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Immagine d'archivio

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Lauco rifiuta il 5G, il Comune dice "no" al progresso

Il sindaco Dioniso ha richiesto la sospensione della sperimentazione. Il primo cittadino infatti non ha dubbi sulla potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche con rischi per il sistema neurologico e immunitario

Il Comune di Lauco è uno dei sette comuni del Friuli Venezia Giulia individuato dall’Agcom per la sperimentazione del sistema di comunicazione elettronica di quinta generazione, comunemente chiamato 5G e la cui introduzione formale sul territorio è prevista  per il 2019-2020. Un passo tecnologico che garantirebbe connessioni più veloci ed avanzate rispetto all'attuale 4G.

Ma dall'Amminstrazione comunale, riunitasi lo scorso 11 settembre in Consiglio, arriva un secco "no".

Le motivazioni

Sono diversi i punti sollevati in corso di Consiglio comunale i quali membri, compreso il sindaco Olivo Dioniso, ritengono di esprimere parere negativo "fino quando non sarà garantita la completa sicurezza di questa nuova tecnologia e promuovendo allo stesso tempo soluzioni tecnologiche sicure e a basso impatto ambientale e sanitario, cominciando dai luoghi maggiormente sensibili di permanenza continuativa delle persone più a rischio".

E' lo stesso Primo cittadino a sottolineare il problema legato alla salute e alle nuove tecnologie della comunicazione.

 ”La mia preoccupazione sull’introduzione sul nostro territorio del 5G deriva innanzitutto dal fatto che numerosi e qualificati studi medico-scientifici nazionali ed internazionali attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche emesse da tecnologie di comunicazione senza fili, con rischi per il sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino tumorali e un aumento di fenomeni di elettrosensibilità nella popolazione.”

Rischio sanitario

Un'ulteriore proposta arriva poi dal Consiglio comunale e riguarda la "possibilità di minimizzare il rischio sanitario sui campi elettromagnetici promuovendo un tavolo tecnico sanità/ambiente volto a monitorare le ripercussioni dei campi elettromagnetici su popolazione ed ecosistema, individuando membri della scienza e della medicina indipendente coinvolgendo unitamente un coordinamento locale tra le associazioni dei malati e cittadinanza attiva".

Tutto ciò coordinato dai servizi da parte degli Enti competenti in materia, Azienda Sanitaria ed ARPA anche con l’ausilio del mondo accademico universitario e degli istituti di ricerca indipendenti, al fine di promuovere un sistema di monitoraggio ambientale e sanitario in merito a possibili effetti indesiderati della tecnologia 5G sulla popolazione nelle aree individuate per l’eventuale installazione degli impianti.

”E’ mio compito - conclude Dioniso - salvaguardare innanzitutto la salute della mia Comunità e per questo, non appena eletto, ho preso immediatamente contatto con l’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, particolarmente attiva nel supportare i piccoli Enti locali in questa battaglia, finalizzata a difendere l’autonomia di noi Sindaci e il benessere delle nostre popolazioni.”

Il Sindaco di Lauco sottolinea inoltre che nella nostra regione ed anche a livello locale è già radicato ed operativo il comitato “Stop 5G”, con cui l’amministrazione comunale ha già preso contatto, per collaborare al fine di fare chiarezza, informare la Cittadinanza e poter così decidere consapevolmente ed in autonomia sull’installazione delle mini antenne a microonde sul proprio territorio.
 

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