Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Il 25 di ogni mese lumi e fiori per Giulio Regeni

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di UdineToday

Un lume e una targa "par Giulio Regeni, orgoi dal Friûl" sono stati posti, venerdì 3 febbraio 2017, a Udine, presso la colonna forense della Giustizia, in Piazza Libertà, dalle Presidenze del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", ad un anno esatto dal ritrovamento in Egitto del corpo martoriato del probo ricercatore di Fiumicello. Un atto a siglare il presidio civico di rimembranza tenutosi nel capoluogo storico friulano nelle giornate anniversarie del lungo e tragico suplizio ovvero martirio del giovane corregionale sequestrato al Cairo il 25 gennaio 2016. Nelle intenzioni dei due sodalizi, promotori di cultura civica radicata nel territorio di quella che fu l'Europa aquileiese, detta rimembranza dovrà ripetersi - "rivendicativa ed ossessionante come le antiche Erinni mitologioche" - immancabilmente il 25 di ogni mese, in quello stesso luogo, altamente simbolico per il suo esplicito richiamo alla giustizia, come oramai, sin dall'ottobre scorso, sempre il 25, i sodalizi stessi, ogni mese, insieme ad altre associazioni ed organizzazioni della locale società civile, scrivono al Prefetto governativo reclamando una gestione degna del caso specifico da parte delle Autorità italiane. Quella colonna, eretta nel Seicento sulla pubblica piazza di Udine sotto il governo del luogotenente regionale Michele Foscarini, sarà, quindi, uno dei cuori pulsanti di quel migliore popolo friulano indisponibile ad "insabbiare" l'orrendo oltraggio ad un suo valentissimo e coraggioso figlio! L'ANNIVERSARIO "La Capitâl dal Friûl Storic no dismentee e no perdone la coparie di un fi tant valorôs de sô int!": così, nelle locandine. Tutt'altro che pronta a gettare acqua sul fuoco, a dimenticare, a minimizzare cinicamente. Tutt'altro che spenta, che rassegnata, che conciliante. Irriducibile, anzi, rispolverando in questo sue valide tradizioni storiche, la "piazza" udinese, non a caso, prima in Italia, raccoltasi di buon mattino, presso la Colonna della Giustizia ai piedi del suo Castello, mercoledì 25 gennaio 2017, aveva voluto infatti segnalarsi, anche per la sua responsabilità morale di capitale della Friulanità, nel rimembrare l'anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, valoroso e scomodo ricercatore figlio del Friuli, tuttora impunemente massacrato in Egitto. Una "piazza" costituita dalla più attiva e battagliera società civile e culturale del capoluogo storico friulano. Una "piazza" ondeggiante tra fuggenti e ammirati ricordi di chi ebbe modo di conoscere il giovane Regeni e la rivendicazione indignata e incalzante di una giustizia esemplare e vindice contro tiranni assassini e complici. Una "piazza" stretta tra vivido orrore per la barbarie subita ed orgoglio per la mitica conclamata "friulana" onestà di comportamento e d'animo del dottorando di Fiumicello, dichiarato "martire di libertà", "giovane esempio per giovani e non". DEDICHE E DELEGAZIONI Una "piazza" qualificata quella che il 25 gennaio di quest'anno aveva risposto a Udine all'appello del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" e del Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", ostinato presidio in terra friulana e nella vecchia Europa aquileiese di una memoria civica rivendicativa del tragico caso del ricercatore di Fiumicello, tanto che che nei mesi passati le due organizzazione avevano anche scritto nel merito ai sindaci delle capitali e ai rettori delle maggiori università tra Danubio e Adriatico, oltre alla Commissione Europea ed ai Capi di Stato e Governo dei ventotto Paesi dell'Unione. Missive inoltre erano state inviate ripetutamente, con qualche riscontro, anche ai vari "fogolârs" friulani nel mondo oltreché ai primi cittadini, ai consiglieri regionali e Presidenza del Friuli Venezia Giulia, contribuendo a rendere in tal modo territorialmente