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Grande Guerra e cinema italiano: ecco il progetto della Cineteca del Friuli

L'iniziativa ha ottenuto il riconoscimento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: un programma di restauri per riscoprire il patrimonio archivistico

La Cineteca del Friuli, che da anni (prima delle ricorrenze centenarie) segue il rapporto tra grande guerra e cinema, con ritrovamenti, digitalizzazioni e restauri di film, il loro studio e rivalutazione critica, e presentazioni in rassegne locali, nazionali e internazionali, si è vista riconoscere dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri un progetto che coronerà e insieme rilancerà queste attività.

'Grande guerra e cinema italiano: un fronte sconosciuto' si intitola il progetto della Cineteca, uno dei 768 presentati da istituzioni e realtà culturali al bando per i progetti speciali, e che è stato accolto tra i 45 finanziabili piazzandosi in diciannovesima posizione, oltretutto come unico progetto riferito al cinema.

Il sottotitolo precisa che si tratta di un programma di restauri per una riscoperta complessiva del patrimonio archivistico e dunque gli interventi di digitalizzazione e la loro circolazione, dai festival internazionali alle scuole, saranno i tasselli di una vera e organica riscoperta di una zona fondamentale del cinema italiano.

Sull'iniziativa la Cineteca ha coinvolto alcuni preziosi partner: il maggior archivio di cinema italiano, la Cineteca Nazionale, e alcune istituzioni culturali rappresentative di tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia: l'Assessorato alla cultura del Comune di Udine, le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, il festival I mille occhi di Trieste, il Premio Amidei di Gorizia.

Nonostante i molteplici studi e le precedenti ricerche archivistiche, il rapporto tra la vicenda della grande guerra e il cinema italiano è rimasto estesamente inesplorato, a cominciare dall'opera di quel Luca Comerio che non fu solo un attento “operatore” sui campi di battaglia, ma fu capace di uno sguardo da grande cineasta sui destini storici del ventesimo secolo che trovano nella prima guerra mondiale il nucleo prolungantesi su tutto il resto. Se perciò le Giornate del Cinema Muto approfondiranno il cinema di Comerio, il festival I mille occhi si soffermerà sulle conseguenze nel dopoguerra, fino al fascismo e alla seconda guerra mondiale, di quella vicenda. La Sala Trevi della Cineteca Nazionale, il Visionario di Udine e il Premio Amidei di Gorizia svilupperanno ciascuno il progetto secondo le proprie priorità d'interesse culturale.

L'iniziativa vuole giungere a un vero e approfondito ripensamento storico del cinema italiano in relazione a un ripensamento della storia italiana in rapporto al momento della grande guerra. L'articolazione divulgativa, nelle scuole e nella società, si baserà sull'acquisizione digitale di opere che ormai solo nei grandi festival possono essere proiettate negli originali supporti in pellicola. L'intervento è reso possibile dalla presenza a Gemona dell'Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia gestito dalla Cineteca del Friuli, nel quale le condizioni ottimali di conservazione dei film in pellicola si uniscono alla presenza del macchinario più avanzato per gli interventi di digitalizzazione.

Il progetto consentirà anche un consolidamento di quella rete archivistica che la Cineteca del Friuli sta costruendo, oltre che con la Cineteca Nazionale, con tutte le cineteche italiane ed estere aderenti alla FIAF (Federazione internazionale degli archivi del film).

Il progetto è coordinato, col direttore della Cineteca Livio Jacob, da Sergio M. Germani, studioso di cinema, ricercatore archivistico nonché realizzatore di rassegne festivaliere, e potrà avvalersi delle professionalità attive nell'archivio e presso gli altri servizi della Cineteca, all'interno della collaborazione della rete archivistica nazionale ed internazionale.

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