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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Discutere del presente e del futuro di Udine, successo per l'incontro organizzato da patto per l'Autonomia

"Chi rivendica per Udine il ruolo di capitale del Friuli, deve farlo sulla base di idee e progettualità". Così il consigliere regionale del Patto per l'Autonomia Massimo Moretuzzo durante l'incontro di venerdì sera

Discutere del presente e del domani di Udine, di autogoverno e partecipazione.

Era questo l'obiettivo dell'incontro di venerdì 19 novembre 2021 dal titolo “Cosa succede in città?”, organizzato dal Patto per l’Autonomia, e che ha registrato una grande partecipazione.

Durante l'incontro, moderato dalla giornalista Giacomina Pellizzari si sono confrontati  Riccardo Laterza, consigliere comunale di Adesso Trieste nel capoluogo giuliano; Giorgia Kakovic, consigliera circoscrizionale di Adesso Trieste; Ivano Marchiol, coordinatore di Spazio Udine; Massimo Moretuzzo, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia; Federico Pirone, consigliere del Comune di Udine di Progetto Innovare.

Segno che, da parte delle comunità, c’è la necessità di partecipazione e di dialogo. Il Patto per l’Autonomia ha intercettato questa necessità offrendo uno spazio di dibattito e di confronto civico che ha posto l’accento sul ruolo, attuale e futuro, di Udine. Una città che «ha bisogno di rinnovamento e riprogettazione», ha sottolineato Chiara Targhetta della Comunità di Udine del Patto per l’Autonomia, introducendo l’incontro. Una città che sta perdendo un’occasione storica, quella offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, perché mancano idee, progettualità.

Il confronto

"Come è possibile che mentre Trieste riesce a farsi finanziare persino un’opera inutile se non dannosa come l’ovovia dal porto al Carso per quasi 50 milioni, a Udine si debba ricorrere al mecenatismo di imprese private per sistemare un’area come quella dell’ex Dormisch? Non sappiamo se l’esclusione di Udine, e del Friuli, dai fondi del Pnrr sia una scelta deliberata della Giunta regionale o dipenda dall’immobilismo di chi governa Udine, ma è evidente che manca una visione di città e, dunque, degli investimenti necessari per il suo futuro e per impostare un rapporto con il territorio – ha detto Moretuzzo –. Basta con l’autoreferenzialità e con lo slogan, ormai vuoto, di Udine capitale del Friuli. Basta usare il tema della lingua e dell’identità in una logica di contrapposizione contro il nemico di turno, sia esso Trieste o gli stranieri. Chi rivendica per Udine il ruolo di capitale del Friuli, deve farlo sulla base di idee, progettualità, sulla capacità di intessere relazioni. Ripensiamo al ruolo di Udine come capitale dell’innovazione finalmente capace di giocare la partita di attrarre nuovi investimenti per la zona industriale; capitale dell’economia solidale a sostegno di tutte quelle cittadine e quei cittadini che promuovono filiere locali e servizi di prossimità; capitale della sostenibilità con il ripensamento della mobilità in città più a misura di uomo e meno delle macchine". Un aspetto, quello della sostenibilità, evidenziato per la sua importanza anche da Marchiol nell’illustrare l’impegno di Spazio Udine nel dar vita a un progetto di città chiaro, che ha coinvolto la cittadinanza, parte attiva nelle decisioni assunte.

Un percorso civico partecipato può dare risposte concrete alle reali necessità delle cittadine e dei cittadini, può restituire a Udine centralità e attrattività. E allora l’esempio di Adesso Trieste – che ha registrato un’ottima affermazione alle ultime elezioni comunali nel capoluogo giuliano – può essere importante anche per Udine. «Il nostro progetto – hanno spiegato Kakovic e Laterza – è stato quello di fare politica per le persone e con le persone, puntando sul municipalismo inteso come coinvolgimento, come modo per occuparsi dei problemi e dei bisogni quotidiani della comunità: l’unico approccio possibile, che poi è quello che ci chiede anche l’Europa».

Il Patto per l’Autonomia, ha concluso Moretuzzo, «è a disposizione di chi vuole impegnarsi su questi temi e si mette in gioco in prima persona per intraprendere un percorso che speriamo più largo e partecipato possibile». Un appello raccolto da Pirone che, nell’evidenziare come i partiti abbiano perso molta forza, auspica l’avvento di laboratori politici in grado di connettere esperienze civiche di vario tipo, aperte al cambiamento.

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