Incidenti stradali

Cantiere della A4, "incidenti in calo, la gran parte sono di lieve entità"

Lo ha dichiarato a Pordenone Davide Sartelli, direttore esercizio di Autovie Venete, durante il convegno "Uniti per la sicurezza stradale"

Gli incidenti in A4, nel tratto cantierato da Portoguaro a Palmanova sono in calo. Il dato è stato diffuso nel convegno “Uniti per la sicurezza stradale”, organizzato da BM Sport&Drive di Massimiliano Bertocci in collaborazione con Unindustria di Pordenone.

I numeri

Sono stati 226 gli incidenti che si sono verificati nel 2018, in leggero calo rispetto al 2017 quando i sinistri erano stati 232, e in linea con quelli verificatisi nel 2015 e nel 2016 quando non erano ancora stati avviati i lavori per la terza corsia. “La gran parte, oggi, sono di lieve entità – ha affermato Davide Sartelli, direttore esercizio di Autovie Venete – perché i veicoli viaggiano a una velocità ridotta (il limite è di 80 chilometri orari nel cantiere, 60 all’altezza dei flessi)”. Le chiusure del tratto - imposte per la mancanza della corsia di emergenza e definite dai protocolli firmati con le prefetture - sono state 37 in due anni per totali 88 ore.

Le chiusure

Maggiore è stato il numero delle chiusure per la manutenzione della rete autostradale (56). Sono dodici gli autovelox posizionati, 107 i cartelli installati per indicare i percorsi alternativi in caso di chiusura del tratto autostradale e 51 (uno ogni chilometro e mezzo) gli accessi aperti per consentire l’intervento dei mezzi di emergenza. “Le progettazioni stradali, così anche per la terza corsia della A4 - ha sottolineato Paolo Perco direttore dell’area appalti, lavori, forniture e servizi di Autovie Venete - devono garantire all’utente massima sicurezza e vanno realizzate in modo tale da ridurre il più possibile tutti gli elementi di rischio. Fondamentale il ruolo della segnaletica, che non deve essere eccessiva per non distrarre, ma nemmeno carente, soprattutto in prossimità dei cantieri." 

Il tavolo

Perco ha condiviso e rilanciato la proposta formulata da Vittorio Bozzetto dell’ordine degli ingegneri di costituire “un tavolo istituzionale di coordinamento tra committente dell’opera, coordinatore dei lavori, progettista e geologo, per far fronte in modo sinergico alle difficoltà interpretative che le tante modifiche apportate da un susseguirsi di decreti in materia creano a chi si trova a lavorare sul campo”


 
 

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