Incendio in Alto Friuli: la pioggia ha restituito fiducia

Non è bastata a fermare le fiamme la quantità d'acqua che si è riversata ieri sulle zone colpite dal disastro, ma ha permesso di effettuare operazioni che prima sarebbero state difficili e rianimato tutte le persone coinvolte nelle opere di spegnimento

La pioggia non è bastata ad arginare definitivamente il "mostro" che dallo scorso 24 luglio sta devastando i boschi dell'Alto Friuli, ma almeno ne ha arrestato in parte l'avanzata inesorabile. Sulla Val Raccolana non c'è più il fumo che avvolgeva da giorni la zona e le squadre di effettivi e volontari impegnate sul territorio riprendono fiducia e riescono finalmente a tirare un sospiro di sollievo.

Il bilancio resta comunque grave e il livello di attenzione non cala, vista la possibilità che col vento previsto per oggi si riattivino alcuni focolai. Le stime parlano di oltre 1000 ettari interessati dalle fiamme, il più grande incendio mai verificatosi in territorio italiano.

Ieri attivi anche i 40 volontari carinziani, arrivati sul posto con quattro autobotti, i camion cisterna e una base logistica autosufficiente. Hanno scavato un vallo a ridosso del bosco che servirà, in caso di attacco delle fiamme, a evitare il propagarsi dell’incendio. Sul Montasio ieri i getti d’acqua sono proseguiti incessantemente per circa 12 ore, a difesa dei pascoli e delle storiche malghe.

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