Taglio del nastro per i nuovi gruppi appartamento di Progetto Autismo FVG

L'inaugurazione segna l'avvio di un impegno sinergico tra mondo delle associazioni ed istituzioni per supportare le famiglie che vivono la difficile situazione di un familiare malato di autismo, una patologia che oggi colpisce un nuovo nato ogni sessanta

L'inaugurazione

"Qui siamo di fronte a una "buona pratica", a un esempio concreto di quel principio di sussidiarietà che deve essere il fondamento per una convivenza civile per trovare tutti insieme soluzioni a problemi complicati come quelli affrontati e vissuti in questa struttura".

Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, intervenuto alla inaugurazione, a Feletto Umberto di Tavagnacco (UD), dei nuovi gruppi appartamento creati all'interno del Centro diurno di "Home Special Home" che ProgettoAutismo FVG onlus ha realizzato con il contributo economico della Regione e di numerosi sponsor e partner privati, ha portato il saluto della Comunità regionale sottolineando il valore e la forza di una iniziativa nata dalle famiglie, frutto di un percorso difficile e faticoso per cercare insieme di risolvere problemi troppo grandi per essere affrontati singolarmente.

"Insieme - ha evidenziato Zanin - hanno saputo trovare alleanze, superare resistenze e burocrazie, coinvolgendo altre associazioni impegnate nella disabilità e molti imprenditori e amministratori, facendo così in modo che un mondo di attori si mettesse al loro fianco per portare ciascuno un contributo per la soluzione di un grande problema".

I dati 

E se gli ultimi dati, ricordati dalla presidente di Progetto AutismoFVG onlus, Elena Bulfone, dicono che questa condizione di disabilità registra un trend in crescita in tutto il mondo occidentale con una media di un caso ogni 60 nati, quando vent'anni fa era di uno su diecimila, la strada per affrontare la fatica e la sofferenza di tante famiglie - per Zanin - è quello di porre come obiettivo l'affermazione di un modello di successo che non punti alla ricerca edonistica della perfezione, ma sia in grado di coinvolgere anche gli ultimi, perché - ha insistito il presidente - la società non può essere quella dei pochissimi fortunati, bensì dev'essere quella della comunità dove ci si
ritrova a crescere tutti insieme.

Il vicegovernatore Riccardi

"Questo - ha sottolineato Riccardi - è il modello di un approccio virtuoso al problema, attraverso il quale il progetto di vita va oltre all'aspetto sanitario. Prendendo ad esempio quanto costruito in questa struttura - ha spiegato ancora il vicegovernatore - alla base del cambiamento che vogliamo realizzare non è realistico ritenere che il servizio pubblico possa sostituirsi in ciò che sta facendo il mondo dell'associazionismo legato alle famiglie". "La parte pubblica - ha proseguito Riccardi - deve trarre insegnamento dall'esperienza del volontariato, le cui competenze, unite a un approccio umano al problema, intendiamo mettere al centro del nuovo corso che stiamo per avviare con l'obiettivo di modellare i servizi e le organizzazioni alle reali esigenze delle persone".

Dopo aver ringraziato l'associazione Progetto Autismo Fvg per il risultato conseguito, rivolgendosi al sottosegretario a Famiglia e Disabilità, Vincenzo Zoccano, presente anch'egli alla cerimonia, Riccardi ha ribadito la volontà di raccogliere la sfida dell'avvio di una vero e proprio "cambiamento culturale" sul tema della disabilità che veda Governo e istituzioni locali lavorare insieme per sostituire il concetto di "presa in carico" con quello dell'inclusione sociale delle persone.

Un'altra battaglia

Il contrassegno di parcheggio per disabili deve essere rilasciato anche alle persone con disturbi dello spettro autistico. È questa la nuova "battaglia di civiltà" che alcuni consiglieri regionali hanno intrapreso nelle aule del Consiglio attraverso la presentazione di una mozione a sostegno della proposta.

Proponente e primo firmatario dell'atto è stata Simona Liguori, rappresentante dei Cittadini e medico da sempre attento alle esigenze dei portatori di handicap e, più in generale, delle persone in difficoltà.

"Il deficit sensibile della capacità deambulatoria per il quale viene rilasciato il contrassegno - ha spiegato Liguori - deve essere riferito non soltanto alle infermità a carico degli arti inferiori, ma anche a tutte le patologie acute o croniche che influiscono sulla motricità dell'individuo. Coloro che sono affetti da una patologia agli arti superiori o da disabilità psichica hanno spesso precluse l'autonoma e la completa mobilità e, dunque, vanno ricomprese tra le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta". 

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