Sindacati: «Subito una cabina di regia per gestire la fase tre»

All'incontro di oggi con l'assessore Rosolen, Cgil-Cisl-Uil Fvg hanno chiesto garanzie su liquidità dei lavoratori, conciliazione, risorse sulla prevenzione e riapertura scuole

Immagine d'archivio

Una cabina di regia per governare le complessità della Fase tre. Questa la richiesta prioritaria che durante la mattina di oggi, 18 maggio, i sindacati Cgil-Cisl-Uil Fvg hanno chiesto all'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen.

Le priorità

Durante l'incontro tra le sigle e all'assessore, sono stati quattro i temi di discussione analizzati e che corrispondono ad altrettante priorità da affrontare nella gestione dell'emergenza. Prima fra tutti, il problema della liquidità dei lavoratori, che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie friulane. “E’ chiaro – spiegano per Cgil, Cisl e Uil, Villiam Pezzetta, Alberto Monticco e Giacinto Menis – che l’anticipazione immediata del 40% previsto nel nuovo decreto Conte non va a risolvere le difficoltà di tutti quei lavoratori che stanno ancora attendendo, da oltre due mesi, ovvero per le nove settimane già trascorse, il pagamento della cassa integrazione: per questo è urgente che la Regione verifichi in tempi brevissimi, come da impegno preso oggi dall’assessore Rosolen, la possibilità di creare a livello regionale un fondo ad hoc, attivando il Fondo rotazione imprese”. “In questo modo – commentano i sindacalisti – si potrebbe dare un aiuto concreto ai lavoratori, superando l’inefficienza dell’attuale sistema dei protocolli bancari che continuano a non funzionare per quel vizio strutturale di considerare l’anticipazione come una pratica di prestito assoggettata a un iter assolutamente farraginoso”.

Vita-lavoro

Oltre alla necessità di dotare di strumenti e risorse i rappresentanti dei lavoratori dedicati alla sicurezza, altro punto di discussione è stato quello della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. "Bene – per Cgil, Cisl, Uil Fvg – la proposta dell’assessore di intervenire con una apposita legge sulla famiglia, che preveda, non solo un capitolo specifico dedicato alla conciliazione, ma anche risorse adeguate per garantire alle famiglie l’utilizzo di servizi individuali, come, ad esempio, quello di baby sitting, ma anche la possibilità di usufruire dal prossimo 3 giugno dei centri estivi, compresi, in via sperimentale e differentemente dal livello nazionale, anche quelli per bambini dagli 0 ai 3 anni. Un percorso, assieme alla ipotizzata revisione della legge 18 del “buon lavoro”, che non potrà prescindere anche da una fattiva concertazione con Cgil, Cisl e Uil".

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Cabina di regia unica

“Si tratta – commentano Pezzetta, Monticco e Menis – di strumenti ed interventi condivisibili, purché tutte le azioni previste confluiscano all’interno di un’unica cabina di regia, indispensabile per affrontare la Fase 3 e soprattutto i prossimi mesi, con la riapertura delle scuole che comporterà una gestione assolutamente complessa e che interesserà, tra le altre cose, i trasporti, l’organizzazione delle famiglie, la conciliazione. Questo significa che non possiamo perdere tempo prezioso e che sin da ora dobbiamo lavorare alla codifica di un percorso efficace e funzionale alle sfide che ci attendono”.

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