Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Dipendente pubblico che si fingeva ingegnere si dava malato per andare alle partite

La Guardia di Finanza di Pordenone ha denunciato il presidente pro tempore di un'associazione sportiva dilettantistica per truffa ai danni dello Stato e peculato

Dipendente pubblico, falso ingegnere e responsabile di un'associazione sportiva dilettantistica, indagato per truffa a danno dello Stato e peculato. Nel corso degli accertamenti della guardia di Finanza è emerso che il soggetto, in più occasioni, pur risultando "in servizio" presso l'Ente pubblico di appartenenza o assente dal lavoro per malattia, partecipava a manifestazioni e incontri pubblici in rappresentanza dell'associazione sportiva della quale rivestiva anche la carica di presidente, oppure svolgeva attività extra-professionali.

Altra indagine

Un altro soggetto risulta indagato, in concorso, anche per il reato di peculato, poiché il funzionario, grazie al suo status gerarchico all'interno della propria amministrazione pubblica, impartiva disposizioni a un suo dipendente affinché, in orario di servizio e utilizzando un mezzo dello stesso Ente di appartenenza, svolgesse un servizio "privato" nell'interesse del suo superiore.

Inoltre, nel corso delle indagini si è scoperto come il funzionario indagato utilizzava indebitamente, sia in contesti privati che istituzionali, il titolo di ingegnere pur avendo ultimato esclusivamente un percorso triennale di laurea e, conseguentemente, non avendo neanche l'iscrizione all'albo degli ingegneri

Sotto tale veste risultava aver condotto o proposto attività professionali presso diversi soggetti ed Enti pubblici, tra i quali la Regione Friuli Venezia Giulia, l'Azienda Ospedaliera di Udine e Comuni della Provincia. Il pubblico funzionario risulta ora indagato dalla Procura della Repubblica di Pordenone per i reati di tuffa aggravata e peculato, mentre per l'usurpazione di titoli, ipotesi di reato depenalizzata nel 1999 a seguito della riforma del sistema sanzionatorio, è stato sanzionato amministrativamente dalla Prefettura di Pordenone. La Procura della Repubblica di Pordenone, inoltre, ha disposto l'archiviazione di altre analoghe condotte emerse, sempre con false certificazioni di "presenza in servizio", per le quali erano, però, maturati i termini di prescrizione. Sono in corso approfondimenti della Corte dei Conti, per meglio valutare i profili di danno erariale. 

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