anche più condiviso il lutto e lo sdegno per il Caso Regeni. Una "piazza" udinese, quella del 25 gennaio scorso, condivisa anche dalle massime autorità giuridiche e morali della cittadinanza ossia dal sindaco prof. Furio Honsell e dal cameraro ossia dal presidente del rinnovato Arengo popolare, prof.ssa Renata Capria D'Aronco, chiamati ad inaugurare la giornata friulana di civico omaggio alla memoria del compianto Giulio con la collocazione in Piazza Libertà, presso la suddetta colonna forense, di una corona municipale, deposta per l'occasione dai procuratori arengari arch. Amerigo Cherici e dott.ssa Maria Luisa Ranzato. Ed ecco la dedica dell'Arengo, abbinata ad un mazzo di rose gialle, colore della mobilitazione globalmente avviata da Amnesty International, ornato con nastri bianconeri e rossi, richiamo alle bandiere da combattimento dell'antico Comune. Una dedica in latino, lingua delle radici e dell'apertura cosmopolita: "Iulii Regeni virtutem Utinensis fortitudo celebrat" ossia la tenacia, l'irriducibilità udinese - un tempo proverbiale - celebra il valore del compianto Giulio. In piazza, presenti anche i consiglieri arengari sig. Alfredo Maria Barbagallo (eletto per il quintiere di Mercatovecchio), sig.ra Jolanda Deana (eletta per il quintiere di Grazzano), sig.ra Luisa Faraci (eletta per il quintiere di Gemona), dott. Carlo Alberto Lenoci (eletto per il quintiere di Aquileia). "Justizie e vonde par Giulio Regeni, orgoi dal Friûl" aveva fatto eco poi in "marilenghe" il motto associato all'omaggio floreale gialloazzurro e nero recato dal Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", rappresentato in piazza dal suo presidente, il docente udinese prof. Alberto Travain. Poi, sibillina ma non troppo, la dedica del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", con un latino in luogo dell'inglese, inteso come lingua comune originaria della tradizione euromediterranea ed un particolare riferimento alla cultura classica: "Iulii Regeni ultoribus Aquileiensibus strenuis Furiis", voto diretto alle mitiche Furie od Erinni, in pratica, alle coscienze auspicabilmente consapevoli e ancora irriducibili di cittadini e popoli affratellati nella Mitteleuropa dai grandi valori dell'antica Aquileia, coscienze orgogliose e vendicatrici del valoroso figlio calpestato e di quanti altri ancora come lui, coscienze brandenti la pacifica eppure terribile arma della più assillante rimembranza contro la minaccia di un oblio a beneficio del peggiore Occidente, complice interessato, burattino o burattinaio dei più squallidi tiranni levantini. Il tutto ad ornare un bouquet gialloazzurro con al mezzo una rosa bianca, molteplice evocazione di ribellione civile al despotismo, e sette nastri replicanti lo slogan rivendicativo di chiara giustizia in altrettante lingue moderne dell'Europa storica aquileiese: dal friulano ("Justizie par Giulio Regeni!") all'italiano ("Giustizia per Giulio Regeni!"), allo sloveno ("Pravica za Giulija Regenija!"), al tedesco ("Gerechtigkeit für Giulio Regeni!"), al veneto ("Giustisia par Giulio Regeni!"), al croato ("Pravda za Giulija Regenija!"), sino all'ungherese ("Igazságot Giulio Regeninek!"). La delegazione del Fogolâr Civic, capitanata dallo scrittore sandanielese sig. Maurizio Di Fant nelle vesti di vicecoordinatore sociale, aveva con sé, per l'occasione, anche un picchetto d'onore, guidato dalla cittadina sig.ra Marisa Celotti, recante la celebre bandiera azzurra con l'aquila d'oro, ornata di nastri con i colori dei sette popoli un tempo uniti dalla Madre Aquileia nel cuore d'Europa, simbolo massimo ed internazionale della storia friulana, con scorta civica "spontanea" costituita dalle signore Milvia Cuttini e Gianna Zuccolo, in ideale rappresentanza del popolo regionale e locale. Presente anche il cappellano del sodalizio, il popolarissimo don Tarcisio Bordignon. E ancora "Giustizia per Giulio Regeni" firmato dal Club per l'Unesco di Udine, a siglare una composizione floreale biancoazzurra, portata