Archiviato il caso della morte di Elisa Valent: «Non ci sono indizi»

Il giudice del tribunale catalano di Amposta ha deciso così in relazione alla posizione dell'autista del bus, accusato di 13 omicidi

Elisa Valent

Il tribunale di Amposta, cittadina catalana nella provincia di Tarragona, ha archiviato la causa contro l’autista dell’autobus che nella prima mattina del 20 marzo 2016 ebbe un incidente all’altezza di Freginals, nel quale morirono 13 studentesse esarmus tra cui la venzonese Elisa Valent. Con lei le altre italiane Valentina Gallo, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi, Elisa Scarascia Mugnozza, Serena Saracino e Francesca Bonello.

I capi d’imputazione

Il magistrato ha stabilito che non ci sono indizi per accusare l’autista, sotto processo per 13 casi di omicidio colposo e 42 di lesioni colpose. 

Il precedente

Già lo scorso mese di novembre la causa venne archiviata una prima volta, senza che l'autista fosse stato interrogato. La decisione aveva provocato reazioni indignate da parte delle famiglie delle vittime, che avevano chiesto e ottenuto una riapertura dell'inchiesta, affidata a un altro togato. 

L’interrogatorio

Il nuovo giudice è giunto alle stesse conclusioni, dopo avere interrogato l'autista, il 62enne Santiago Rodriguez Jimenez. L'uomo ha dichiarato che aveva riposato in maniera sufficiente durante la breve sosta a Valencia, che non si era addormentato al volante e che era in condizioni idonee per procedere alla guida del mezzo. Inoltre ha sostenuto che a causare l'incidente sarebbe stata la pioggia.

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