«Non siete una ricreazione di cui si può fare a meno»: la Regione a palestre e centri fitness

Ieri si è svolto un incontro tra una delegazione di titolari di palestre e istruttori fitness e il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin per discutere della situazione

Ieri pomeriggio, venerdì 23 ottobre, si sono incontrati i rappresentanti di centri fitness e palestre con il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin. "Accolgo le vostre istanze e le condivido pienamente. L'attività sportiva è fondamentale nella vita quotidiana di ognuno di noi sotto gli aspetti fisico, sociale, psicologico e, soprattutto, a livello di prevenzione", ha dichiarato Zanin alla delegazione che chiede un'apertura di dialogo sulle problematiche del comparto in seguito all'emergenza da Covid-19

La volontà di non chiudere

"Trasferiremo le vostre istanze al governatore Massimiliano Fedriga - ha aggiunto Zanin - nella convinzione di non volere chiudere nessuna realtà e di volere favorire tutte quelle attività che si possono svolgere in sicurezza. Tuttavia, servono protocolli chiari ai quali possiate adeguarvi, controlli meticolosi e non punitivi al fine di soddisfare tutti i requisiti. Noi siamo pronti anche per dare il via un'azione di sensibilizzazione per comunicare a tutti che le palestre non sono solo sicure, ma anche necessarie".

Palestre e centri fitness considerati luoghi sicuri

Le richieste

"Rappresentiamo circa 130 palestre della regione che - ha spiegato Federica Pisu, rappresentante del gruppo ristretto - operano da mesi con impegno in ossequio a tutte le linee guida. Chiediamo un supporto per promuovere l'attività fisica come aiuto per il benessere sociale, psicologico e fisico, ma anche per dare voce a una categoria che, nell'ultima settimana, è stata discriminata e indicata ingiustamente tra gli evasori dei protocolli. Durante il lockdown - ha ricordato - abbiamo ricoperto un ruolo importante per molte persone anche on line, ma le nuove restrizioni o addirittura una chiusura provocherebbero danni economici irreversibili. Veniamo definiti una categoria non essenziale, ma non è così. Chiediamo linee guida precise e controlli non punitivi, ma utili per adeguarsi alle regole".

Alan Saitta, coordinatore della rappresentanza, ha ricordato che "in Italia il 33% della popolazione dichiara di svolgere almeno un'attività sportiva. Nei tre mesi di lockdown è andato perso un miliardo di euro il cui peso ricade sui piccoli imprenditori, il 56% dei quali a livello famigliare. La mascherina sotto sforzo accentua varie problematiche e, durante le chiusure, abbiamo notato un incremento di sintomatologie per diabetici, ipotesi e obesi che, non facendo attività, manifestano problemi seri e finiscono per gravare sul sistema sanitario".

Francesco Callegari, impegnato soprattutto con giovani tra i 4 e i 19 anni, ricorda che "senza di noi finirebbero per riversarsi tutti nei centri commerciali o nei parchi. La creazione di un'associazione di categoria ci permetterà di trovare dei consulenti e di lavorare tutti correttamente. Ho verificato un calo di due terzi dei fruitori e molti hanno paura, ma il danno economico riguarda anche i centri medici sportivi perché nessuno li contatta più per i certificati".

Alex Modotti ha invece evidenziato il problema legato "agli anziani, molti dei quali risolvono varie problematiche grazie all'attività motoria e sportiva. Una popolazione chi si allena è una popolazione forte". La collega Anna Potenzon, invece, si ritiene "fortunata ad avere riaperto i battenti dopo il lockdown, ma una chiusura bis ci metterebbe definitivamente in ginocchio. I miei centri sono frequentati da circa 1.300 donne che tornano sempre a casa serene. Persino i tecnici protagonisti dei controlli ci hanno fatto i complimenti, trovando una situazione impeccabile".

La risposta

"Comprendo le difficoltà che vive questo comparto e credo - ha commentato ancora Zanin - che a molti siano sfuggite a causa di un atteggiamento semplicistico. Le vostre attività non sono state trattate come le altre e non è stato tenuto conto di tanti aspetti, come la propedeuticità al benessere complessivo. Un fisico sano risponde alle malattie meglio di uno debilitato e voi potreste costituire una parte integrante della soluzione contro il Covid-19". "L'errore - ha sottolineato il presidente dell'Aula - è considerarvi una ricreazione di cui si può fare a meno. Noi siamo pronti a difendervi davanti al Governo e valuteremo anche eventuali possibilità per farvi ripartire attraverso supporti concreti, come già fatto per le palestre scolastiche attraverso i contributi per la sanificazione".

"Il recente dpcm - ha concluso Zanin - ha creato allarmismo e confusione, sottovalutando la funzione importante che svolgete. Manca uno studio serio sul tema e una valutazione concreta delle condizioni. La questione non è l'appesantimento dei protocolli, ma capire se vengono rispettati o meno. Sono solidale con voi e anche il governatore Fedriga, molto attento sulla questione, condivide il nostro approccio che ha già fatto notare al Governo".

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