da ambasceria sociale formata dalle sodali prof.ssa Paola Borsetta e dott.ssa Maria Vittoria Zangrì. A seguire, la dedicazione di un plico con componimento poetico di circostanza, autografo dono del priore della veneranda Confraternita udinese del Santissimo Crocifisso, sig. Giuseppe Capoluongo. E poi altre dediche, dalle scolaresche, da altre associazioni, da cittadini singoli: un omaggio popolare reiterato lungo il corso di tutta la giornata e nei giorni successivi... INTERVENTI E RIFLESSIONI Alle prime deposizioni erano seguiti interventi ufficiali e testimonianze. Il Sindaco di Udine, prof. Furio Honsell, aveva innanzitutto voluto ringraziare per l'iniziativa di mobilitazione il Fogolâr Civic e l'Academie dal Friûl ricordando come sul Caso Regeni il Comune abbia condiviso sin dall'inizio l'istanza di verità e giustizia prorompente dalla società civile. Il Primo Cittadino udinese aveva ricordato anche quando, nelle vesti di Magnifico Rettore dell'Ateneo friulano, personalmente si trovò a premiare il giovane Regeni, sempre distintosi per motivazione e capacità. In rappresentanza dell'Arengo cittadino, che già nell'ordinaria sua riunione annuale del 29 settembre aveva dichiarato irreparabile l'offesa arrecata senz'altro anche al capoluogo morale del Friuli dal barbaro assassinio in Egitto del bravo ricercatore di Fiumicello, la prof.ssa Renata Capria D'Aronco, presidente dell'Assemblea suddetta, segnatamente aveva voluto rimarcare l'alto valore educativo di una personalità così simbolica, per spessore e tragicità, quale quella di Giulio Regeni. Era stata poi la volta del prof. Alberto Travain, intervenuto "in marilenghe furlane" in qualità di presidente dello storico Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", ricordando come la "Capitale del Friuli", sorta quale antemurale contro i tiranni del territorio, trovi nel proprio DNA culturale, eredità morale della Madre Aquileia, un radicale principio di avversione alla tirannide ovunque nel mondo per cui esemplarmente il Caso Regeni richiama senz'altro Istituzioni e la migliore società civile di Udine alla prima linea di una battaglia di civiltà e di testimonianza innanzitutto in seno alla comunità regionale e a quelle italiana, europea e occidentale. Analoghi auspici ed orientamenti erano stati, in seguito, espressi dallo scrittore Maurizio Di Fant, in rappresentanza del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", secondo il quale obiettivo fondante da perseguire sarebbe appunto quello di una lotta senza quartiere contro tirannidi e dittature nel cui contesto la rivendicazione di verità e giustizia per Regeni suonerebbe anche come richiamo a coerenza e lealtà rivolto innanzitutto "ai nostri governanti" nell'ambito di una battaglia irrinunciabile "per Lui, per noi tutti e per le future generazioni". La prof.ssa Paola Borsetta, a nome del Club per l'Unesco di Udine, si era soffermata in particolare sulla conclamata correttezza etica del ricercatore di Fiumicello, "in piena linea con gli ideali Unesco". In quella stessa occasione, sulla piazza udinese, Giulio era stato anche ricordato dalla sua Dirigente Scolastica delle Primarie, la dott.ssa Carla Ferrari, alla guida oggi dell'Istituto Comprensivo di Pasian di Prato, che aveva decisamente rimarcato come il giovanissimo alunno già si distinguesse senz'altro tra i banchi delle "elementari" e come i valori di libertà da lui testimoniati immancabilmente debbano essere trasmessi alle generazioni formande soprattutto attraverso le scuole e i consigli comunali dei ragazzi. E proprio in seno all'Istituto scolastico ora da lei presieduto, la dott.ssa Ferrari aveva già disposto per quella mattina l'omaggio silente delle scolaresche alla memoria dello studente friulano torturato e ucciso in riva al Nilo nell'esercizio zelante delle sue funzioni di ricercatore. "Terra d'Egitto, terra di faraoni / fosti faro d'ingegno e di cultura / nei dispotici sogni dei padroni / usi a sperar di ritornare in