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Giulio Regeni: le ultime parole prima di essere ammazzato

Le rivelazioni su quelle che sarebbero state le ultime parole proferite dal ricercatore di Fiumicello di fronte ai suoi aguzzini

Giulio Regeni avrebbe gridato per tre volte «sono un italiano» ai suoi aguzzini, prima di essere ammazzato. In questo modo pensava di salvarsi la vita. Ma non è andata così per il ricercatore friulano. La notizia delle presunte urla che Giulio Regeni avrebbe emesso prima di essere barbaramente ucciso è riportata dal quotidiano romano Il Tempo, che ricorda come il fatto che il suo corpo fosse stato lavato e rivestito, con indosso gli stessi abiti che aveva quando è sparito, “sembra confermare l’ipotesi che qualcuno ha provato in tutti i modi a far sparire le tracce dei responsabili e complicare le indagini”. Continua il giornale capitolino: “Le fonti consultate dal Tempo mantengono il massimo riserbo su chi possa aver ucciso Regeni per non compromettere le indagini. Gli inquirenti stanno raccogliendo indicazioni da collaboratori che appartengono alla fitta rete di informatori, aggiungendo ogni giorno dettagli preziosi su personaggi ancora troppo oscuri. Forse erano uomini legati ai servizi segreti interni, più probabilmente vicini a Fratelli musulmani. Quel che sembra sempre più certa è la dinamica del rapimento e dell’interrogatorio: Regeni è stato messo sotto torchio perché sospettato di avere informazioni utili, viste le sue frequentazioni con i movimenti oppositori del governo. In quella cella però, la situazione è sfuggita di mano. E non è bastato per il ragazzo dichiarare la sua nazionalità, già nota ai suoi aguzzini visto che aveva il passaporto con sé”.

RENZI, «VOGLIAMO LA VERITÀ». «Noi dagli amici vogliamo la verità, sempre, anche quando fa male. Vogliamo i responsabili, quelli veri, con nome e cognome, e vogliamo che paghino. Abbiamo promesso alla mamma e al papà di Giulio che saremmo andati fino in fondo e confermo che non faremo nessun passo indietro». Così sulla vicenda il premier Matteo Renzi, sul caso che sta mettendo in crisi i rapporti diplomatici tra l’Italia e il paese nordafricano.

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