Clima teso tra i lavoratori dell'Innolva di Buja

A seguito di alcune manovre riorganizzative, i dipendenti friulani temono trasferimenti

C’è agitazione alla Innolva S.p.A di Buja dopo uno sciopero indetto lo scorso lunedì nelle sedi aziendali di Milano, Brescia e Torino.

Il caso

La ditta friulana, che offre servizi di informazioni commerciali, monitoraggio dei rischi e recupero crediti, nasce da una fusione tra un’azienda di Milano e una di Buja ed è ora gestita da Tecnoinvestimenti S.p.A. avvenuta ad inizio 2018. A seguito della fusione, però, è cominciata una riorganizzazione interna che ha fatto drizzare le antenne ai lavoratori friulani, tanto da far entrare in azienda i sindacati per chiarire le posizioni organizzative interne.

Le preoccupazioni

Già da dicembre però hanno cominciato a farsi sentire le preoccupazioni dei dipendenti, che hanno richiesto un incontro con tutte le rappresentanze territoriali. L’incontro, avvenuto il 19 dicembre, ha avuto lo scopo di tranquillizzare i lavoratori che, però, al rientro dalle festività natalizie si sono ritrovati due comunicazioni allarmanti. Una riguardante la cessione di un ramo di azienda da Torino a Vicenza, e l’altra il trasferimento di 20 lavoratori da Milano a Brescia. A seguito di queste decisioni e del silenzio dell’azienda, lo scorso lunedì è stato indetto uno sciopero.

La situazione a Buja

A Buja dove c'è anche la sede legale, nel frattempo, si è svolta un’assemblea di emergenza alle quale ha partecipato un terzo dei circa 120 dipendenti, dove è stato confermato lo stato di attenzione anche a seguito di alcuni episodi individuali di lavoratori che hanno lasciato l’azienda dopo trattative fallite di trasferimento. Il timore è che, visto che dopo la riunione in cui l’azienda ha voluto tranquillizzare le parti, sono in realtà cominciati trasferimenti e riorganizzazioni non annunciati, i cambiamenti possano colpire anche la sede friulana.

I sindacati

Dai sindacati Filcams CGIL e CISL, fanno sapere che l’attenzione dei dipendenti di Buja è molto alta proprio per la gestione individuale e non collettiva dell’organizzazione, e che al momento vige un clima di totale solidarietà nei confronti degli altri territori.

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