vita / bendati in sarcofaghi nascosti / tra piramidi lorde di sudore / d'un popolo asservito al lor potere; / resti ancora una terra senza pace / chi ti governa ancor folleggia e uccide / è uso a soffocar chi si ribella / tra le nascoste trame di una guerra / mista di religione e di terrore / per soverchiar qualunque oppositore; / s'abbatta su di lor divina scure / ancora piaghe di crudel condanna / giusto castigo alla scelleratezza / e abbia pace la progenie italica / nel rifulgir di verità nascosta": toccanti, pregnanti, orgogliosi i versi scritti e declamati dal priore Capoluongo, della Confraternita del Santissimo Crocifisso, cui era seguito commosso momento di raccoglimento con il cappellano del Fogolâr Civic, don Tarcisio Bordignon, il quale prontamente aveva rimarcato come, in termini di fede e cultura, sia alla fine "la nostra radice spirituale a darci nella vita forza invincibile contro ogni male, sull'esempio di Cristo". Indirizzi di apprezzamento per l'iniziativa civica erano, inoltre, giunti dal Rettorato dell'Università degli Studi di Udine e dalla referenza regionale di Amnesty International - Italia, branca della benemerita organizzazione promotrice globale dei diritti umani. Tra i primi sodalizi aderenti alla mobilitazione, di cui si ha notizia, oltre ai succitati, è da menzionarsi certamente infine l'Accademia Città di Udine... ORE 19.41 In comunione ideale con le grandi manifestazioni promosse in tutta l'Italia da Amnesty International, in serata alle ore 19.41 del 25 gennaio scorso, ossia nell'ora in cui Giulio Regeni un anno prima, uscì per l'ultima volta da casa prima del sequestro, una delegazione del Fogolâr Civic e dell'Academie dal Friûl - formata dal presidente dei due sodalizi, prof. Alberto Travain, e dalle signore Milvia Cuttini e Mirella Valzacchi, insieme al cameraro e a un procuratore del rinnovato Arengo cittadino ovvero la prof.ssa Renata Capria D'Aronco e la dott.ssa Maria Luisa Ranzato, nonché a una delegata presidenziale del Club per l'Unesco di Udine, prof.ssa Paola Borsetta - si era recata di nuovo presso la colonna civica della Giustizia per l'accensione di un lume, simbolico diradatore delle nere tenebre calate sulla vita del valentissimo dottorando friulano: un modo senz'altro "per stringersi moralmente attorno ai suoi familiari e alla cittadinanza più irriducibile in una battaglia senza quartiere per il trionfo della giustizia su autori e complici del suo assassinio, contro tiranni amici e nemici dell'Occidente". Le due organizzazioni culturali avevano anche invitato i media friulani a diffondere un appello rivolto a tutta la popolazione affinché ai balconi e alle finestre delle case del Friuli quel giorno comparissero opportuni segni commemorativi di Giulio Regeni (lumi, bandiere listate a lutto, drappi e fiori gialli in adesione alla campagna di Amnesty International), manifestazioni spontanee del più vario e positivo orgoglio, di civiltà, umanità, patriottismo, solidarietà locale e globale, a dimostrazione di come il ricordo di quel suo valoroso figlio sia davvero punto d'onore per l'intero popolo friulano... LETTERE AL SINDACO DI FIUMICELLO E AL PREFETTO DI UDINE... In un messaggio indirizzato elettronicamente, di primo mattino, il 25 gennaio scorso, al Sindaco di Fiumicello, il prof. Alberto Travain, presidente di Fogolâr Civic e Academie dal Friûl, così scriveva, a significare vicinanza e impegno di testimonianza e rivendicazione sul territorio. "Pregatissimo, di buon mattino, oggi, la Capitale del Friuli Storico ricorderà il giovane martire di libertà figlio del suo popolo. Alle ore 9 nell'anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, valoroso e scomodo ricercatore universitario friulano impunemente massacrato in Egitto, a Udine presso la colonna forense della Giustizia in Piazza Libertà, su proposta dei sodalizi in firma, il sindaco prof. Furio Honsell e il cameraro dell'Arengo udinese prof.ssa Renata D'Aronco inaugureranno la giornata cittadina di