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Conclusa la V edizione di Grado Giallo: appuntamento al prossimo anno

Nel 2013 il tema della rassegna gradese sarà 2il giallo e i mass media". Grande partecipazione per l'appuntamento clou della giornata di chiusura, con Sergio Schiavone dei Carabinieri RIS di Messina

“Il Giallo e i mass media” sarà il tema della prossima edizione di Grado Giallo, il festival letterario dedicato ai generi thriller, poliziesco, noir, spy story e horror, la cui V edizione si è conclusa stamani nell’Isola di Grado  con un ottimo successo di pubblico, sul tema “Giallo e storia”. “Nella VI edizione puntiamo a indagare il giallo nell’età di massa di fronte ai mezzi di comunicazione di massa – ha anticipato il presidente del Comitato scientifico Elvio Guagnini -, analizzando il rapporto tra racconto per immagini e il racconto scritto, con particolare riferimento alla blogosfera e in genere a tutto l’universo della comunicazione sul web, ma anche con approfondimenti sul cinema e sul teatro”.

Soddisfatto dei risultati della V edizione del festival organizzato dal Comune di Grado in collaborazione con l’Università di Trieste si è detto il sindaco di Grado Edoardo Maricchio. “C’è l’impegno di questa amministrazione a sostenere la prossima edizione – ha detto il primo cittadino – nella quale pensiamo di dedicare una maggiore attenzione al rapporto tra giallo e cinema – ha proseguito -; inoltre contiamo di coinvolgere ancora di più gli operatori economici e di reperire nuovi sponsor. Il nostro obiettivo – ha concluso - è potenziare l’attrattività turistica della città attraverso la cultura, anche al di fuori della stagione balneare”. Sui risultati della V edizione, Flavia Moimas, dirigente dell’Ufficio comunale Cultura e componente del Comitato scientifico di Grado Giallo con Guagnini (presidente), Marco Giovanetti e Marina Paladini Musitelli, ha sottolineato che “le presenze sono cresciute rispetto all’anno scorso e Grado Giallo ha avuto molto successo sui social media ed è stato seguito da moltissime persone sul web. C’è una sempre maggiore fidelizzazione da parte del pubblico e per alcune iniziative abbiamo registrato dei picchi: quasi sempre tutto esaurito allo Spazio Noir e alle cene con delitto, tanto che abbiamo dovuto ampliarne il numero. Grande partecipazione anche a tutte le iniziative per i bambini – ha aggiunto Moimas - che con le loro famiglie hanno riempito gli spazi loro riservati e animati dalle attività di validi partner come Damatrà e ArtEventi”.  Nella prossima edizione si continuerà anche con la seconda edizione del Premio letterario nazionale Grado Giallo, “che sarà potenziato – ha annunciato Moimas – partendo da subito con il nuovo bando per opere inedite le prossima settimana”. 

Tanto pubblico e molto interesse oggi a Grado per l’arrivo dei conosciutissimi RIS dei Carabinieri sulla “scena del crimine”, accompagnati dal medico legale Clara Zuch e dall’autore e colonnello dei Carabinieri Roberto Riccardi. Impossibilitato a intervenire per una indisposizione il criminologo Augusto Balloni. Con Sergio Schiavone, comandante dei RIS di Messina dal 2005, si è approfondito il tema dello stato dell’arte delle scienze forensi e delle indagini scientifiche. “Noi dei Ris di Messina – ha raccontato il tenente colonnello - abbiamo a che fare con le forme di criminalità organizzata più agguerrite in Italia, cioè la mafia siciliana e la ‘ndrangheta calabrese, che oggi è diventata la vera emergenza italiana. Contiamo tra i 130 e 150 omicidi l’anno negli ultimi anni, ma abbiamo una grossa opportunità di collaborare con la magistratura e i colleghi carabinieri per la risoluzione di questi casi”. Sulle scienze forensi, Schiavone ha riferito che “hanno avuto in questi ultimi vent’anni una evoluzione impressionante”. “Il nostro lavoro – ha proseguito - è identificare le tracce sulla scena del crimine, alla ricerca di prove basate su un profilo genetico che otteniamo da minuscole tracce di saliva o di sangue. In questo – ha proseguito - siamo molto aiutati da nuovi sistemi, come  lampade a lunghezza d’onda variabile, e anche nelle indagini di laboratorio ci sono stati grandi sviluppi, con i sequenziatori di Dna, le banche dati con sistemi informatici che ci permettono di confrontare un’impronta digitale con altre 12 milioni di impronte in qualche ora, o i contrassegni lasciati dalle armi sui bossoli”. Schiavone è anche autore: ha scritto il romanzo “Un filo di luce”, uscito per l’editrice “A Nordest” di Treviso. “La mia vocazione in questo caso – ha spiegato - nasce dalla volontà di fornire al lettore italiano anche degli strumenti per capire meglio che cosa sono le indagini scientifiche. Un argomento molto trattato dalla tivù e dal cinema anglosassone, meno dalla letteratura”. 

