Giulio Regeni, arrivata la salma. Sul corpo «segni evidenti di torture»

«Siamo lontani dalla verità» ha dichiarato il ministro degli esteri Gentiloni. L'ambasciatore italiano in Egitto: «Non c'è alcun dubbio che il ragazzo sia stato duramente picchiato e seviziato»

Vedere il corpo martoriato di Giulio Regeni all'obitorio al Cairo «è stato devastante». L'ambasciatore italiano in Egitto, Maurizio Massari, ricorda la notte in cui ha potuto verificare personalmente che il giovane italiano scomparso nella capitale egiziana era morto. 

EVIDENTI TORTURE. «Presentava segni evidenti di percosse e torture. Ho notato ferite, ecchimosi e bruciature. Non c'è alcun dubbio che il ragazzo sia stato duramente picchiato e seviziato», ha spiegato, in una testimonianza al Corriere della Sera. 

LE RICHIESTE DEL GOVERNO. Il mattino dopo il nostro diplomatico si è presentato al ministero degli Esteri. Non l'ha convocato nessuno: «Ci sono andato su mia iniziativa, sulla scorta delle istruzioni ricevute da Roma. E ho formulato le tre richieste del nostro governo. Primo, la conferma ufficiale della notizia. Secondo, la immediata restituzione della salma alla famiglia, terzo e più importante l'inchiesta congiunta con un team investigativo». Massari ricorda poi anche la mattina del 3 febbraio, quando il ministro Guidi ha incontrato il presidente Al Sisi insieme alle due delegazioni e gli ha parlato del caso Regeni, esprimendogli la forte preoccupazione del governo e dell'Italia. In quel momento, sulla sorte del giovane italiano non c'erano ancora certezze. «Lui ci ha assicurato il suo impegno personale per cercare di risolvere il mistero della sparizione di Giulio».  Poche ore dopo è riapparso il corpo del ragazzo: «Si, questa è la successione degli avvenimenti», ha confermato Massari.

L'ARRIVO DELLA SALMA. È atterrato poco dopo le 13:40 all'aeroporto di Fiumicino, l'aereo di linea della Egypt Air proveniente dal Cairo che ha riportato in Italia la salma del ragazzo. Ad accogliere il feretro, in rappresentanza del governo italiano, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Presente anche il presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini.

GENTILONI. «A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall'ambasciata sia dagli investigatori italiani che stano cominciando a lavorare con le autorità egiziane, siamo lontani dal dire che questi arresti abbiano risolto o chiarito cosa sia successo. Credo che siamo lontani dalla verità». Lo dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ricordando che i familiari e la salma di Regeni hanno lasciato il Cairo e sono attesi a Trieste dopo uno scalo a Roma.

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