Chiuso l'Hotel Friuli. «Ma a Udine chi rimane aperto è quasi incosciente»

La situazione degli alberghi a Udine è disastrosa, così come nel resto della Regione e in Italia. Eppure c'è chi ha deciso di rimanere aperto nonostante i numeri impietosi

L'esterno dell'hotel Friuli, chiuso da marzo

Sono passate settimane. Anzi, mesi. Tanti, almeno cinque, da quando si è dovuto chiudere tutto e le attività rimaste operative sono state poche. Una delle più tartassate sicuramente è stata quella turistica, che se anche sta ricominciando pian pianino a riprendere piede, ha ricadute scarse sul territorio. Il turismo mordi e fuggi non fa contorno e a farne le spese sono tante categorie, tra cui quella degli albergatori. 

La crisi

A subirne gli effetti in regione sono le località turistiche per eccellenza: i mari e i monti, tanto per capirsi. Ma anche, e qui l'argomento si fa più delicato, le città. Udine è tra quelle: una città di piccole-medie dimensioni, che durante l'anno gode di alcuni momenti favorevoli per il turismo che si affida al settore alberghiero. Pensiamo ai grandi festival culturali primaverili, che sono una vera e propria boccata d'ossigeno. Ma anche l'estate, quando il turismo dei paesi vicini spinge diverse persone a soffermarsi in città. Il 2020 non ha portato nulla di tutto questo: l'online vale per i festival, ma non per le camere d'albergo. Ecco che, dunque, le strutture alberghiere cittadine stanno subendo – immerse in un silenzio assordante – la crisi economica derivata dall'emergenza sanitaria

Hotel Friuli

Tra queste c'è l'Hotel Friuli, grande albergo su viale Ledra, che appartiene alla società che gestisce anche l'hotel Astoria in piazza XX settembre. Oggetto di una riqualifica importante che lo ha rinnovato, centinaia di stanze in un edificio che dall'alto gode della vista su tutta Udine  – si affaccia praticamente sul tempio ossario –, è rimasto chiuso da marzo. Da allora, da quando cioè è stata imposta la chiusura a tutte le attività del settore, non ha più riaperto.

La decisione

«Abbiamo preso una decisione, riaprire sarebbe stato un suicidio. Chi chiama per una camera viene dirottato sull'Hotel Astoria: tenere aperte entrambe le strutture sarebbe stato impossibile». A parlarci non senza amarezza rispetto alla situazione è la titolare Stefania Mocchiutti.
«Quando è stato possibile riaprire abbiamo pensato di tenere attivo un solo albergo. Mancano gli eventi, manca il turismo: non saremmo mai riusciti a mantenere una struttura grande come quella di viale Ledra. Eppure a Udine sono aperte molte più strutture rispetto al resto d'Italia – ci spiega –. Ad esempio, a Roma è aperto appena il 10 per cento degli alberghi, mentre da noi la percentuale è molto più alta benché non ci sia per nulla giro».

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La situazione

Da marzo, dunque, sulla porta dell'albergo di viale Ledra è attaccato un foglio che doveva avere un intento beneaugurante, sullo stile degli "andrà tutto bene" che campeggiano ancora in giro per i balconi, ma che ora ha un retrogusto amaro e quasi di sconfitta.  «Riapriremo più belli di prima. A breve l'inaugurazione!», si legge. Un cartello che, fa quasi male, pensando che ogni fine settimana le strade e i bar di Udine si riempiono di avventori locali ignari che alle loro spalle gli alberghi, che fino a pochi mesi prima ospitavano ospiti nazionali e internazionali, rimangono bui e chiusi e non vedono ancora la fine di quello che ha tutti i contorni di un incubo. 

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