Nuova invasione di cimici in Friuli, ma il peggio deve ancora arrivare

L'allarme nasce nella zona periferica di Talmassons dove alcune abitazioni sono già state avvolte dagli insetti verdi. Fra qualche settimana le cimici cominceranno però ad entrare nelle aree urbane alla ricerca di un luogo dove svernare. Il sindaco Piero Mauro Zanin: "Comuni poco informati"

Nelle campagne del Medio basso Friuli in questi giorni qualche agricoltore ha già iniziato a trebbiare la soia. E anche se c'è chi nega categoricamente la connessione dell'insetto con il legume, alcune di quelle case e fattorie sparpagliate a sud della linea delle risorgive sono state già invase dalle prime cimici verde scuro della terribile varietà halyomorpha halyssi. La cimice marmorata asiatica non conosce antagonisti naturali e la stessa Unione Europea l'ha dichiarata ineradicabile. Non è pericolosa per la salute dell'uomo ma causa ingenti danni all'agricoltura, in particolare alle colture frutticole, orticole e, spostandosi in sciami, provoca disagi alla popolazione. Nella gallery qui in basso alcune immagini scattate ieri all'esterno dell'abitazione di un contadino di Talmassons che ha riferito di non eseguire nessun trattamento nella sua proprietà per il timore di mettere a repentaglio la salute delle oche che alleva poichè spesso i suoi pennuti banchettano con i poco invitanti eterotteri.

La previsione

Per adesso la situazione è abbastanza limitata alle zone più periferiche e a contatto con i campi, ma fra qualche giorno le cimici cominceranno a entrare nelle aree urbane e nelle abitazioni alla ricerca di un luogo dove svernare. Lo scorso anno si è registrata un'esplosione della presenza dell'insetto e le primi indicazioni date dalle catture nelle trappole evidenziano una continuazione della tendenza. "Per adesso si tratta solo di casi sporadici - ci riferisce Piero Mauro Zanin, sindaco di Talmassons -, ma immaginiamo che la situazione diventerà molto presto simile a quella dello scorso anno - il picco si ebbe verso il 20 ottobre 2016 - che aveva colpito soprattutto la zona a nord di Codroipo. Nel 2016 non eravamo proprio dentro al focolaio e mi auguro nemmeno questo anno. Devo ammettere però- prosegue il primocittadino - che dal punto di vista dell'informazione ai Comuni la Regione ha fatto davvero poco. Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione in merito, nemmeno i decalogo su come proteggersi ptanto sventolato. Peccato, perchè la sottovalutazione del problema si poteva accettare lo scorso anno, ma adesso no. Anche perchè fra qualche giorno, appena ripartirà la trabbiatura della soia, ci saranno nuove problematiche e i cittadini verranno da noi a chiederci informazioni e soluzioni". 

VIDEO: l'invasione di cimici che ha colpito Mereto di Tomba lo scorso anno. Il video di Fermino Floreano è stato realizzato il 20 ottobre 2016

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Prevenzione e difesa

La Regione e l'Ersa, in realtà, da inizio anno hanno attivato alcuni strumenti per la difesa del territorio dalla cimice marmorata asiatica (monitoraggio del servizio fitosanitario, prevenzione e informazione) ma, come supposto da Zanin, forse è mancato un passaggio di informazione a quelle aAmminitrazioni comunali non colpite dall'invasione del 2016. L'azione di tutela delle produzioni agricole per adesso si avvale soprattutto dell'impiego di reti antinsetto combinate con una eventuale difesa chimica di soccorso. L'uso di agenti chimici, infatti, anche se è la strategia maggiormente utilizzata, in mancanza di prodotti specifici e trattandosi di una specie con alta mobilità, da sola non basta e va integrata ove possibile con l'uso di barriere fisiche poste a protezione delle colture agrarie. La Regione ha finanziato all'80 per cento l'acquisto e l'installazione di reti protettive destinandovi risorse per oltre 800mila euro e attivato il Fondo emergenze in agricoltura (con una disponibilità di circa 2 milioni di euro) per il pagamento di indennizzi a ristoro dei danni, non essendo in questo caso assicurabili le perdite del raccolto.  (Qui alcune informazioni sulle azioni da compiere per impedire l'accesso delle cimici nelle case, la loro eliminazione e altri accorgimenti utili). 

Friuli invaso dalle cimici, ecco come liberarsene

Allegati

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • A Codroipo apre "Molo12", il ristorante di pesce di uno chef stellato

  • La Slovenia chiude nuovamente il confine con l'Italia, anche il Fvg è considerato zona rossa

  • Covid 19: quattordicenne ricoverato a Udine in Medicina d'urgenza

  • Covid: C'è una vittima ed è boom di contagi, in Fvg oggi sono 219 i nuovi positivi

  • Annullate le sagre, ma a Udine c'è un posto dove poter mangiare castagne con la ribolla

  • Coronavirus: 90 nuovi casi, tre decessi, due focolai a Martignacco e Gradisca

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
UdineToday è in caricamento