Latte tossico alle Latterie Friulane: sequestrati 19 mila litri, ma non è finita

L'accusa parla di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari. I carabinieri stanno continuando ad acquisire documentazione per capire dove è andato a finire il latte contaminato. Chiusi 2 depositi di stoccaggio privi dei requisiti di igiene, distrutti 60 quintali di latte

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Il latte tossico sconvolge ancora una volta il territorio udinese e non solo. Dopo la vicenda Cospalat è il turno del consorzio Latterie Friulane. Il Nas di Udine, a conclusione di un’attività d’indagine - coordinata dal Dottor Marco Panzeri della Procura della Repubblica di Udine - ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare  agli arresti domiciliari nei confronti di uno dei responsabili del Consorzio cooperativo Latterie friulane perché, in concorso con altri 13 indagati, adulterava partite di latte destinate all’alimentazione. Il latte, prodotto da allevatori consorziati, veniva miscelato con latte contaminato da aflatossine, in violazione delle norme di legge. Come ricordato dal comandante Pisapia dei Nas "in questi vasi l’allevatore deve buttare il latte e informare l’autorità sanitaria, cosa che puntualmente non veniva fatta".

LE INDAGINI. Nel corso della mattina sono state eseguite otto perquisizioni tra Friuli Venezia Giulia - a Udine e Trieste - e Veneto - in provincia di Treviso -. Il costante monitoraggio del settore lattiero caseario, rafforzato a seguito di pregresse e analoghe indagini condotte dai Nas sui consorzi produttori di latte, ha permesso di accertare- tra gennaio e maggio di quest’anno - che l’arrestato, con la complicità dei propri vertici aziendali nonché con il concorso di un autista addetto al trasporto del latte e di alcuni allevatori consorziati, riusciva a eludere i controlli sul latte contaminato addizionandolo ad altre partite di latte, incurante del danno alla salute dei consumatori.

I RISULTATI PARZIALI. L’attività investivagitava ha portato inoltre:

- alla chiusura di 2 depositi di stoccaggio latte perché privi dei requisiti igienico strutturali;

- alla sospensione del conferimento del latte - per 3 aziende (a Udine, Pordenone e Treviso) per non idoneità ai fini alimentari (presenza di aflatossine oltre i limiti consentiti) e alla conseguente distruzione di 60 quintali di latte;

- alla contestazione di sanzioni amministrative per oltre 20 mila euro.

- al sequestro di oltre 19 mila litri all’interno del consorzio, pronti per essere lavorati e commercializzati. 

Il latte potrebbe essere arrivato in Veneto, Lomabardia e Toscana, visti i contatti del consorzio e il fatto che questo non produce solamente per sé stesso. Non ci si riferisce solo al latte, ma anche a prodotti finiti a base di latticini. Riguardo ai derivati e al latte contaminato il comandante Pisapia ha dichiarato che "non sappiamo ancora quanto prodotto- comprensivi formaggi e altri derivati - possa essere ancora in giro”.

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