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A sinistra Justin Owusu,  a destra Nadezhda Tolokonnikova, componente dellle Pussy Riot, condannata a due anni di prigione e ai lavori forzati in Siberia

A sinistra Justin Owusu, a destra Nadezhda Tolokonnikova, componente dellle Pussy Riot, condannata a due anni di prigione e ai lavori forzati in Siberia

Il sindaco di Redipuglia rifiuta le scuse del rapper, poi cita le Femen, Putin e le punizioni russe

Nonostante l'ammissione dell'errore e le richieste di perdono da parte dell'artista udinese di origini ghanesi, il primo cittadino di Redipuglia ha deciso di sostenere le denunce di vilipendio a tutela del sacrario, rammaricandosi - addirittura - per la mancanza di punizioni esemplari, come le carceri siberiane

Il sindaco di Redipuglia, Antonio Calligaris, non accetta le scuse di Justin Owusu (in allegato, in basso, i suoi post in merito). Il rapper, ieri, aveva ammesso di aver peccato di "leggerezza" nella scelta del set per il video del singolo "Csi", ovvero "Chi Sbaglia Impara" (qui il video incriminato, rimosso dopo la nascita della querelle da YouTube). Le giustificazioni dell'artista, però, sembrano non siano servite a molto. Anzi, oggi a rincarare la dose, è intervenuto il sindaco di Redipuglia, Antonio Calligaris, chiamato in causa proprio dal cantante nel post di scuse pubblicate su Facebook. «Come Comune di Fogliano Redipuglia siamo pronti ad affiancare Onorcaduti nelle azioni legali che vorranno intraprendere - ha spiegato il primo cittadino sui social-. Ritengo che in questo caso "parte lesa" non siano solo né Onorcaduti né il Comune ma la stessa "nazione", che quel Sacrario rappresenta, e che a mio avviso è stata fatta oggetto di vilipendio». 

Puntin, le Femen e la Siberia

Non solo. Antonio Calligaris ha invitato tutti gli enti pubblici a riunirsi in difesa del simbolo nazionale che il suo Comune custodisce. «Mi aspetto che lo Stato, in tutte le sue articolazioni, sappia reagire in modo rigoroso e duro, come deve fare uno Stato civile - ha aggiunto il sindaco- . Spero altresì che non ci si nasconda dietro risibili scuse come la "libertà di espressione o artistica", perché questo sarebbe un ulteriore insulto a quei caduti e ai loro parenti. Ricordo che anni fa le "Femen"   si filmarono in una cattedrale russa, furono arrestate e condannate a diversi anni di reclusione (il riferimento al movimento femminista di protesta ucraino è sicuramente riferito al caso del collettivo punk rock russo Pussy Riot, condannato dopo una performance antigovernativa all'interno della cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca). Personalmente invidio i russi - conclude duramente Calligaris -, loro hanno Putin e la Siberia».

L'intro al videoclip Csi

Sicuramente Justin Owusu ha peccato di leggerezza e superficialità nella scelta del set per il suo videoclip, forse consigliato male o a causa della sua ignoranza storica. Certo è che l' "intro" alla sua canzone sembra profetico ("Si sbaglia sempre; si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato; per crescere e maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti"). Ma citare la Russia, Puntin e le sue pene come modello di democrazia e di giustizia, non è una cosa che si deve fare proprio a cuor leggero. Sembra che la cosa - in qualche modo - stia sfuggendo di mano e che la severa reprimenda collettiva, seppur comprensibile e corretta, stia travalicando l'obiettiva gravità del reato. E' proprio il caso di dirlo, per Antonio Calligaris "Chi Sbaglia - non solo - Impara" ma deve anche pagare, duramente.

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