Taglio degli alberi in castello, Cigolot:«Questo monumento simbolo della friulanità avrà un nuovo volto esterno, dopo più di quarant’anni»

L'assessore alla cultura Fabrizio Cigolot interviene sul tanto discusso tema del piano da 39mila euro che riguarda il taglio di 26 alberi del castello di Udine

Il piano da 39mila euro per l'abbattimento di 26 alberi del castello di Udine, al fine di migliorare la visibilità della facciata del simbolo della città, ha creato non poche polemiche. Nel giro di alcune ore dalla comunicazione del piano approvato dalla giunta di Udine, infatti, sono partite una raccolta firme e una petizione online contro l'abbattimento degli alberi. Dopo l'intervento del primo cittadino, il quale ha dichiarato come tutta questa questione fosse solo "un polverone inutile", sul tema interviene anche l'assessore alla cultura Fabrizio Cigolot.

Le parole dell'assessore

Quando nell’aprile di due anni fa la città ha deciso di cambiare governo ha premiato il candidato sindaco e la coalizione che avevano proposto come espressione comunicativa dominante le parole ‘Udine rialzati!’.

Le vie, i marciapiedi, anche il Castello erano davvero messi male.

Il disegno - preciso e lucido - proposto dal centro-destra, quello di fare di Udine una città di nuovo sicura, curata ed attraente, si sta, dunque, sviluppando con azioni concrete: c’è una strategia e c’è un coerente impegno amministrativo, nel rispetto dei ruoli e delle regole.

Il Castello, per questa Amministrazione, non è solo un patrimonio storico-culturale, è il ‘biglietto da visita’ della città, che la qualifica e la rappresenta.

Grazie all’intervento dell’ingegner Benedetti e delle industrie Danieli – verso il quale non saranno mai sprecate le parole di ringraziamento per il generosissimo contributo offerto – questo monumento simbolo della friulanità avrà un nuovo volto esterno, dopo più di quarant’anni.

Al suo interno, nel frattempo, i conservatori dei civici musei – che pure vanno encomiati per il loro qualificato lavoro – hanno rinnovato ed arricchito il volto della galleria d’arte antica e del museo friulano della fotografia.

Non solo, grazie al progetto ‘Look Up’ – da noi proposto ed accolto dal programma europeo Interreg Italia-Austria - si sono trovate le risorse per finanziare l’illuminazione del percorso pedonale che sale da piazza Primo Maggio, ed entro breve si darà corso anche alla realizzazione del progetto d’accesso con un ascensore da vicolo Sottomonte, da tempo fermo, e del percorso pedonale su Riva Bartolini.

Un sentiero nel verde, che attraverserà il percorso pedonale adiacente al lapidario, che pure sarà oggetto di riqualificazione, e che servirà anche di supporto agli eventi estivi che tradizionalmente ospita il piazzale.

Né va dimenticato lo sforzo importantissimo della Curia Arcivescovile di Udine che, sotto la direzione della Soprintendenza regionale dei beni culturali e del paesaggio, sta completando i lavori di restauro degli affreschi del catino absidale della Chiesa di Santa Maria in Castello, anche con interventi di messa in sicurezza.

C’è, dunque, un piano d’intervento preciso ed ampio che riguarda il Castello e che coinvolge – verrebbe da dire, ovviamente - la gestione del verde. 

Il colle è il giardino del Castello e come ogni giardino va curato: se questa cura ci fosse stata in passato certamente oggi non saremmo qui a parlarne.

L’intervento proposto dai tecnici del settore – che vanno apprezzati per il rigore dimostrato – non tocca piante secolari, non abbatte alberi monumentali, non interessa essenze di pregio, ma ha l’obiettivo solo di “governare lo sviluppo di alcune essenze che, con il trascorrere del tempo, sono cresciute e in parte hanno snaturato le caratteristiche ambientali ed architettoniche del sito più importante della città storica”.

Un progetto ragionato che si sviluppa anche tenendo conto degli alberi in precario stato di salute e prevede la messa a dimora di nuove alberature.

Ci sono motivi funzionali, dunque, ma anche estetici che, se per qualcuno non contano, io sono convinto che vadano parimenti tenuti in considerazione. 

Perché nessuno credo lasci il proprio giardino crescere spontaneamente e perché - non servirebbe dirlo – è il bello che attira, non certo il disordine. Ed è questo anche il motivo per cui non si ricordano vedute storiche del colle e del Castello coperti da vegetazione.

Spero che si vogliano considerare queste osservazioni, proposte al solo scopo di fare chiarezza sull’azione svolta che – vorrei precisare – trova posto nei documenti finanziari e di programma adottati dal Consiglio e dalla Giunta, nel rispetto delle proprie attribuzioni, e non costituisce alcuna forzatura in un periodo già tanto difficile per tutti.

Fabrizio Cigolot

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