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L'immagine apparsa su Instagam in merito al nostro articolo

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Droga dentro la scuola, l'indignazione degli studenti del Sello contro la nostra intervista

Riceviamo e pubblichiamo alcuni dei messaggi inviati da chi frequenta o frequentava il liceo artistico udinese. Prima, però, una doverosa premessa

Alice Bros è morta a causa del consumo di sostanze stupefacenti. Come mai era finita in quel vortice? Dove prendeva i soldi? Dove si riforniva? Era possibile fare qualcosa? Era possibile intervenire? Queste e tante altre domande sono sicuramente frullate nelle scorse settimane nella testa di tutti noi (compagni di scuola, genitori, investigatori, giornalisti).

Alice frequentava il Liceo Sello ed proprio per questo motivo che la nostra redazione è voluta partire da là per indagare sull'abuso di droga fra i minorenni (elemento - purtroppo  - confermato dai fatti). Ecco perchè abbiamo voluto intervistare un coetaneo di Alice e non il preside, un docente, un genitore o qualche studente più grande che quelle dinamiche le evita o ha la fortuna di non conoscerle affatto. Abbiamo voluto addentrarci nel mondo di quella fascia di età per investigare sulle dinamiche che un sedicenne può osservare (e raccontare) in prima persona. Ribadiamo, nessuno vuole infangare il buon nome di un istituto o generalizzare, ma minimizzare la nostra intervista non crediamo sia uno strumento per affrontare la lotta contro l'uso di stupefacenti.

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Qui di seguito alcuni dei messaggi indignati che abbiamo ricevuto nelle scorse ore. Molti sono presenti sulle "storie" del profilo Instagram del Sello.

Messaggio di Fabio S.

La rappresentante della scuola sta andando in giro da giorni per i telegiornali a parlare della sua scuola e appena arriva il primo studente che ha qualsiasi cosa da dire la prima cosa che si fa è caricare la notizia? Chiedere a persone informate no ma ad uno studente di 16 anni che si sente grande a far passare la sua scuola per quella in cui gira più droga di? Andate a parlare con Alessia Miconi prima di dare fiato a chiunque.

Messaggio di Silvia B.

Salve, vi scrivo riguardo all’intervista al ragazzino al Sello e spero davvero che non stiate cercando di fare del semplice sensazionalismo e che siate davvero interessanti nell’ascoltare anche l’altra campana. In questo caso vi suggerisco di fare un giro sulle storie del profilo Instagram @caro.sello, gestito dai rappresentanti d’istituto della scuola, e leggere cos’hanno da dire decine di studenti ed ex studenti.

Lettera di Bianca F.

Buongiorno, scrivo in merito ai due articoli pubblicati che fanno riferimento al Liceo Artistico Sello e alle dichiarazioni fatte su di esso da un ragazzo.
Vorrei esprimere tutta la mia indignazione e portare alla vostra attenzione i numerosi messaggi di supporto contro queste dichiarazioni pubblicati sulla pagina instagram (caro.sello) da studenti ed ex studenti riguardo la questione. Non è ammissibile che la voce di un’unica persona contro quella di centinaia se non migliaia meriti questa visibilità soprattutto alla luce del fatto che sono dichiarazioni assolutamente false.Sono un'orgogliosa ex studentessa del Liceo Artistico Sello è dico NO a queste ingiurie! La droga non è un problema della nostra scuola, ma un problema della nostra società.

  • Invece di infangare il nome di una scuola per il semplice fatto che per anni è stata vittima di stereotipi, iniziamo a tener conto del grande valore che ha avuto se non per tutti, per la stra grande maggioranza degli studenti che l'hanno frequentata. Il Sello infatti non è solo una scuola, è una grande famiglia, una vera palestra di vita, una scuola che offre opportunità concrete ai suoi studenti e ai suoi professori, e io lo posso confermare in prima persona. Non potrò mai pentirmi di aver frequentato questo istituto, qui ho trovato il VERO ideale di scuola, professori illuminati e motivati pronti ad aiutarti non solo in ambito scolastico. Al Sello ho trovato la mia strada e ho plasmato la vera me, una me di cui sono fiera e orgogliosa che non credo avrei potuto trovare seguendo altre strade.Il Sello non è una bettola di drogati, non permetto più che si dica questo.
  • Come in ogni “grande famiglia” possono esserci dei tristi o meglio, drammatici episodi ma da questi dovremmo imparare per migliorare ancora di più e far si che non si ripetano più, ad esempio attraverso il sostegno psicologico che offre gratuitamente la scuola.
  • Il problema non è la scuola, ma i ragazzi che non danno una possibilità ad essa di renderli persone migliori o di valorizzarli nella giusta maniera.
  • Non sarà mai colpa del Sello se uno studente fa uso di certe sostanze, ma unicamente dello studente stesso, il Sello anzi scoraggia comportamenti simili promuovendo e valorizzando le qualità di ogni singolo studente.
  • Dico NO perciò, non alimentiamo questi stereotipi infondati fermi a decine di anni fa (se non addirittura a secoli fa).
  • Dico SI invece a una scuola nuova e innovativa come il Sello che si preoccupa dei suoi studenti e del loro futuro, una scuola che non ha mai mancato di distinguersi positivamente dalla massa.

A sostengo di ciò voglio anche ricordare che sono stati pubblicati numerosi articoli su “Il Friuli” in merito alle iniziative del Sello e che la suddetta scuola non ha mancato più e più volte di farsi notare positivamente (tanto per citare alcuni eventi/concorsi Maravee, Questa volta metti in scena di opera-viva, la biennale dei licei, arte per la pace in Bosnia, l’impegno degli studenti durante il terremoto degli anni 70 di cui è stata fatta una mostra negli ultimi anni e molti altri). 
Se ciò ancora non bastasse a far si che sia pubblicata una rettifica che scoraggi quanto in precedenza dichiarato invito nuovamente a leggere quanto scritto da ex studenti e non.
Saluti.

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