Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Viale Venezia

Ricorso contro la rotonda di viale Venezia considerato "improponibile": ma il Comitato lotterà ancora

Il Comune esulta con la risposta del Presidente della Repubblica, il Comitato intende procedere nella battaglia per salvaguardare la via napoleonica

La storia della rotonda di viale Venezia comincia quando la società Lidl presenta una proposta progettuale di fattibilità per la ristrutturazione dell'intersezione tra viale Venezia e via Ternova e degli accessi alla struttura commerciale di proprietà. A maggio 2019, l'Amministrazione comunale di Udine approva la Bozza di Convenzione per l'accorso di realizzazione dell'incrocio in questione, stipulata nel giugno successivo. La Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia esprime in quella sede parere positivo. Dopo la determinazione senza impegno di spesa, il Comune di Udine rilascia l'autorizzazione paesaggistica. Il 28 novembre 2019 la Soprintendenza rilascia anch'essa l'autorizzazione per la realizzazione della rotatoria. 

Irregolarità nel progetto, segnalato alla Procura

Il progetto definitivo sull'incrocio viene dunque approvato nel gennaio 2020. A febbraio, il Comitato spontaneo "Salviamo gli alberi e la viabilità di Udine in viale Venezia" richiede di sottoporre la relazione sugli alberi a perizia giurata diffidando a procedere al taglio degli alberi. Il Comune assimila la richiesta ad un accesso civico generalizzato e non procede alla perizia giurata. Giurovich, Gallanda, Soriano Venaver e Rossi, i promotori del Comiato, propongono ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro l'autorizzazione della Soprintendenza a favore della Lidl. Il ricorso è stato in questi giorni dichiarato improcedibile.

Il Comune

Il Presidente della Repubblica, dando ragione al Comune di Udine, ha messo la parola fine a questa assurda battaglia portata strumentalmente avanti da alcuni cittadini contro un’opera che va a migliorare la viabilità di una delle principali arterie della nostra città”, dichiara il Sindaco Pietro Fontanini commentando il recepimento, da parte della Presidenza della Repubblica, del parere con cui il Consiglio di Stato ha ritenuto improcedibile il ricorso straordinario presentato al Capo dello Stato contro l’autorizzazione della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di una rotatoria tra viale Venezia e via Ternova da parte della LIDL ITALIA Srl. “Non solo, perché quest’opera, che è a costo zero per la cittadinanza, eliminando il semaforo da un lato rende più sicura la strada, dall’altro riduce sensibilmente l’inquinamento altrimenti prodotto dalle auto in attesa con il motore acceso”.
Non possiamo quindi che essere soddisfatti per questa decisione che dimostra una volta per tutte la correttezza della procedura adottata e pone fine al tentativo di alcuni di bloccare un’opera utile e migliorativa della viabilità cittadina”, conclude Fontanini. 

La reazione

"Ci si domanda con stupore se a Palazzo D'Aronco conoscano il significato delle parole basiche della lingua italiana e del diritto amministrativo in versione scuola primaria: la risposta alla domanda retorica sembra proprio essere un sonoro no!". Non usa mezze parole la portavoce del Comitato, Irene Giurovich, nel commentare l'interpretazione di quanto si trova scritto nella risposta al ricorso da parte del sindaco Fontanini. "La parola improcedibile che compare nella risposta del ricorso non significa affatto dare ragione al Comune! Significa semplicemente che una determinata richiesta di valutazione non può avere corso in quanto, in questo caso, la massima autorità non è la sede idonea per discutere del caso specifico delle rotonde; alla luce di ciò non si capisce proprio su quale base Fontanini esulti...". 
Il Comitato prosegue dicendo che "il Comune ha ben poco da esultare, visto che il Comitato ha in mano i pareri del Ministero (che Fontanini si è ben guardato dal chiedere), già debitamente depositati, in base ai quali si solleva la non legittimità di realizzare determinate rotonde".

"Ci si chiede - prosegue Gurovich -  se Fontanini abbia inoltrato i pareri negativi trasmessi dal Ministero delle Infrastrutture sia sulla rotonda della Lidl (primo parere di ottobre 2020) per la cui realizzazione si dovevano motivare le ragioni visto che sorge proprio in una confluenza stradale non conforme".  A quanto dice una nota del Coitato, "nel secondo parere, sempre dello stesso Ministero, consegnato negli uffici di Palazzo D'Aronco, si trova scritto che le rotatorie devono avere un'unica corsia su cui si viaggia in incolonnamento e non in affiancamento. Il progetto del Comune di Udine, invece, prevede le doppie e triple rotatorie in violazione della normativa tutt'ora vigente e riportata dallo stesso Ministero. Quest'ultimo parere, che risale a marzo 2021, confluirà nell'esposto già depositato in Procura ai tempi della prima rotatoria".

Infine, "ci domandiamo come mai la Procura stia ancora sonnecchiando alla luce sia dei milioni di euro fin qui spesi sia delle pressioni subite da alcuni cittadini affinché ritirassero i ricorsi. Queste persone sono già state sentite da parte delle forze dell'ordine". Il Comitato ricorda che viale Venezia è una strada napoleonica, con oltre 200 anni di storia e forse l'unica integra in Friuli. 

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