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Il momento della benedizione della nuova variante di Dignano

Il momento della benedizione della nuova variante di Dignano

Inaugurata la variante di Dignano, attesa da anni e conclusa tra le proteste

Un'opera costata 22 milioni di euro e che sgraverà il centro del paese dall'attraversamento dei mezzi pesanti. Alla cerimonia assenti alcuni membri del Consiglio regionale che non sono stati invitati

È stata inaugurata oggi pomeriggio la tanto attesa variante di Dignano, alla presenza del governatore della Regione Fvg Massimiliano Fedriga e degli assessori Riccardo Riccardi e Graziano Pizzimenti. L'opera è costata 22 milioni di euro e consentirà di evitare l'attraversamento del centro abitato di Dignano, soprattutto ai mezzi pesanti. La bretella di 1 km e 200 metri, di cui 500 percorsi in galleria, collega la strada regionale 464 di Spilimbergo alla strada 463 del Tagliamento.

Nei giorni scorsi si erano fatti sentire gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale che, tramite le parole di Ilaria Dal Zovo, avevano espresso le loro perplessità

"E così anche la variante di Dignano vede la luce. Sabato brinderanno e taglieranno nastri: noi non ci saremo e ringraziamo le amministrazioni per non averci invitato all'inaugurazione di un'opera che affronta un problema reale nella maniera sbagliata".

La capogruppo del MoVimento 5 Stelle Dal Zovo aggiunge poi che "a nulla sono valsi gli appelli e le richieste di sottoporre l'opera a valutazione di impatto ambientale (Via), dopo lo studio effettuato da esperti". La valutazione era stata richiesta per vedere le interferenze che l'opera poteva avere sul fiume Tagliamento e verificare che non ci fossero alternative possibili nella triaiettoria.

"E avevamo chiesto di ascoltare le famiglie che abitano vicino all'opera, preoccupate per le loro case e la loro tranquillità. Questi cittadini negli ultimi mesi hanno subito di tutto: rumori e vibrazioni quando venivano inserite le colonne, danni alla casa, ricorso all'ospedale o ai medicinali per la paura e l'ansia. Ci sono stati periodi in cui hanno vissuto e dormito in roulotte, pur di non sentir tremare la loro casa sotto
i pied
i".

La protesta di alcune famiglie è andata avanti per molto tempo: tra queste la battaglia di Franca Pradetto non si è mai arrestata.

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