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Gli alberi tagliati in piazza Belloni

Gli alberi tagliati in piazza Belloni

"Basta usare i disabili per giustificare l'abbattimento degli alberi": lo sfogo

Ivano Marchiol, fondatore del Comitato autostoppisti, si sfoga dopo le dichiarazioni del vicesindaco Loris Michelini: "alberi abbattuti e più traffico non migliorano la vita a nessuno, tantomeno alle persone con disabilità"

Ieri mattina sono stati abbattuti tre alberi in piazzetta Belloni: per placare le polemiche, il vicesindaco Loris Michelini ha prontamente dichiarato che la possibilità era prevista da una delibera della precedente giunta a guida Honsell (anche se i documenti del 2017 dicano proprio il contrario, ovvero che il verde pubblico sarebbe stato salvaguardato da un accordo tra Comune e ditta) e che l'attuale giunta ha accettato il progetto per permettere l'abbattimento delle barriere architettoniche presenti nel luogo. A qualcuno, più che l'abbattimento degli alberi in sé, a dar più fastidio è stata quest'ultima dichiarazione. 

Abbattuti gli alberi di piazzetta Belloni

Lo sfogo

Tra i più attivi in città in difesa del verde pubblico, in questi ultimi anni, si è certamente distinto il fondatore del Comitato autostoppisti, Ivano Marchiol. Appresa la notizia dell'abbattimento degli alberi in piazza Belloni e, soprattutto, la dichiarazione del vicesindaco Loris Michelini, Marchiol si è sfogato con un lungo post su Facebook, dove punta il dito contro la decisione di giustificare l'abbattimento con un'operazione in favore di una maggiore accessibilità.

Inorridisco di fronte alle continue dichiarazioni dell’Amministrazione che motiva e giustifica le proprie decisioni dando la colpa, perché di questo si tratta, ai disabili. Dall’apertura di via Mercatovecchio, “per consentire l’arrivo in centro ai disabili”, agli alberi in via dei Rizzani fino a piazzetta Belloni: tutto giustificato con l’esigenza di accessibilità. Queste giustificazioni non sono solo pretestuose e false nel merito, come già dimostrato in numerose occasioni con il Comitato Autostoppisti Udine (da ultimo con la proposta su via dei Rizzani), ma portano con sé anche un intollerabile messaggio sotteso che suona così: cari cittadini, scusate se dobbiamo fare scelte brutte e difficili da accettare, ma lo facciamo per i disabili.

Ivano Marchiol (nella foto a destra) è lui stesso una persona con ridotta capacità motoria e per questo si sente doppiamente chiamato in causa delle decisioni dell'amministrazione comunale.

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Io stesso mi scontro ogni singolo giorno con i problemi di accessibilità: abbiamo uno spazio urbano ostile alle persone con disabilità, partendo addirittura da alcuni uffici che si occupano proprio di disabilità, per non parlare poi dei locali pubblici. Per questo lo dico con chiarezza e sicurezza: alberi abbattuti e più traffico NON migliorano la vita a nessuno, tantomeno alle persone con disabilità. Non si tratta “solo” di mancata sostenibilità ambientale, o semplicemente di superficialità, ma della necessità più grande e profonda della costruzione di una città sostenibile a tutto tondo, anche socialmente. In questo, l’inclusione delle persone con disabilità passa, innanzitutto, da una rivoluzione culturale. Una rivoluzione impossibile da ottenere se l’atteggiamento continuerà ad essere: “scusate cittadini, lo dobbiamo fare per i disabili”. 
Il continuo utilizzo strumentale di un tema tanto rilevante non è dunque più accettabile, a maggior ragione se dipinge un quadro distorto della realtà per ragioni che con l’accessibilità e l’inclusione sociale hanno poco a che vedere e finisce solo con stigmatizzare ulteriormente le persone con disabilità facendone un vero e proprio capro espiatorio. 

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