Elogia il lager di Auschwitz, a casa ha croci uncinate e sciarpa della Decima Mas

Un udinese è stato denunciato e colpito da Daspo insieme ad altre cinque persone: nel novembre 2019 aveva scatenato una rissa dove erano rimasti ferite in due. Le indagini hanno portato la Digos a perquisire la sua abitazione, dove sono state trovate bandiere naziste

Il materiale sequestrato a casa dell'uomo accusato di ideologia filo-nazista

Avevano scatenato una rissa in un bar di Udine al grido di "Auschwitz": sei persone, tra i 29 e i 36 anni sono state denunciate e sottoposte a Daspo dagli impianti sportivi.

I fatti

A seguito dell’attività investigativa svolta dalla Digos di Udine, sono state denunciate all’Autorità giudiziaria sei persone che, la sera del 10 novembre 2019, si sono rese responsabili di una rissa all’esterno di un esercizio pubblico. La lite, scoppiata all’interno del bar e poi proseguita nelle adiacenze esterne, era stata innescata da una frase antisemita, inneggiante ad Auschwitz, urlata da uno degli avventori nei confronti di altri clienti: ne era nata prima una accesa discussione verbale, poi degenerata e passata alle vie di fatto, con reciproco scambio di calci e pugni. Il titolare dell’esercizio, dopo aver cacciato fuori i rissosi avventori, era stato costretto a barricarsi all’interno e a richiedere un intervento urgente delle forze dell’ordine. In seguito alla rissa, due persone avevano riportato lesioni: una riportava una frattura al polso, un’altra un trauma all’occhio.

I responsabili

Gli investigatori della Digos, coordinati dal vice questore aggiunto Michelangelo Missio, sono risaliti agli autori dei fatti, anche grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Si tratta di sei cittadini italiani, di età compresa tra i 29 e i 36 anni, alcuni dei quali già conosciuti dalle forze dell’ordine. Al termine dell’attività, tutti i partecipanti alla rissa sono stati denunciati per l'ipotesi di reato di rissa. Nei loro confronti la competente divisione anticrimine della Questura, diretta da Stefano Pigani, ha fatto scattare anche le misure di prevenzione del Daspo, con conseguente divieto di accedere agli impianti in cui si svolgono manifestazioni sportive, della durata variabile tra i 2 e i 6 anni.

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La denuncia

Nei confronti dell’istigatore della rissa, sospettato di appartenere a movimenti dell’estrema destra, sono scattati ulteriori approfondimenti investigativi: nei giorni scorsi la Digos ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione emesso nei suoi confronti dalla procura cittadina, che ha portato al rinvenimento e al conseguente sequestro di materiale riconducibile all’ideologia nazi-fascista: due bandiere naziste, una sciarpa della “Decima Mas” e un passamontagna nero. Nell’abitazione sono stati inoltre rinvenuti diversi libri d’area. L’estremista, nato a Udine ma residente nel cividalese e già conosciuto dalle forze dell’ordine (precedenti per reati contro la persona e in ambito sportivo, e con altri procedimenti amministrativi aperti in relazione ad altri episodi di violenza), oltre ad essere denunciato all’autorità giudiziaria, è stato sottoposto dal Questore di Udine a Daspo della durata di sei anni, con obbligo di firma negli uffici di pubblica sicurezza per i prossimi cinque anni.

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