omaggio civico alla memoria del dottorando di Fiumicello. Al deferente omaggio di Comune e Arengo, rappresentanza giuridica e morale della comunità civica udinese, seguiranno gli onori di associazionismo e popolo. Alle ore 19.41 ossia nell'ora in cui Giulio uscì per l'ultima volta dalla sua abitazione prima del sequestro, una delegazione di Fogolâr Civic e Academie dal Friûl si recherà nuovamente presso la suddetta colonna udinese per accendere 'une lum', una lucerna [si sarebbe poi optato per una lanterna, riferita al mito di Diogene], omaggio antico ad un moderno figlio delle tenaci genti aquileiesi, per ricordare il giovane ed eroico cosmopolita friulano e stringersi idealmente attorno ai suoi familiari e alla cittadinanza più irriducibile in una battaglia senza quartiere per il trionfo della giustizia. Le sottoscritte due organizzazioni avevano invitato i media friulani a diffondere un appello rivolto a tutta la popolazione affinché ai balconi e alle finestre delle case di tutto il Friuli quel giorno comparissero opportuni segni commemorativi di Giulio Regeni (lumi, bandiere listate a lutto, drappi e fiori gialli in adesione alla campagna di Amnesty International), manifestazioni spontanee di orgoglio, civiltà, umanità, patriottismo, solidarietà locale e globale. Volevamo contribuire così, nel nostro piccolo, al di là delle speranze di risultato, a far in modo che il ricordo e l'edificante celebrazione degli evidenti valori di Regeni venissero al massimo intesi localmente come punto d'onore di tutto il nostro popolo! A mezzo Suo, Signor Sindaco, dunque, anche l'ideale abbraccio dei sottoscritti due sodalizi possa arrivare stasera ai familiari del nostro Giulio: un abbraccio non formale, affettuoso eppure deferente, ammirato, che si vuole rappresentare con il cuore anche nel cuore storico di una Friulanità che, attenta al mondo, sarebbe gradito primo presidio della valorosa testimonianza di vita data dal probo ricercatore. Auspicando effettiva comprensione dei sentimenti che muovono i suddetti intenti". Ad un anno dalla tragedia Regeni, l'Arengo udinese, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl" e il Club per l'Unesco di Udine, realtà civiche significative del capoluogo del Friuli Storico, avevano rinnovato, inoltre, come da tempo avviene il 25 di ogni mese, al prefetto dott. Vittorio Zappalorto, lettere invocanti risolutive azioni a tutela della dignità del compianto studente e di tutto il suo popolo oltraggiato. Eccone i testi. ARENGO - Udine: "Signor Prefetto, nel rappresentare i voti dell'assembla civica popolare udinese detta storicamente ARENGUM o Arengo / Renc, a dodici mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni, eroico giovane ricercatore figlio del Friuli, sequestrato, torturato e ucciso in una terra d'Egitto in preda a conclamata tirannide cui accennano anche documenti dello stesso Parlamento Europeo, con la presente sono ad avanzare presso le massime Istituzioni della Repubblica Italiana la più ferma istanza di azione decisa e risolutiva, a garanzia vera della dignità della Persona e del Cittadino nonché di un popolo imperdonabilmente oltraggiato ed irriducibile a codardo silenzio. Rinnovo altresì, in allegato alla presente, copia di deliberazione assembleare in ordine al tema in oggetto, documento morale sovrano della cittadinanza udinese" (f.to Camerarius, prof.ssa Renata Capria D'Aronco). FOGOLÂR CIVIC - Udine: "Signor Prefetto, constatato che, a un anno esatto dalla scomparsa, dalla tortura e dall'assassinio in terra d'Egitto del giovane nostro ricercatore Giulio Regeni, le Autorità della Repubblica Italiana non hanno saputo riscattare l'oltraggio da lui subito e da tutti noi, suoi concittadini e corregionali in particolare, il sodalizio in firma non i termini per manifestare adeguatamente il suo sdegno più vivo . A Lei, che rappresenta quelle Autorità nel cuore del nostro amatissimo Friuli, un appello a riferire a chi di dovere che il migliore popolo di quest'antica e