Cronaca

Dek ill Ceesa si racconta, dalle prime esperienze ai suoi nuovi progetti

L'artista friulano sarà ospite venerdì 2 novembre al The Black Stuff di Udine, dove racconterà al pubblico la propria esperienza e la propria musica. All'interno l'intervista

Andrea De Candido, in arte Dek ill Ceesa, ha portato il friulano dentro il mondo del genere rap assieme al gruppo Carnicats, formato da Doro Gjat, Dee-J Deo e dallo stesso Dek. Delle sue avventure e della sua musica parlerà venerdì 2 novembre al The Black Stuff di Udine assieme al dj Dee Jay Park e a Fabrizio Barachino, che presenterà la serata.

Rap e friulano, in che modo hai sviluppato questo connubio?

"Sicuramente tutto parte dal fatto che ho provato a scrivere i primi pezzi quando ero ragazzino, partendo però dall'italiano. Ma il risultato era inconsistente, non mi piaceva. Invece di continuare così, ho pensato che fosse stato molto più semplice scrivere testi nella mia lingua madre, o mari lenghe. E' stata quindi una cosa naturale, una cosa da dna più che una scelta. Prima era una cosa mia, da solista. Poi gli altri hanno preso la cosa positivamente, si divertivano, e quindi il mio obiettivo era già raggiunto. Continuando poi con la produzione musicale del gruppo, progetto dopo progetto abbiamo iniziato ad amalgamare le lingue. L'italiano e il friulano, con cui io ho sempre scritto, facendo diventare le due lingue una cosa sola. E' partito tutto così, poi nel gruppo questa compenetrazione è stata sempre più marcata. Abbiamo poi inserito anche altre lingue nei nostri testi, come l'inglese e lo spagnolo".

Quali difficoltà hai trovato nel fare musica provenendo da una regione isolata musicalmente come il Friuli, e in particolare la Carnia? E quali i vantaggi invece?

"Il vantaggio secondo me viene prima dello svantaggio. Indubbio che ci siano svantaggi crescendo dove siamo cresciuti noi. Il vantaggio  però lo metto per primo perchè scrivendo e reppando in lingua friulana, il rapporto con le persone era subito più diretto, e sono diventati subito fan. Il complimento migliore che ho mai ricevuto è stato: a me il rap fa cagare, però la vostra musica mi piace un sacco. Questa è la sintesi del rapporto con le persone che ci ascoltano. Il ghiaccio si è rotto utilizzando un mezzo comune a molte persone, appunto il friulano. I testi in plurilingua sono stati un plus ulteriore uscito nel tempo. Lo svantaggio per me non è l'uso del friulano, anche perchè la maggior parte della nostra musica è un mix tra friulano e italiano. Lo svantaggio è venire da dove veniamo noi, e di non abitare nei centri nevralgici tipo Milano, città al centro per la musica. Questo è sempre stato uno svantaggio, ma anche una peculiarità. Siamo cresciuti sul territorio, e le porte chiuse che abbiamo ricevuto sono date dal fatto che non eravamo fisicamente da altre parti, anche perchè siamo sempre stati aperti a tutte le collaborazioni".

I membri dei Carnicats hanno preso tutti strade diverse. Cosa ti ha spinto a investire nel tuo progetto Roc Stars, e come sta andando?

"Il progetto nasce qualche anno dopo rispetto al progetto live, e si sviluppa in parallelo. E' un progetto diverso perchè non c'è produzione musica originale, ma intrattenimento. Però c'è sempre l'attenzione verso la base musicale, la black-urban music, partendo anche dal funk, non solo dall'hip hop. Dal back ground formato dal soul, dalla disco, dal reggae, dalla dance hall. Insomma, quello che ci piaceva ascoltare. Si sviluppa piano piano, come il progetto dei Carnicats. Inizia da luoghi di ritrovo normali, come nei bar per l'aperitivo, e si sviluppa fino a progetti più grossi in giro per i club d'Italia. Roc Stars è un collettivo di deejas e producers in cui io faccio l'MC. Quando il progetto è partito, l'hip hop non aveva gli stessi livelli di popolarità di ora, ma è partito dal piccolo ed è arrivato al grande un po' prima che il genere hip hop prendesse questa popolarità di adesso. Il mio pensiero è che sia da parte dei Carnicats, sia grazie a Roc Stars, abbiamo spinto bene e tanto, abbiamo aperto le porte a questo genere musicale, come hanno fatto tante altre realtà in regione. Il mio alla fine è un lavoro notturno, divertente, soddisfacente, ma anche impegnativo."

Ci sono degli artisti della scena friulana che segue e con cui collabora? Ha dei progetti in cantiere?

"Adesso sono tanto proiettato verso Roc Stars, quindi l'intrattenimento nei club. Occupa a livello di orario tante ore del mio tempo ed è uno dei miei lavori adesso. Comunque mi farebbe piacere collaborare con artisti friulani. Ora sto collaborando con Gianni Rojatti, e ho collaborato agli ultimi due dischi di Doro. Aspetto comunque tutti venerdì sera al The Black Stuff per una chiacchierata assieme."

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