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Allarme finte vaccinazioni, lunedì i primi 20 test sui bambini

Lo dichiara il direttore generale dell'Aas 3 Pier Paolo Benetollo

Il direttore generale dell’Aas 3 interviene sulla questione “false vaccinazioni”, che sta animando il dibattito anche in Friuli dopo che si è diffusa la notizia che la protagonista della vicenda - Emanuela Petrillo - ha lavorato anche a Codroipo, dal 2009 al 2015.

Dottor Benetollo, a due giorni di distanza dall’allarme lanciato per le “finte vaccinazioni” come stanno le cose? 

«Prima di tutto bisogna dire che non c’è nessun allarme. La situazione è del tutto sotto controllo, la task force creata ha fatto miracoli per riuscire ad iniziare i controlli in tempi da record e per dare il massimo di informazioni a tutti. In verità poi non sappiamo ancora se lassistente sanitaria  ha fatto o no le vaccinazioni per davvero nel nostro territorio. Bisogna però che ai nostri bambini e alle loro famiglie diamo certezze, e per questo già lunedì i primi 20 piccoli verranno sottoposti ai test, e già il 2 maggio avremo dati sufficienti per decidere cosa fare. Se si dovesse davvero servire fare dei richiami vaccinali, ci stiamo già organizzando».

Gli esami quando inizieranno?

«Già da lunedì sono programmati i primi 20. Entro la settimana contiamo di arrivare a 200».

Ma perché invece di fare un campione non fate gli esami a tutti?

«Perché, nonostante le apparenze, non servirebbe a nulla. La risposta è molto articolata, ma proviamo a semplificarla. Dopo le vaccinazioni (come dopo le malattie naturali) l’organismo produce degli anticorpi, che da quel momento in poi proteggono dalla malattia. Dopo una sola somministrazione del vaccino, gli anticorpi tendono nel tempo a scendere (con modi diversi da vaccino a vaccino, come da malattia a malattia). È proprio per questo che si fanno “i richiami”, con frequenze appositamente studiate, perché in questo modo la protezione persiste poi per molti anni o – in alcuni casi – per tutta la vita. Gli esami che facciamo ci dicono se il bambino ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma non ci possono dire se ne ha ricevute abbastanza da far durare la protezione per tutto il tempo previsto o per tutta la vita. Per questo, fare gli esami a tutti i bambini che hanno avuto anche una sola vaccinazione da parte dell’assistente non servirebbe a nulla. Gli esperti della task force, tutti insieme, hanno valutato che la cosa migliore sia fare i test sui bambini che hanno ricevuto tutto il ciclo vaccinale dalla professionista in questione, lungo tutti gli anni in cui ha lavorato. In questo modo potremo sapere se ha fatto davvero le vaccinazioni oppure no, e con queste informazioni poi sapremo se serve rivaccinare. Se scoprissimo che non ha fatto le vaccinazioni, abbiamo già deciso di rivaccinare tutti: sarà una bella spesa, ma solo in questo modo siamo sicuri di dare il massimo di protezione a tutti».

Ma cosa vi dice la gente, che cosa vi chiedono, le mamme sono preoccupate?

«Le persone hanno iniziato fin da subito ad usare i canali che abbiamo messo a disposizione. Le reazioni sono le più varie. Stamane, nel briefing che abbiamo fatto, abbiamo sentito che una mamma era così preoccupata che addirittura ha pianto al telefono: è questa la nostra più grande preoccupazione. Non c’è alcun motivo di avere una simile preoccupazione».

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