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Secondo il colonnello dell’Arma Roberto Riccardi, scrittore e direttore della rivista “Il Carabiniere”, “ognuno scrive meglio di ciò che conosce e l’investigatore si sente ovviamente più a suo agio nello scrivere un giallo”.  Il prossimo romanzo di Riccardi è in uscita a breve nella collana Sabot/age curata da Massimo Carlotto, per “E/O Edizioni”. S’intitola “Undercover. Niente è come sembra”, e parla di una realtà poco visitata dalla narrativa: “E cioè gli agenti sotto copertura – ha spiegato Riccardi –, che in Italia agiscono dal 2000, prevalentemente nel campo della lotta al traffico internazionale degli stupefacenti. Il protagonista – ha concluso - è un investigatore dell’Arma, il maresciallo Rocco Liguori, che svolge una indagine sotto copertura con l’obiettivo di ritrovare le tracce di un altro agente sotto copertura scomparso misteriosamente tempo prima”.

Nella mattinata di stamani, completamente dedicata al giallo e ai giallisti del Nordest, la sessione è iniziata con una carrellata di quattro autori ed un editore, accomunati dalla provenienza locale, moderati da Leonardo Tognon: Lorenza Bellè ambienta a Trieste la storia di un vampiro; Daria Camillucci le fa eco con le sue vicende oscure nell’antica Villa Opcina; Silvio Forza è intervenuto ricordando la letteratura della memoria di italiani fra Croazia e Slovenia, con particolare accento su Ezio Mestrovich; Aurelio D’Andrea ha spiegato il legame del proprio romanzo con il tempo, già molto forte nel titolo “00.33”; Fabio Piuzzi ha svelato che il suo libro prende origine da un fatto realmente accaduto in Israele durante una campagna di scavi archeologici.

A seguire, Marco Giovanetti ha introdotto l’antologia di gialli “Nero 13”, composta da tredici racconti di autori del Friuli Venezia Giulia, fra cui Francesco Altan, che ha presentato inoltre il suo ultimo romanzo, “Il tessitore di incubi”. Obiettivo dell’ultimo lavoro è trasmettere conoscenze scientifiche, sfatando i miti creati dalle serie che popolano la TV. Altan ha chiarito che “il criminalista è colui che risponde a cinque domande (come, dove, quando, chi e parzialmente al perché), mentre il criminologo esaurisce l’altra parte del perché”. Numerose le curiosità del pubblico, a cui Altan ha dato risposta, relative ai crimini reali, come il rapporto fra donne e omicidi, il caso del killer della balestra, e ancora Unabomber, che Altan afferma essere un nome sotto il quale si possono riunire tre diverse persone, l’attentatore dei tubi, un esperto di nitroglicerina e un emulatore. 

Nel pomeriggio, i ragazzi della scuola media M. Polo di Grado hanno partecipato al laboratorio teatrale “Un buco nell’acqua” diretto da Luisa Venier, mentre i più piccoli, dai 3 agli 11 anni, sono stati impegnati nei giochi e laboratori in giallo a cura della Cooperativa ArtEventi.

Per la serie “Editoria per il Giallo”, Stefano Di Marino ha condotto la conversazione sul tema “Eros e Spy Story”. A seguire c’è stata la presentazione de “Il segno dell’untore” di Franco Forte, a cura di Elvio Guagnini, presidente del comitato scientifico del festival, e del naval thriller “Doppio scacco” di Giulio Calò Carducci. Ha richiamato numerosi partecipanti anche l’incontro per gli aspiranti scrittori “Come si scrive un Giallo” con Diego Zandel, il cui libro “Essere Bob Lang” (edizione Hacca) è stato presentato in concomitanza. 

In serata l’appuntamento “Radiogiallo” (da un’idea di Carlo Lucarelli) al Cinema Cristallo: la radio è approdata a teatro e gli spettatori, dotati di cuffie, hanno visto gli attori muoversi in funzione del microfono e della parola.

Realizzato con il sostegno di Turismo Fvg e Fondazione Carigo, e con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Università di Trieste e della Provincia di Gorizia, il festival letterario “Grado Giallo” ha potuto contare su una fitta rete di collaborazioni, tra cui quelle con l’Isis di Monfalcone, sezione Alberghiero (Grado), l’Ascom locale, Slow Food del Friuli Venezia Giulia, Librerie.coop, Collavini, Damatrà e Arteventi.

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