Agricoltura: al via l'irrigazione anticipata a causa della siccità

L'operazione riguarderà vaste aree della pianura friulana. Clocchiatti:"Situazione inedita: non era mai successo, negli ultimi anni, di dover affrontare quasi in contemporanea sia il rischio gelo che il rischio siccità"

Dopo il gelo delle scorse settimane che ha colpito molti frutteti nella pianura friulana, ora il mondo dell'agricoltura deve fare i conti anche con la siccità. Le ultime piogge significative, infatti, risalgono a inizio marzo e le temperature in aumento hanno reso necessario l'avvio, con largo anticipo, dell'irrigazione in vaste aree della nostra pianura.

Più colpite

La colture più colpite da questa siccità anticipata sono quelle di orzo e frumento, ma anche ortaggi e frutteti, oltre alle attività di semina del mais. Per poter venire incontro alle richieste delle aziende agricole, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana si è attivato sia nelle aree già servite da impianti irrigui a scorrimento o a pressione, sia in quelle attraversate da canali e corsi d'acqua in propria gestione nel Medio Friuli e nella Bassa Friulana.

L'irrigazione

Sono diversi, quindi, gli impianti di pompaggio già avviati, mentre in altre aree servite da condotte a gravità è stata fortemente limitata la produzione di energia elettrica mediante le centrali, solitamente in funzione fino a inizio giugno.

Mai successo

“Non era mai successo, negli ultimi anni, di dover affrontare quasi in contemporanea sia il rischio gelo che il rischio siccità –sottolinea la presidente del consorzio Rosanna Clocchiatti –. C’è una certa preoccupazione per i costi, in particolare energetici, che dovranno essere sostenuti per questo avvio anticipato dell’irrigazione, uniti ai mancati ricavi per la ridotta produzione di energia, visto che la risorsa idrica viene utilizzata in via prioritaria per l’irrigazione. Confidiamo, tuttavia, che i prossimi mesi garantiscano un apporto pluviometrico ben distribuito a favore delle colture e dei corsi d’acqua".

I fiumi

Inoltre, anche i fiumi vengono costantemente monitorati, in primis il Tagliamento. Infatti, non appena esaurita la fase di scioglimento delle nevi (non particolarmente abbondante su gran parte delle montagne friulane), rischiano il deficit idrico, con conseguente riduzione delle portate nei canali e possibili difficoltà nell’assicurare il servizio irriguo ai consorziati.

L'anno scorso

Per chi se lo ricorda, anche i primi mesi primaverili del 2019 sono stati caratterizzati da periodi particolarmente siccitosi e solo a fine aprile-inizio maggio si è registrata una inversione metereologica. Le piogge si sono concentrate nel solo mese di maggio, a cui è seguita un’estate calda e avara di precipitazioni. Dobbiamo abituarci – conclude la presidente – a convivere con andamenti metereologici 'a fasi alterne' per cui sarà sempre più importante gestire la risorsa idrica con oculatezza, disponendo di infrastrutture che ne consentano la raccolta quando è abbondante per consentire un suo efficace utilizzo nei periodi di siccità, non solo per il settore agricolo ma per tutti i diversi usi”.

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