orgogliosa terra e dell'Italia intera non si fermerà affatto, come sostengono certi ministri, di fronte a una verità manifesta da sempre alla più comune logica e che però la Repubblica Italiana ancora ritarda ufficialmente a riconoscere, a differenza del nostro Parlamento europeo che già il 10 marzo scorso accusava espressamente il governo egiziano di tirannia. Senz'armi, sarà la memoria popolare assillante di questa tragedia e di questo fallimento - si spera provvisorio - dello stato di diritto contro la barbarie, la giustizia vindice più implacabile contro tiranni e loro subdoli complici. Si rinnova a mezzo Suo idealmente alle medesime Autorità la posizione morale assunta dalla civica assemblea dell'Arengo udinese che il 29 settembre scorso ha deliberato quanto segue. 'Anche di fronte a un potenziale inconcludente sviluppo della ricerca delle effettive responsabilità rispetto al caso in oggetto, titolare della Capitale del Friuli Storico, medaglia d'oro per la Resistenza ed erede morale della cosmopolita grande metropoli alpino-adriatica di Aquileia, la cittadinanza udinese, riunita in arengo il 29 settembre 2016 presso la prestigiosa sede universitaria locale di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, ritenendo imprescindibile interesse umanitario e comunitario la difesa della sacralità della vita dei concittadini in patria e all'estero oltreché supremo principio di civiltà la libertà e l'onestà della ricerca scientifica, irreparabilmente si dichiara offesa dall'impunito barbaro assassinio nella Repubblica Araba d'Egitto del giovane ricercatore universitario friulano Giulio Regeni da Fiumicello impegnato in fedele studio dell'odierna situazione economica, sociale e politica di quel Paese, e si appella alle patrie Istituzioni e alle forze sociali affinché in ogni sede siano in perpetuo rappresentati detti suoi sentimenti di fronte al mondo anche ricordando plurimillenari rapporti storici con la terra egizia orrendamente infranti e ricusati attraverso il peggiore oltraggio a un virgulto prezioso della gioventù della terra del Friuli' (Dichiarazione arengumutini290916.12.1.2). Con formale ossequio" (f.to Coordinatore Generale, prof. Alberto Travain). ACADEMIE DAL FRIÛL - Udine: "Signor Prefetto, nel ricordare come risultino ora trascorsi ben dodici mesi dalla scomparsa e dalla susseguente tragica fine in Egitto del giovane ricercatore Giulio Regeni da Fiumicello, nostro friulano, la presente nota, figlia d'immutato furente sdegno, valga come auspicio di trionfo prossimo della giustizia nonché di riscatto di una dignità individuale e collettiva oltraggiata irreparabilmente e invocante soluzione esemplare. Il Friuli migliore non scorderà e non perdonerà. Con formale osservanza. / Sâr Prefet, cul vê iniment che al è finît un an che al è stât strafuît e po dopo netât in Egjit chel zovin ricercjadôr, nestri furlan, di Flumisel, chel Giulio Regeni, ve culì cheste note, fie di une fote tremende che no si distude, che e sedi avôt pe vitorie prossime di une justizie e ancje di riscat di une dignitât dal singul e de comunitât folpeade cence paiâ dazi e che e clame sigûr soluzion di spieli. Il miôr dal Friûl nol dismentearà e nol perdonarà. Cun rispiet de forme" (f.to Presidente, prof. Alberto Travain). CLUB PER L'UNESCO DI UDINE - Udine: "Signor Prefetto, dodici mesi or sono in terra d'Egitto veniva rapito, seviziato e ucciso un nostro valente giovane studioso: Giulio Regeni da Fiumicello. Unitamente a tanta società civile del Friuli, d'Italia e d'Europa ma anche certamente del resto del mondo, il Club per l'UNESCO di Udine rivendica prontamente implacabile giustizia per il compianto corregionale, per la sua famiglia, per il suo popolo e la civiltà. Alle Autorità italiane, l'onere e l'onore d'imporre esemplarmente un argine a certa tirannide ultramarina. Presidieremo con friulana tenacia. Saluti distinti" (f.to Presidente, prof.ssa Renata Capria D'Aronco).

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