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Natale amaro alle Latterie Friulane: gli esuberi restano di 100 unità

Bolzonello: "C'è totale incomunicabilità con le rappresentanze dei lavoratori, assistiamo ad un clima di 'fermezza' e rigidità da parte dell'azienda che può portare solo al nulla"

E' fallita la trattativa con il vertice di Latterie Friulane e per metà dei 200 dipendenti si prospetta la mobilità. Ha parlato di "situazione non comprensibile, difficile da capire" il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia e assessore alle Risorse agricole, Sergio Bolzonello, al termine dell'incontro avuto a Udine con Latterie friulane e le rappresentanze sindacali, nel corso del quale l'azienda ha ribadito la volontà di proseguire nel nuovo piano industriale che prevede 100 esuberi.

Ecco quanto ha dichiarato, raccolto dall'agenzia AdnKronos: "Non è stata accettata la richiesta di Regione e sindacati di 'congelare' questa richiesta di 100 esuberi, rispetto a un piano industriale di un anno fa che ne prevedeva una sessantina", ha sottolineato Bolzonello: "c'è totale incomunicabilità con le rappresentanze dei lavoratori, assistiamo ad un clima di 'fermezza' e rigidità da parte dell'azienda che può portare solo al nulla".

LATTERIE FRIULANE: LA PROTESTA DEI LAVORATORI

"Non è infatti credibile in questa fase - ha osservato l'assessore - una dichiarazione di messa in mobilità senza prima aver potuto prendere visione di un nuovo piano industriale che ci permetta di ragionare sul futuro di Latterie friulane. Per questo motivo abbiamo richiesto la sospensione di questo atto così grave, in attesa di poter costituire quel tavolo di crisi con Latterie friulane e Granarolo (nel caso in cui, come sembra, si vada verso l'accordo tra le due realtà) e solo successivamente di poter ragionare su eventuali esuberi ed assetti industriali".

"Non posso che esprimere la mia insoddisfazione per la riunione di oggi - ha sottolineato Bolzonello - e non vorrei che ci sia la volontà di 'chiudere' questo nuovo piano industriale e solo dopo si voglia venire a chiedere alla Regione l'apertura di un tavolo per valutare aiuti e sostegni da parte del pubblico, a licenziamenti avvenuti: come Regione chiediamo invece chiarezza ma soprattutto, oggi, un ripensamento e quindi un rinvio da parte dell'azienda sulla messa in mobilità di 100 lavoratori".

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