Cronaca

Infezione da West Nile: primo caso in Friuli Venezia Giulia

Si è verificato a Pordenone. Oggi sarà effettuata una disinfestazione

Il primo caso di infezione da virus "West Nile" si è verificato in regione nelle scorse ore a Pordenone. A renderlo noto è stata l'Azienda sanitaria locale attraverso un comunicato. Secondo quanto appreso non ci sarebbero rischi per l'incolumità della persona che è risultata infettata. La circostanza ha tuttavia indotto l'amministrazione comunale a emanare un'ordinanza 'contingibile ed urgente' di disinfestazione di una limitatissima area pubblica e privata per eliminare ogni focolaio larvale, tra via San Gregorio Alta e una piccola porzione di via Buozzi. L'intervento sarà effettuato dal personale di una ditta specializzata e comporterà prudenza nel comportamento dei residenti (chiudere porte e finestre dalle 14.30 alle 19, divieto di utilizzo dei condizionatori, animali tenuti al chiuso). Durante il trattamento sarà inoltre vietato il transito di veicoli, ciclisti, pedoni e animali. 

Allarme in Veneto

Il West Nile virus, o virus della Febbre del Nilo Occidentale,  è un ospite indesiderato in Europa ormai da una decina d'anni. Ma il numero di casi registrati in Europa nel 2018 ha già superato quello dell'intero 2017 e questi soli primi 8 mesi dell'anno hanno portato al triste record di morti dovuti al West Nile. L'ultimo caso nel Triveneto si è verificato nel trevigiano il 13 agosto e ha portato alla morte una paziente di 74 anni immunodepressa (Qui alcuni articoli sulla situazione in Veneto: West Nile in Veneto, 84 i casi finora registrati dalla direzione prevenzioneVirus west nile: "Situazione evitabile con la prevenzione"Mogliano, allerta massima dopo il caso di febbre West Nile al Gris).

Il virus e i test

Il virus del Nilo Occidentale si trasmette attraverso la puntura di una zanzara di genere Culex, presente già dal 1998. L'infezione virale può provocare sintomatologia neurologica del tipo meningite, meningo-encefalite. Il sistema di sorveglianza finora ha individuato 24 donatori di sangue positivi garantendo la sicurezza degli emocomponenti trasfusi. Il piano di difesa prevede la diramazione di un alert immediato non appena il virus viene isolato in un pool di zanzare, in un esemplare di avifauna o in un equide. A seguito della segnalazione le strutture trasfusionali delle province interessate hanno l'obbligo di introdurre il test per tutte le donazioni. Tale test, che va effettuato contestualmente alla donazione di sangue, permette di rilevare la presenza del Wnv e di evitare così la trasmissione trasfusionale dell'infezione. Il test viene consigliato anche per chi ha soggiornato per almeno una notte nelle zone dove è stato isolato il virus, evento che altrimenti comporta la sospensione per 28 giorni del donatore.  

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