alberi/100 ab; Gorizia segue con 26,13; Udine con 24,12 alberi; Trieste n.d. Il valore medio relativo ai 64 comuni che hanno fornito il dato è di 18 alberi  ogni 100 abitanti.

Particolato

Le concentrazioni medie annue del materiale particolato (materiale allo stato solido o liquido originato da combustioni -specialmente legno, diesel - lavorazioni industriali, dall'usura dell'asfalto ecc. di dimensione inferiore o uguale a 10 µm) più grossolano sono sempre inferiori ai limiti di legge, fissato a 40 µg/m3   sulla media annuale. Ma ci sono comunque spesso sforamenti giornalieri. Tra i 4 capoluoghi c’è un andamento simile dei valori di PM10 legato più alle condizioni meteorologiche del regionali piuttosto che alla risposta a politiche contro l’inquinamento. 

Azoto NO2

Il biossido di azoto NO2 è uno degli inquinanti atmosferici più pericolosi insieme al particolato sottile e ozono, sia perché è per sua natura irritante, sia perché dà inizio, in presenza di forte irraggiamento solare, ad una serie di reazioni che portano alla costituzione di sostanze inquinanti quali l'ozono. Le emissioni di ossidi di azoto derivano dai processi di combustione e, specialmente nei centri urbani, dal traffico automobilistico e dal riscaldamento domestico Udine, Gorizia, Pordenone: diversamente da Trieste hanno visto  nell’intervallo una complessiva riduzione delle emissioni.

Ozono O3

L’ozono O3  è un gas molto reattivo e altamente velenoso, si origina soprattutto nei mesi estivi in concomitanza di un intenso irraggiamento solare a partire da inquinanti primari a base di ossidi di azoto generati e altri COV soprattutto dalle combustioni del traffico veicolare. Udine e Pordenone hanno visto un abbassamento negli ultimi anni ma sempre vicini alla soglia obiettivo

Dispersione della rete

Dispersione della rete è la differenza in percentuale tra l’acqua immessa e quella contabilizzata per i vari usi. Udine: ha fatto segnare un netto miglioramento nel biennio 2013-2014 raggiungendo un 9,6% di dispersione (migliore percentuale regionale dell'intero periodo analizzato) e collocandosi al 4° posto a livello nazionale dopo il periodo 2007-2012 in cui la percentuale era di poco superiore al 30%.

Raccolta differenziata (RD)

Raccolta differenziata è la percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata rispetto ai rifiuti urbani complessivamente prodotti (RU) Si continua a notare un generale miglioramento, e il cui valore medio nazionale del 2015 è di 45,15%. Si ricorda che ai sensi della Direttiva 2008/98/CE si doveva raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2012.

Trasporto pubblico locale

TPL passeggeri: indica il numero di viaggi annuali effettuati dal trasporto pubblico per abitante e viene suddiviso per categorie di città in base al numero di abitanti.
Il trasporto pubblico presenta, negli 13 anni presi in esame, un andamento principalmente stazionario sia per quanto riguarda i passeggeri trasportati annualmente che per la  percorrenza annua per abitante. Plausibilmente la staticità è anche dovuta al fatto che i contratti di gestione del trasporto pubblico locale sono decennali e che risulta difficile apportare modifiche in corso. La Regione ha comunque bandito un nuovo appalto per la gestione del TPL che potrebbe portare importanti cambiamenti che però
ha subito un rinvio a causa di un ricorso . Trieste è l’unica città che ha un buon valore

Tasso di motorizzazione

Tasso di motorizzazione: rapporto tra n° di automobili immatricolate e n° di abitanti. Udine e Gorizia presentano un miglioramento abbastanza costante nel corso degli anni ma sono appena sotto al 65%.

Piste ciclabili

Piste ciclabili: sommatoria dei metri lineari equivalenti di tracciati ciclabili ogni 100 abitanti. Sono considerate: piste ciclabili in sede propria, in corsia riservata, marciapiedi,
piste promiscue bici/pedoni e le zone con moderazione di velocità a 20 e 30 km/h. Le piste ciclabili hanno avuto, partendo da un dato praticamente nullo nel 2004, una reale crescita nel corso degli anni. L’andamento non regolare è probabilmente dovuto anche a ripensamenti o a fasi di sperimentazione di alcuni tratti. Si consideri che Reggio Emilia in pole position ha ben 41 meq /100 ab.Attenzione che in Italia crescono le piste ciclabili, non cresce la ciclabilità. Nel periodo 2008-2015 le infrastrutture dedicate alla ciclabilità sono aumentate del 50% (dai 2.823 km del 2008 ai 4.169 km del 2015), mentre nello stesso periodo la percentuale di cittadini che utilizzano la bici per gli spostamenti è rimasta invariata attestandosi al 3,6%1

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