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La Ineq di San Daniele controllerà ancora i pecorini Dop sardo e quello romano

Il Ministero conferma l’autorizzazione all'azienda friulana a effettuare i controlli sui pecorini Dop romano e sardo anche per il triennio 2015-2017

Si rinnova la collaborazione tra i Pecorini Dop sardo e romano e Ineq, l’Istituto Nord Est Qualità di San Daniele. Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha infatti riconfermato anche per il triennio 2015-2017 l’autorizzazione all’istituto sandanielese ad effettuare i controlli per le due dop.

«Una collaborazione relativamente recente – conferma il direttore dell’Istituto Nord Est Qualità Francesco Ciani nata da poco più di due anni e che è comunque già riuscita ad introdurre alcune interessanti innovazioni nel sistema. Per loro abbiamo infatti costruito il primo portale per la gestione on-line dei più significativi adempimenti prescritti dal piano di controllo, compresi i dati su origine e utilizzazione del latte. In pratica ogni singolo allevatore di ovini, anche il più piccolo pastore sardo, può registrarsi come fornitore e fare così da sponda al circuito che alimenta la tracciabilità di ogni fornitura quotidiana. Un’operazione per nulla scontata e di grande utilità soprattutto per i produttori dei pregiati formaggi sardo e romano che ad ogni stagione possono dare vita a turnover equivalente ad almeno un migliaio di fornitori».

A essere gestiti attraverso il portale raggiungibile attraverso https://pecorino.ineq.it sono attualmente circa 12 mila allevamenti di pecore. «Un singolo caseificio – prosegue Ciani – può avere anche 1.500 fornitori diversi per un’attività, quella della raccolta del latte che, per il Pecorino Romano – che risulta essere il formaggio che ha registrato la migliore performance di esportazione nel 2014 (Qualivita) - si concentra tra novembre e giugno ovvero nel periodo che coincide con la maggiore produzione di latte». Il fatto di poter disporre di un portale gestito dall’Istituto di controllo e di certificazione dell’origine e della qualità, semplifica di molto la vita dei produttori che, con un semplice “clic” effettuato dalla propria sede, possono gestire tutte le operazioni necessarie, previste dal piano di controllo approvato dal ministero, dal conferimento ed all’impiego del latte alla verifica del processo di lavorazione e della stagionatura, acquisendo in questo modo anche il “consenso informato” del singolo allevatore e, ad esempio, anche una preliminare conferma ufficiale circa il rispetto (o meno) della durata delle fasi regolamentate.

Quanto all’attività di controllo qualità e di certificazione da parte di Ineq per questi specifici prodotti essa si concentra in decine di laboratori ubicati in tutta la Sardegna, nell’alto Lazio e nella provincia di Grosseto. Ineq infatti, oltre alla sede amministrativa e operativa principale di San Daniele, dispone di diversi uffici distaccati lungo tutto lo stivale che gli permettono di effettuare i controlli necessari per le certificazioni Dop o Igp in tutta l’Italia centro-settentrionale e in Sardegna per un’attività che si sviluppa da circa 16 anni: Ineq fonda storicamente la sua mission a supporto delle esigenze certificative del Prosciutto di San Daniele e via via degli altri prosciutti stagionati e salumi che traggono origine dalla filiera suinicola nazionale. Nel corso degli anni la lista dei prodotti certificati dall’istituto sandanielese si è fatta sempre più corposa: attualmente è costituita da prodotti carnei freschi e stagionati, come prosciutti, speck, salami e salumi cotti, da prodotti lattiero-caseari e da prodotti vegetali freschi e trasformati. Non ultimo in ordine di importanza, Ineq effettua anche il controllo della classificazione delle carcasse suine su specifico mandato ministeriale.

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